Speciale Pubblicato il 05/01/2006

Le finalità della riforma delle procedure concorsuali

di Rag. Lumia Luigia

La riforma fallimentare sta lentamente giungendo al capolinea. Ma quali sono le finalità di questa riforma? L'articolo cerca di farne una sintesi, mentre sempre sul sito, nella Banca Dati, è stata pubblicata la Legge aggiornata a disposizione di tutti i nostri utenti.

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Le finalità della riforma delle procedure concorsuali

E' stato definitivamente approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 22 dicembre 2005, il decreto legislativo recante la "riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali".

Il decreto legislativo approvato trova la sua fonte nella delega prevista all'articolo 1, comma 5, della legge 14 maggio 2005, n. 80, con il quale il Governo è stato investito della facoltà di dare attuazione alla riforma della disciplina delle procedure concorsuali, le cui origini risalgono al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.

La tecnica che è stata preferita per tale riforma è quella della novellazione, cioè non la completa abrogazione della vigente legge ma una sistematica revisione.
Le finalità della riforma sono quelle di rendere l'istituto più adatto ai tempi, privilegiando la conservazione dell'impresa e dei posti di lavoro contrariamente ad ora dove la disciplina risulta troppo penalizzante per l'imprenditore fallito e la procedura fallimentare determina per lo stesso un completo spossessamento del patrimonio e si traduce in una procedura essenzialmente liquidatoria a favore dei creditori.
La riforma si propone pertanto di tutelare maggiormente la conservazione delle componenti positive dell'impresa (beni produttivi e livelli occupazionali) mediante :

- la riduzione della durata della procedura che attualmente non poteva che rappresentare la definitiva morte dell'entità produttiva;

- la flessibilità delle norme in vista di una rispondenza dell'istituto alla nuova realtà economica;

- la compatibilità delle nostre norme con la legislazione europea, ispirate al recupero delle capacità produttive dell'impresa privilegiando la via del risanamento e del superamento della crisi aziendale.

Le procedure concorsuali diventano non più meramente liquidatorie e sanzionatorie ma piuttosto destinate alla conservazione dei mezzi organizzativi dell'impresa, assicurando la sopravvivenza, ove possibile, di questa e, negli altri casi, procurando alla collettività, ed in primo luogo agli stessi creditori, una più consistente garanzia patrimoniale attraverso il risanamento e il trasferimento a terzi delle strutture aziendali.

La riforma inoltre, oltre alla conservazione dell'impresa e alla tutela dei creditori, si prefigge una semplificazione delle procedure attuali; tale finalità è stata attuata mediante un duplice intervento: l'attuale riforma e il decreto legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito dalla legge n. 80/2005 che ha modificato direttamente alcune disposizioni della legge fallimentare, in particolare l'articolo 67 in materia di revocatoria fallimentare e gli articoli 160, 161, 163, 167, 180, 181, in materia di concordato preventivo, introducendo altresì l'articolo 182 bis in tema di accordi di ristrutturazione dei debiti.

Per il testo aggiornato della legge vedi: SEZIONE FALLIMENTO DI FISCOETASSE.COM




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