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Speciale Pubblicato il 16/08/2020

Cosa fare in caso di accessi, ispezioni e verifiche fiscali: breve guida

di Falchi dott. Pierpaolo

Tempo di lettura: 5 minuti
verifiche fiscali

Breve guida per aiutare l'imprenditore nel corso delle operazioni di verifica fatte dalla Guardia di Finanza o Agenzia entrate che si concludono con un PVC

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Questa breve guida  intende supportare il piccolo imprenditore durante le operazioni di controllo sostanziale fatte dall’Agenzia delle Entrate (o Guardia di Finanza) che si concludono con un verbale finale (processo verbale di constatazione _PVC) nel quale vengono indicate le attività svolte, i rilievi contestati ed eventuali osservazioni.

Detto documento raccoglie tutte le fasi di verifica rappresentando tuttavia per il contribuente non solo una debolezza ma anche un’arma! 

Se da una parte possono essere raccolte informazioni compromettenti infatti, dall’altra, qualora venga fatto un corretto uso dei diritti riconosciuti dalla Legge, il verbale può senz’altro rappresentare un utile strumento di difesa in sede di ricorso tributario: è già durante i controlli che si gioca la partita!

Ti potrebbe essere utile la guida in pdf su come redigere correttamente un ricorso tributario nell’era del processo telematico, di recente pubblicazione, "Guida pratica alla redazione di un ricorso tributario".

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1) Poteri Amministrazione Finanziaria

Gli ispettori dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza, al fine di raccogliere prove dell’evasione, godono di una serie di poteri istruttori e di controllo dati dalla legge.

Questi tipi di controlli, denominati sostanziali (ossia oltre e a prescindere dalle formalità dichiarative), costituiscono un vero e proprio potere d’indagine durante la quale l’amministrazione finanziaria ha la possibilità di procedere all’accesso in determinati luoghi, all’ispezione ed alle verifiche documentali.

Non vi è dubbio che per l’invasività e l’incisività di tali poteri, il contribuente in caso di verifica, può incorrere in banali errori dovuti anche ad uno status di sudditanza psicologica nei confronti dei controllori; sono allora queste le ragioni del presente scritto: occorre informare il contribuente sui suoi diritti in modo da evitargli tutti quegli sbagli che in fase di processo potrebbero costargli caro.

  

Accessi, ispezioni e verifiche 

Accesso: significa accedere in un luogo a prescindere dal consenso, è un atto autoritativo attraverso cui si dà inizio all’attività accertativa. 

Per essere legittimo è necessario che: 

  1. Sia svolto “durante l'orario ordinario di esercizio delle attività e con modalità tali da arrecare la minore turbativa possibile allo svolgimento delle attività stesse nonché alle relazioni commerciali o professionali del contribuente” (art. 12 l.212/2000). 
  2. Se l’Accesso avviene nel domicilio del contribuente è legittimo solo laddove gli ispettori siano in possesso di un’autorizzazione rilasciata dal Procuratore della Repubblica e qualora sussistano gravi indizi di violazione delle norme tributarie. Dalle ultime pronunce della Cassazione, l’assenza di tali indizi di evasione potrebbe costituire un elemento idoneo a determinare la nullità del provvedimento finale (Cass. sent. n.17957/2012). 

Ispezioni: sono le attività sostanziali che l’amministrazione finanziaria pone al fine di ricavare la prova dell’evasione. 

Nelle ipotesi di ispezioni dal carattere più invasivo, è obbligatorio che l’A.F. sia munita di un’apposita autorizzazione rilasciata dal Pubblico Ministero ad esempio, nel caso delle perquisizioni personali, dell’apertura coattiva di borse, casseforti e dell’accesso a server, mail e pc. 

Verifiche: si intende l’attività meramente accertativa posta in essere al fine di rilevare inadempimenti fiscali compiuti dal contribuente. Esempio verifica sulle rimanenze di magazzino. 

  1. Le verifiche fiscali debbono essere giustificate da “esigenze effettive di indagine e controllo sul luogo” che devono essere riportate sul verbale di verifica del primo giorno (art. 12 l.212/2000). 
  2. All’inizio di ogni verifica, il contribuente deve essere informato dagli ispettori incaricati, delle ragioni e dell’oggetto della verifica, nonché della possibilità di farsi assistere da un professionista.

2) Il Processo Verbale di Constatazione (PVC)

I controlli possono essere suddivisi idealmente in tre fasi: la fase d’accesso, la fase ispettiva durante la quale, ogni giorno, vengono redatti dei processi verbali di verifica contenenti le operazioni svolte e la fase finale che si realizza con la redazione del Processo Verbale di Contestazione (PVC). Quest’ultimo è un atto in cui si racchiudono le operazioni di verifica e si indicano le contestazioni raggruppate, per tipologia di imposizione (Iva o Imposte sui redditi), per periodo d'imposta e per Argomento. Esso deve contenere l’indicazione delle persone intervenute, delle dichiarazioni ricevute e delle circostanze di luogo e di tempo nelle quali gli atti che documenta sono compiuti.

Il PVC deve sempre essere letto e ne va sempre rilasciata una copia al contribuente che ha la possibilità di scegliere se sottoscriverlo o meno; in proposito qualunque dichiarazione sottoscritta potrà essere utilizzata contro il contribuente.  

Il contribuente deve sempre sapere che ha diritto a non parlare, a farsi assistere dal suo consulente e a non firmare il processo verbale perché qualunque dichiarazione sottoscritta potrà essere utilizzata contro di lui. 

3) Le 5 regole da seguire in caso di verifica fiscale


1°Regola fondamentale:

Le Dichiarazioni fatte dall’imprenditore durante i controlli sono CONFESSIONI che fanno  PROVA contro di lui in un eventuale processo!!!

Strategia: 

Se decidete di non farvi assistere da un professionista durante il controllo (o non può venire), state bene attenti a cosa dite, chiedete spiegazioni e fate scrivere cosa intende dire: “quanto ricarica in media alla merce che acquista e rivende?” “cosa si intende per ricarico? A quanto compro e poi rivendo? O a quanto compro aggiungendoci costi come luce, acqua e affitto e poi rivendo?”

FATE SCRIVERE NEL VERBALE CHE COSA INTENDETE DIRE VOI E NON COSA INTENDE CHI FA LE DOMANDE 

2° regola fondamentale 

I documenti richiesti se non esibiti NON possono essere più usati per difendersi in un eventuale processo!!! 

Strategia: 

Per paura di una piccola mancanza non nascondete interi registri, inoltre chi controlla deve concedere un congruo termine al fine di reperire i documenti non disponibili sul luogo di lavoro. 

SE NON VI CONCEDONO TALE TERMINE FATELO SCRIVERE NEL VERBALE 

3° regola fondamentale

L’accesso nei luoghi di lavoro deve essere svolto negli orari di lavoro (salvo casi urgenti) e con modalità da creare meno turbative possibili 

Strategia: 

Putroppo se non si rispettano queste regole l’accesso è valido. Tuttavia è sempre meglio farlo scrivere nel verbale. E’ sempre una freccia in più del vostro arco che davanti al giudice, in caso di giudizi incerti, può far pendere l’ago della bilancia a vostro favore. 

4° regola fondamentale 

Negli accessi a locali adibiti anche ad abitazione, nelle perquisizioni personali, nelle aperture di borse, casseforti e mobli, occorre l’autorizzazione di un magistrato. 

Strategia: L’imprenditore ha diritto di opporsi a queste accessi o perquisizioni se non vi è un autorizzazione scritta di un magistrato. Tuttavia occorre non fare troppo i “fenomeni”, i controllori potrebbero apporre dei sigilli e farsi in seguito autorizzare.

LE PROVE ACQUISITE SENZA IL RISPETTO DI QUESTE REGOLE SONO NULLE. 

5° regola fondamentale

 Se ritenete siano stati lesi i vostri interessi potete anche non firmare i verbali giornalieri e quello finale (PVC) , 

TUTTAVIA AVETE SEMPRE DIRITTO DI RICEVERE UNA COPIA DEL VERBALE: CHIEDETELA SEMPRE E POI CORRETE DAL COMMERCIALISTA!


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