Stabilità 2017 e regime di cassa delle imprese minori: considerazioni generali

La legge di stabilità 2017 prescrive che a decorrere dal 1° gennaio 2017 gli imprenditori individuali e le società di persone in regime di contabilità semplificata debbano adottare come ‘regime naturale’ la contabilità per cassa, come previsto all’art. 1. commi 17-23 della predetta fonte normativa (salvo optare per l’adozione di una contabilità ordinaria).

Le disposizioni adottate introducono quindi il principio di cassa ai fini della determinazione del reddito delle imprese interessate, un cambiamento da tempo discusso e auspicato nell’ambiente sebbene sopraggiunto con peculiarità non del tutto apprezzate.

Da un canto, l’idea di non dover più considerare il valore delle rimanenze ai fini della determinazione del reddito appare una semplificazione, in quanto elimina inutili scritture di assestamento dalla contabilità di imprese la cui gestione amministrativa ha un importanza generalmente di mera natura fiscale. Si noti comunque che, per quanto concerne il reddito del periodo d’imposta in cui si applicano le nuove regole, dovrà comunque essere ripreso il valore delle rimanenze finali del precedente esercizio, per portarlo in deduzione. Se così non fosse stato, del resto, ci avrebbe rimesso il contribuente. Dal canto opposto il contribuente potrebbe esser tentato di trascurare l’importanza di redigere un inventario di fine anno per i periodi amministrativi venturi.

E’ vero che si introduce un criterio orientato alla cassa  per la determinazione del reddito delle imprese ma dal canto opposto resta in vigore il principio di competenza economica in relazione all’individuazione di diverse componenti reddituali: ricavi da autoconsumo o assegnazione, proventi da immobili non strumentali, plusvalenze e minusvalenze, sopravvenienze, ammortamenti e accantonamenti (Cfr. Art. 66, commi 1 e 2 del  D.P.R. 917/1986 così come modificati dalla nuova legge).

Il nuovo assetto del regime di contabilità semplificata non appare più oramai tanto ‘semplice’ dal punto di vista della sua struttura, in quanto il regime di cassa delle imprese minori si articola a sua volta in tre diverse varianti da adottare in relazione alla fattispecie concreta (Cfr. Art. 18 del D.P.R. 600/1973 così come modificato dalla nuova legge).

In particolare, per adempiere ai nuovi obblighi il contribuente può alternativamente:

1.              Tenere appositi registri degli incassi e pagamenti: le operazioni relative a ricavi percepiti e spese sostenute vengono cronologicamente e analiticamente annotate in registri separati rispetto ai precedenti registri obbligatori (Cfr. Art. 18 comma 2 del D.P.R. 600/1973). Nei medesimi registri relativi a incassi e pagamenti vanno annotati, entro il termine per presentare la dichiarazione dei redditi anche gli eventuali altri componenti reddituali diversi da quelli succitati (Cfr. Art. 18 comma 3 del D.P.R. 600/1973);

2.              integrare i tradizionali registri iva: le operazioni continuano ad essere normalmente registrate come nel passato e le operazioni non soggette a registrazione iva vengono annotate separatamente. Non è quindi necessario istituire nuovi registri ma a fine anno, al fine di impostare le opportune rettifiche, si riporta il totale importo delle operazioni che non hanno generato incassi o pagamenti col dettaglio delle fatture cui si riferiscono (Cfr. Art. 18 comma 4 del D.P.R. 600/1973);

3.              adottare la ‘cassa virtuale‘: esercitando un’opzione, vincolante per tre anni, il contribuente può continuare ad aggiornare i soli, consueti, registri iva senza, per giunta, effettuare alcuna rettifica analitica o di fine anno relativa a incassi e pagamenti. In tale fattispecie, infatti, vige la presunzione legale che l’operazione finanziaria coincida con la data della registrazione (Cfr. Art. 18 comma 5 del D.P.R. 600/1973). Le operazioni non soggette a registrazione iva vengono annotate separatamente.

Senza entrare nel merito delle differenze tra queste molteplici possibilità va comunque denotata l’esistenza di un certo spazio di manovra per gestire il passaggio al nuovo periodo amministrativo, evitando così di ‘fuggire’ dagli adempimenti richiesti per le contabilità in semplificata attraverso l’adozione del regime ordinario.

Ad esempio per i dettaglianti, che incassano a pronti appare calzante l’opzione triennale…


Articolo pubblicato il 15/01/2017 in Contabilità e Bilancio, Legge di Stabilità

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Tributarista autorizzato dall’ufficio territoriale di Agropoli. Laureatosi a pieni voti in Economia presso l’Università degli Studi di Salerno, svolge la propria attività dall’anno 2014; principalmente nei confronti di professionisti e piccole imprese verso cui offre consulenza contabile, fiscale e societaria.

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