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Speciale Pubblicato il 05/05/2020

L'omogeneità dei tempi finanziari

di Dott. Giacomo Rasile

Tempo di lettura: 7 minuti
analisi di bilancio margini patrimoniali

Il corretto utilizzo delle fonti di finanziamento nel bilancio, possibile utilità in un momento di crisi

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Lo Stato Patrimoniale, oltre ad evidenziare debiti/crediti e la ricchezza di un'azienda, fornisce anche altre importanti informazioni
Lo Stato Patrimoniale riclassificato secondo il metodo finanziario infatti regala un'immagine dell'azienda divisa in Fonti (il Passivo) e Impieghi (attivo) a loro volta suddivisi in tempi di realizzazione/rimborso.

Analizziamo di seguito un esempio  di  riclassificazione secondo il metodo finanziario.

1) Le fonti di finanziamento

In questo modello di riclassificazione le Fonti verranno suddivise in:

  • PASSIVO CONSOLIDATO
  • PASSIVO CORRENTE

Dove il Passivo Consolidato avrà tempi di rimborso ultrannuali mentre il Passivo Corrente avrà tempi di rimborso all’interno dell’esercizio di riferimento.
Il Passivo Consolidato sarà a sua volta suddiviso in Mezzi di Terzi e Mezzi Propri (il Patrimonio Netto).
Lo schema delle FONTI sarà quindi il seguente:

Passivo (Fonti)

Passivo Consolidato

Mezzi Propri

Patrimonio Netto

Mezzi di Terzi

Debiti Medio/Lungo Termine

Passivo Corrente

Debiti Breve Termine

Sebbene l’intenzione di questo lavoro sia quella di analizzare l’omogeneità dei tempi finanziari, è bene ricordare l’importanza del rapporto fra Mezzi Propri e Mezzi di Terzi per l’analisi della solidità aziendale.
L’indipendenza finanziaria si analizza ponendo in relazione i Mezzi Propri con il totale delle Fonti.
Non esiste un grado di indipendenza ottimale comunque si ritiene che un rapporto inferiore al 30% rappresenti una situazione di squilibrio per l’azienda .
Il grado di indipendenza finanziaria è particolarmente importante anche per poter valutare la Leva Finanziaria dell’impresa, ovvero quel meccanismo per cui viene usato il Patrimonio Netto come moltiplicatore dell’indebitamento a fini di investimento.

Continuando nell’Analisi delle Fonti vediamo alcuni esempi di composizione dettagliata :

PATRIMONIO NETTO

Capitale Sociale

Riserva Legale

Altre Riserve

Utili Esercizi Precedenti

Risultato di Esercizio (+/-)

DEBITI A MEDIO/LUNGO TERMINE

Finanziamenti/Mutui (Quote Capitale scadenti oltre esercizio)

Leasing (Quote Capitale scadenti oltre esercizio successivo)

Finanziamenti Soci

Trattamento di Fine Rapporto

DEBITI A BREVE TERMINE

Finanziamenti/Mutui (Quote Capitale scadenti nell'esercizio successivo)

Leasing (Quote Capitale scadenti nell'esercizio successivo)

Banche linee a Breve

Scoperti Conto Corrente

Ri.Ba. Sbf

Anticipi Fatture

Fornitori

Altri debiti a breve termine

Le linee a breve sono solitamente messe a disposizione dalla Banca per finanziare l’operatività “giornaliera” dell’impresa allineando i tempi di incasso e pagamento oppure per livellare la stagionalità implicita in alcune tipologie di attività.
In buona sostanza servono per dare all’impresa un’elasticità di cassa che altrimenti potrebbe non avere, per questo motivo sono linee “dinamiche” il cui saldo dovrebbe spesso variare alternando momenti di utilizzo più intenso e meno intenso.
Linee a breve  stabili, e in aggiunta costantemente sotto stress, sono spesso il campanello di allarme di tre tipi di situazione che possono anche essere presenti nello stesso momento:

  • Utilizzo di linee a breve per il finanziamento di investimenti a più lungo realizzo
  •  Utilizzo di linee a breve per finanziare i propri clienti
  •  Struttura operativa sovradimensionata rispetto ai ricavi

Queste tre situazioni sono la spia di una “Crisi di Liquidità” che se non affrontata nella giusta prospettiva può portare a gravi conseguenze.
Occorre ricordare, infatti, che le linee a breve sono soggette a rinnovo annuale, ne deriva che nel caso in cui la Banca volesse ridurre il rischio sull’impresa, andrebbe a chiedere un rientro della liquidità con conseguenze che possiamo facilmente immaginare.
 

2) Gli impieghi

Nello Stato Patrimoniale Finanziario anche gli Impieghi sono organizzati secondo il criterio del tempo di realizzo suddividendosi in:

  • CAPITALE FISSO
  • CAPITALE CIRCOLANTE

Si avrà quindi il Capitale Fisso che include gli investimenti a lungo termine dell’impresa e il Capitale Circolante che rappresenta invece il capitale operativo che dovrebbe trasformarsi in denaro nel corso dell’esercizio successivo (Liquidità Differite) o che è già diventato denaro nel corso dell’esercizio (Liquidità Immediate).
Il Capitale Circolante si suddivide quindi in Liquidità Differite e Liquidità Immediate sempre seguendo il criterio della velocità di trasformazione.

Attivo (Impieghi)

Attivo Fisso

Immobilizzazioni Immateriali

Immobilizzazioni Materiali

Immobilizzazioni Finanziarie

Partecipazioni

Crediti Oltre i 12 mesi

Attivo Circolante

Liquidità Differite

Rimanenze

Crediti V/Clienti

Altri Crediti entro i 12 Mesi

Liquidità Immediate

Banche

Cassa

Per una corretta analisi degli impieghi occorrerebbe procedere ad una valutazione di alcune poste dell’Attivo al fine di allineare i valori contabili con i valori reali.

Alcune voci maggiormente sotto osservazione possono essere quelle descritte nella tabella seguente:

Immobilizzazioni Immateriali

Diritti di brevetto e utilizzazione

Questa voce si presta facilmente ad essere oggetto di "manipolazioni" del bilancio. Occorre quindi valutare, oltre la reale consistenza dei costi, anche la reale recuperabilità[1] del costo

Immobilizzazioni Finanziarie

Partecipazioni

Questa voce potrebbe riportare dei dati non attinenti la realtà in quanto non rappresentativi del reale valore dell'Asset. Per cui, nel caso si ritenga che il valore iscritto in bilancio abbia subito una durevole perdita di valore, occorrerà procedere con la svalutazione relativa

Liquidità Differite

Rimanenze

Una svalutazione del magazzino potrebbe essere necessaria nel caso in cui le Rimanenze siano composte da beni a rapida deperibilità/obsolescenza oppure nel caso in cui vi siano rimanenze con un tasso di rotazione troppo lento rispetto al Business per cui è presumibile la non vendibilità/utilizzabilità

Liquidità Differite

Crediti V/Clienti

Si rende necessaria una rettifica del valore in bilancio quando, da un'analisi dei crediti, ne risultino alcuni particolarmente risalenti o addirittura afferenti a clienti che abbiano dismesso l'attività



[1] Con il termine “recuperabilità” si intende la capacità del costo di generare un reddito futuro

L’analisi del Capitale Circolante è di estrema importanza per valutare la liquidità dell’azienda e mettendo in relazione il tasso di rotazione dei crediti V/Clienti; delle Scorte e dei debiti V/Fornitori è possibile determinare il Ciclo del Capitale Circolante ovvero i giorni necessari per il fabbisogno operativo dell’impresa.

3) L’omogeneita’ dei tempi finanziari

Fra le varie analisi che lo stato Patrimoniale permette ci concentriamo su quella relativa all’omogeneità dei tempi finanziari ovvero l’allineamento delle tempistiche di rimborso della fonte e di recuperabilità degli impieghi.
Abbiamo visto che gli impieghi hanno diverse velocità di trasformazione in denaro liquido e che tutti gli Impieghi sono finanziati dalle Fonti che hanno, a loro volta, tempi di rimborso diversi a seconda della tipologia.
È di tutta evidenza che l’equilibrio si ottiene quando le fonti a Lungo Termine finanziano Impieghi che hanno recuperabilità lunga e Fonti di Breve Termine finanziano Impieghi che hanno un grado di trasformazione piuttosto veloce.
Mettendo quindi in relazione Impieghi e Fonti si possono creare tre diversi tipi di situazione:

  1. Equilibrio
  2. Squilibrio non pericoloso
  3. Squilibrio Pericoloso

La prima situazione (Equilibrio) si avrà quando il rapporto Attivo Fisso/Passivo Consolidato e Attivo Circolante/Passivo Corrente darà come risultato 1

Le altre due ipotesi, che sono poi quelle che si presentano nella pratica, si avranno quando il Capitale Circolante servirà a rimborsare il Passivo Consolidato (Squilibrio non pericoloso) oppure quando l’Attivo Fisso sarà superiore al Passivo Consolidato e dovrà rimborsare anche il Passivo Corrente (Squilibrio Pericoloso)

SITUAZIONE DI EQUILIBRIO

 

CAPITALE FISSO

PASSIVO CONSOLIDATO

 
 
 

CAPITALE CIRCOLANTE

PASSIVO CORRENTE

 
 
 

Lo Squilibrio è non pericoloso  quando il Capitale Circolante è finanziato, in parte dall’Attivo Fisso, perché il periodo di realizzo della Liquidità sarà più breve di quello realmente necessario a ripagare il debito, come da schema che segue:

SQUILIBRIO NON PERICOLOSO

 

CAPITALE FISSO

PASSIVO CONSOLIDATO

 
 

CAPITALE CIRCOLANTE

 

PASSIVO CORRENTE

 
 
 

Lo Squilibrio sarà Pericoloso invece  quando il ciclo di trasformazione in denaro liquido richiede un tempo maggiore rispetto a quello di scadenza del debito  (v. schema seguente)


SQUILIBRIO PERICOLOSO

 

CAPITALE FISSO

PASSIVO CONSOLIDATO

 
 
 

PASSIVO CORRENTE

 

CAPITALE CIRCOLANTE

 
 

4) Conclusioni

Una corretta gestione dell’attività non può prescindere dall’aspetto finanziario della stessa poiché il tema della Liquidità è di centrale importanza nella vita di un’azienda.
Naturalmente questa è solo una prima analisi della situazione che, nel caso presenti un’ipotesi di Squilibrio Pericoloso, necessita di azioni mirate volte al consolidamento del debito.
I passi successivi sono l’attenta analisi del Cash Flow prospettico con l’individuazione della rata sostenibile per i flussi finanziari dell’azienda  e un accordo di ristrutturazione del debito  
Nel corso della Vita dell’Azienda sono inoltre necessari alcuni controlli indispensabili alla conservazione della Liquidità tra cui:

  • Monitoraggio costante dei Crediti V/Clienti con fissazione di “fidi” relativi al credito concesso
  • Corretta analisi dei futuri costi sia di investimento che operativi
  •  Analisi del processo di acquisizione di nuovi clienti valutandone la solvibilità
  •  Monitoraggio delle disponibilità liquide
  •  Negoziazione costante dei tempi di pagamento ai fornitori

TAG: Bilancio

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