Il Consiglio UE approva la tassa di tre euro sui piccoli pacchi, novità in partenza nel mese di luglio, e su ogni prodotto presente nelle spedizioni.
L'itala con l'ultima legge di Bilancio ne aveva approvata una di due euro al momento prorogata a marzo. In proposito leggi: Acquisti online: slitta al 15.03 la tassa di 2 euro sui pacchi extra-UE
Facciamo il punto sulle novità dal comunicato del Consiglio UE.
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1) Tassa unionale sui pacchi di piccolo valore: in vigore da luglio
La tassa sui pacchi extra UE a livello comunitario ha ottenuto il via libera definitivo dal Consiglio europeo in data 11 febbraio.
La novità entrarà in vigore dal 1° luglio 2026.
Il contributo si pagherà su ogni prodotto presente nelle spedizioni e avrà un costo di tre euro.
Durante la riunione ECOFIN del 12 dicembre 2025 è stata approvata una soluzione temporanea in attesa del debutto dell’HUB doganale UE previsto nel 2028, step fondamentale per poter applicare i dazi doganali senza la franchigia dei 150 euro attualmente prevista.
L'italia ricordiamolo ha approvato una identica tassa nella Manovra 2026.
Dato l'aumento delle spedizioni sulle piattaforme online, il legislatore europeo ha la lente di ingrandimento puntata su queste spedizioni e il Parlamento UE, per citare i casi più espliciti, ha tirato in ballo Temu e Shein nella presentazione della novità.
Sulle piattaforme, e non a chi acquista, ci sarà un contributo.
Secondo i dati riportati dalla Commissione Europea, nel 2024 sono arrivati 4,6 miliardi di articoli di basso valore, sotto i 150 euro, non sono sottoposti a dazi doganali.
Di qui l'esigenza di intervenire per tutelare ambiente e commercio che ha portato alla introduzione a partire dal 1° luglio 2026, di una tassa di 3 euro sulle piccole spedizioni, che si applica a ogni prodotto che arriva dai paesi extra UE.
Vediamo il dettaglio dal comunicato del Consiglio europeo:
Oggi il Consiglio ha raggiunto un accordo per applicare, a partire dal 1º luglio 2026, un dazio doganale fisso di 3 euro sulle piccole spedizioni di valore inferiore a 150 euro che entrano nell'UE, in gran parte attraverso il commercio elettronico.
Questa misura temporanea è stata presa in risposta al fatto che queste spedizioni attualmente entrano nell'UE in esenzione da dazi, il che comporta una concorrenza sleale per i venditori dell'UE, rischi per la salute e la sicurezza dei consumatori, elevati livelli di frode e preoccupazioni ambientali. La misura verrà applicata fino all'entrata in vigore dell'accordo permanente per queste spedizioni, concordato nel novembre 2025. Il dazio di 3 euro sarà applicato a ciascun prodotto contenuto in una spedizione, secondo le rispettive voci doganali.
A partire dal 1º luglio 2026 le merci che entrano nell'UE in piccole spedizioni e il cui valore è inferiore a 150 euro saranno soggette a un dazio doganale fisso di 3 euro. L'aliquota sarà applicata a tutte le merci che entrano nell'UE per le quali i venditori di paesi terzi sono registrati nello sportello unico per le importazioni (IOSS) dell'UE ai fini dell'imposta sul valore aggiunto. Ciò comprende il 93% di tutti i flussi di commercio elettronico verso l'UE.
La misura si distingue dalla cosiddetta "tassa di gestione" proposta, attualmente in discussione nel contesto del pacchetto di riforma doganale e del quadro finanziario pluriennale.
Infine, è stato specificato che la Commissione valuterà periodicamente se l'aliquota debba essere estesa alle merci in arrivo nell'UE vendute da operatori non registrati nell'IOSS.
Per quanto riguarda l'Italia, i lavori di conversione in legge del DL Milleproroghe, sono una occasione per prendere tempo anche per coordinarsi con l’UE.
In proposito il Ministro Giorgetti ha dichiarato: “Valuteremo (la proroga), c’è una decisione europea e vedremo di renderla coerente”.
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