Speciale Pubblicato il 09/07/2019

Reddito di cittadinanza: novità su ISEE e reddito familiare

di Avv. Rocchina Staiano

diritto camerale annuale calcolo

Calcolo reddito di cittadinanza, scala di equivalenza aggiornata, nuova norma sull'ISEE prevista dal decreto crescita e Quota affitto

 Il Reddito di cittadinanza (vedi qui  le modalità per la domanda) (art. 3 del D.L. 4/2019, conv. in legge 26 2019) è costituito da :

  • un beneficio economico, su dodici mensilità, con un importo variabile a secondo della numerosità del nucleo familiare e del suo reddito ISEE,
  • erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta RdC),
  • condizionato ad un obbligo di disponibilità al lavoro e altre misure di formazione e inclusione sociale. 

Nello specifico,  il sussidio economico del  RdC è composto da: 

  1. - un’integrazione del reddito familiare fino  al raggiungimento della soglia massima di 6.000 euro annui (500 mensili) per un singolo . Tale soglia viene innalzata  sulla base della composizione del nucleo familiare per mezzo della scala di equivalenza . Il parametro della scala di equivalenza non tiene conto dei soggetti che si trovano in stato detentivo e di quelli ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali ; con la legge di conversione sono stati esclusi anche i componenti che abbiano rassegnato dimissioni volontarie un posto di lavoro nei 12 mesi precedenti(prima veniva escluso completamente il nucleo familiare dalla possibilità di accesso al RDC).
  2. - un’integrazione del reddito  destinata all'abitazione  prefissata come segue:
  • pari all’ammontare del canone annuo previsto nel contratto di locazione (come dichiarato a fini ISEE), fino ad un massimo di euro 3.360 annui  per i  nuclei familiari residenti in abitazione in locazione,
  • oppure fino a 1.800 euro annui , se il nucleo risiede in casa di proprietà per la quale sia stato concesso un mutuo,  o in caso di pensione di cittadinanza.

N.B. In caso di nuclei familiari  composti solo da persone di età pari o superiore a 67 anni la soglia massima di reddito sale da 6mila a   7.560 euro e si parla di Pensione di Cittadinanza, i cui beneficiari non sono sottoposti agli obblighi di lavoro. Una modifica  in sede di conversione per cui hanno accesso alla Pensione anche i nuclei in cui un componente sia di età inferiore a 67 anni se in condizioni di  disabilità grave o non autosufficiente.

La scala di equivalenza  aggiornata è la seguente:

1

per il primo componente del nucleo familiare,

+ 0,4

 per ogni ulteriore componente di maggiorenne

+ 0,2

per ogni ulteriore componente minorenne

fino ad un massimo di 2,1  o 2,2 per le famiglie con componenti disabili gravi.

Ad esempio per una famiglia di due genitori maggiorenni e due figli minorenni  il coefficente di equivalenza è pari a 1,8 (1+ 0,4 + 0,2 + 0,2).

Quindi il reddito sarà 500€ x 1,8= 900€ + quota affitto ( 280 €) oppure quota  mutuo (150€). 

 Nel caso in famiglia ci sia già un  reddito minimo,  l’importo dell’integrazione annua  di reddito di cittadinanza dovuta si ottiene sottraendo il proprio reddito familiare dal reddito familiare massimo (determinato sulla base della composizione del proprio nucleo familiare e dei predetti parametri della scala di equivalenza) e aggiungendo l’eventuale canone di locazione annuo o il mutuo (entro i suddetti limiti massimi).

La circolare INPS 100 2019 ricorda anche che sono ininfluenti per la scale di equivalenza i componenti del nucleo familiare che risultino  in 

a)   stato detentivo;

b)   ricovero in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra P.A.;

c)   disoccupati a seguito di dimissioni volontarie, nei dodici mesi successivi alla data delle dimissioni, fatte salve le dimissioni per giusta causa (modifica inserita in sede di conversione in legge);

d)   sottoposti a misura cautelare personale ovvero condannati con sentenza definitiva intervenuta nei dieci anni precedenti la richiesta per i delitti previsti dagli articoli 270-bis, 280, 289-bis, 416-bis, 416-ter, 422 e 640-bis del codice penale (modifica inserita in sede di conversione in legge).

Fatto salvo il possesso dei requisiti richiesti (VEDI QUI), il beneficio economico del Rdc, che è esente dal pagamento dell’IRPEF (ai sensi dell’art. 34, c. 3, del D.P.R. 601/1973):

  • non può essere superiore ad una soglia di 9.360 euro annui, moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza e ridotta per il valore dell'eventuale  reddito familiare già presente; 
  • non può essere inferiore a 480 euro annui, cifra che costituisce pertanto il valore minimo del beneficio sotto il quale non è possibile scendere (nel senso che anche qualora, dall’applicazione dei suddetti parametri, risultasse un beneficio di importo inferiore, comunque questo sarebbe portato al suddetto valore minimo). 

Il Rdc decorre dal mese successivo a quello della richiesta  e il suo valore mensile è pari ad un dodicesimo del valore su base annua.

Per approfondire scarica l'ebook  Reddito di cittadinanza aggiornato con le modifiche della legge di conversione n. 26/2019 (da diritto agli aggiornamenti gratuiti dei successivi decreti attuativi).

Reddito familiare ed esempi di calcolo del Reddito di Cittadinanza

  1. Famiglia di  2  pensionati con pensioni minime da 400 euro ciascuno:  la pensione di  cittadinanza sarà pari ad altri 370 euro per la coppia, come integrazione al reddito.
  2. Famiglia composta da 2 adulti e 2 figli minorenni:  avrà fino a 1.180 euro al mese di Reddito di Cittadinanza di cui  fino a 900 euro mensili come integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo).
  3. Famiglia composta da 2 adulti, 1 figlio maggiorenne e 2 figli minorenni avrà fino a 1.330 euro al mese di Reddito di Cittadinanza: fino a 1.050 euro come integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo).
  4. Famiglia con un single: ha diritto a 780 euro al mese se vive in affitto oppure fino a 650 euro se paga il mutuo,  di cui 500 euro a titolo di integrazione al reddito e a 280 euro per pagare l’affitto oppure a 150 euro per coprire il mutuo.
  5. Famiglia composta da un genitore con figlio minorenne:   ha diritto  a 600 euro (480 x coefficiente  pari a 1,2) come sussidio economico  ma  può  ricevere fino a 880 euro se vive in affitto (perché aggiunge 280 euro), oppure fino a 750 euro se paga il mutuo (in questo caso, ai 600 euro somma i 150 di integrazione per il mutuo).
  6. Famiglia di un genitore con figlio maggiorenne oppure   coppia di maggiorenni:  il  coefficiente è pari a 1.4, ha  quindi diritto a 700 euro, e poi si aggiungono i 280 euro per l’affitto o i 150 per il mutuo. Nel primo caso, il reddito di cittadinanza arriverà a 980 euro, nel secondo a 850 euro.
  7. Famiglia 2 genitori maggiorenni + nonno non autosufficiente  +2 figli minorenni: il coefficiente è pari a  2,2 (1 + 0,4 +0,4 +0,2+0,2)  , quindi  ha diritto a  1100€ mensili cui si aggiungono  3360 €  annui in caso di affitto oppure  1800 € annui se c'è un mutuo in corso.

Con la circolare 100 del 5 luglio 2019 l'INPS ha fornito ulteriori esempi , in particolare sulla  nozione di reddito familiare e sulla possibilità di ottenere la quota affitto RDC separatamente dalla quota di integrazione del reddito, 

L'istituto afferma che " il reddito familiare ai fini Rdc/Pdc non coincide con il valore ISR (Indicatore della Situazione Reddituale) rilevabile dall’attestazione ISEE, posto che per la determinazione del reddito familiare l’articolo 2, comma 6, del decreto-legge n. 4/2019, richiama esclusivamente l’articolo 4, comma 2, del D.P.C.M. n. 159 del 2013. Il mancato rinvio anche ai commi 3 e 4 del citato articolo comporta che la base di partenza per il calcolo  del reddito familiare sia data dalla somma di tutti i redditi e trattamenti assistenziali che già concorrono alla formazione dell’ISR (reddito complessivo ai fini IRPEF di tutti i componenti, redditi soggetti a tassazione sostitutiva o a ritenuta d’imposta, redditi esenti, assegni per il mantenimento dei figli, reddito figurativo di attività finanziarie, ecc.), senza tuttavia poter operare anche la sottrazione delle componenti che invece vengono sottratte nell’ambito dell’ISEE (le spese sanitarie per disabili, gli assegni per il coniuge, la deduzione per redditi da lavoro dipendente ovvero pensione, le spese su base nucleo per il canone di locazione, ecc.).

Esempio: nucleo familiare composto da 4 componenti con s.e. Rdc pari a 1,8 (due adulti e due minorenni). Il nucleo familiare ha esclusivamente un reddito da lavoro dipendente pari a 15.000 euro (da assumere al lordo della detrazione per lavoro dipendente pari al 20% con un massimo di 3.000 euro). In assenza di canone di locazione e patrimonio, il valore ISEE è pari a 4.878,04 euro (con s.e. ISEE pari a 2,46). Il reddito familiare ai fini Rdc si calcola partendo dal reddito complessivo IRPEF desumibile dal quadro FC 8, sez. II, della DSU, preso al lordo della predetta deduzione per reddito da lavoro dipendente. Non si deve invece tenere conto dell’importo della prima riga dell’attestazione ISEE denominata “Somma dei redditi dei componenti del nucleo” poiché tale importo è al netto della franchigia per lavoro dipendente. Nell’ipotesi la soglia Rdc per il nucleo in riferimento è pari a 10.800 euro (6.000 x 1.8) e pertanto il beneficio non spetta.

La norma precisa altresì che il valore del reddito familiare deve essere assunto al netto dei trattamenti assistenziali eventualmente inclusi nell’ISEE ed inclusivo del valore annuo dei trattamenti assistenziali in corso di godimento da parte dei componenti il nucleo familiare, fatta eccezione per le prestazioni non sottoposte alla prova dei mezzi.

La circolare aggiunge anche una specificazione  riguardo le due quote di cui è composto il RDC:

"nel caso di nuclei familiari iper i quali il limite reddituale " risulta rilevante nel caso in cui il reddito familiare superi la soglia per accedere alla quota A, ma non la soglia per accedere al beneficio, nel caso in cui il nucleo risieda in una casa in locazione o abbia contratto un mutuo. In tale circostanza, ai nuclei beneficiari che vivono in abitazione in locazione ovvero hanno il mutuo, secondo quanto precisato dal Ministero del Lavoro  seppure non spetti la quota A, può spettare la componente ad integrazione dell’affitto ovvero del mutuo, fino a concorrenza del valore di 9.360 euro moltiplicato per la soglia della scala di equivalenza, ridotto del reddito familiare.

In ipotesi di nucleo in locazione con reddito familiare pari a 13.000 euro e scala di equivalenza pari a 1,6, si ha pertanto:

QUOTA A = [(6.000*1,6) – 13.000] che essendo negativo viene posto pari a zero

QUOTA B0= [(soglia 9.360 x 1,6) – 13.000] pari a 1.976 euro annui (165 euro mensili)". 

AFFITTO CORRISPOSTO = 1.500 euro

QUOTA B1 (min. importo) = 125 euro mensili

L’importo spettante a titolo di integrazione per affitto o mutuo avrebbe potuto raggiungere il valore teorico massimo di 165 euro mensili (B0), tuttavia, il canone annuo effettivamente corrisposto dal nucleo è pari a 1.500 euro, per un importo mensile di 125 euro (B1). Pertanto, sarà questo l’importo massimo corrisposto come quota B posto che spetta sempre il minor importo tra l’integrazione della soglia ottenuta moltiplicando la somma di 9.360 per la scala di equivalenza al netto del reddito familiare e la somma effettivamente corrisposta a titolo di affitto o mutuo.

Durata ed erogazione Reddito e della Pensione di Cittadinanza

Il beneficio economico del Rdc è riconosciuto per il periodo durante il quale il beneficiario si trova nelle  condizioni di difficolta previste e, comunque, per un periodo continuativo non superiore ai diciotto mesi.
Il Rdc può essere rinnovato, previa sospensione della sua erogazione per un periodo di un mese. La sospensione non opera nel caso della Pensione di cittadinanza.
Il Reddito di Cittadinanza viene erogato per mezzo di una Carta Acquisti emessa da Poste Italiane da utilizzare come un bancomat. Il massimo contante prelevabile è di 100 euro parametrati con la scala di equivalenza .  Un decreto del Ministro del lavoro  ha definito gli acquisti permessi e quelli vietati mentre manca ancora  la definizione delle modalità di suddivisione del Rdc per ogni singolo componente maggiorenne del nucleo familiare .

La pensione di cittadinanza potrà invece essere erogata anche con le modalita previste per gli assegni pensionisti ordinari ( previsione della legge di conversione 26/2019) e cioè mediante:

  • accredito in conto corrente o
  • ritiro in contanti presso gli uffici postali .

Le penalizzazioni per mancato utilizzo del RDC

L’art. 3 del D.L. 4/2019 in tema di Reddito e Pensione di Cittadinanza disciplina  le riduzioni nell'erogazione  del sussidio.

Nel caso in cui il beneficio non sia speso interamente  nel corso del mese sono previste le seguenti penalizzazioni:

  1.  dal mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto , l’ammontare di beneficio non speso ovvero non prelevato (ad eccezione di arretrati) è sottratto nella mensilità successiva,  fino ad un massimo del 20% del beneficio erogato, 
  2.  attraverso una verifica in ciascun semestre di erogazione, è comunque decurtato dalla disponibilità della Carta Rdc l’ammontare complessivo non speso ovvero non prelevato nel semestre (fatta eccezione per una mensilità di beneficio riconosciuto).

Variazione del nucleo familiare o dei redditi : chiarimenti circolare 100/2019

In caso di variazioni nella composizione del nucleo familiare, rispetto a quanto dichiarato a fini ISEE, i  beneficiari sono tenuti a presentare una DSU (Dichiarazione sostitutiva unica) aggiornata entro due mesi dalla variazione, a pena di decadenza dal beneficio nel caso in cui la variazione produca una riduzione del beneficio 

Allo stesso modo, la variazione della condizione occupazionale da parte di uno o più componenti il nucleo familiare nel corso dell’erogazione del Rdc comporta una rideterminazione del relativo beneficio economico.
Nel caso di instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato , il maggior reddito da lavoro viene considerato, nella misura dell’80%, a decorrere dal mese successivo a quello della variazione e fino a quando il maggior reddito non è ordinariamente recepito nell’ISEE . 
Nel caso di avvio di un’attività d’impresa o di lavoro autonomo, la stessa va comunicata all’INPS entro trenta giorni dall’inizio dell’attività. Tale  reddito è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese sostenute nell’esercizio dell’attività ed è comunicato entro il quindicesimo giorno successivo al termine di ciascun trimestre dell’anno.

Il modello per la comunicazione delle integrazioni o  variazioni emesso dall'INPS è stato aggiornato in data 3 aprile dopo la pubblicazione della legge di conversione.

tratto dall'e-book  Reddito di cittadinanza di R. Staiano 

Reddito di cittadinanza: novità sull'ISEE e cumulabilità con NASPI e DISCOLL

La conversione in legge del Decreto crescita(L.58 del 28.6.2019) , con l'inserimento del nuovo articolo 28 bis ha introdotto  tre novità piuttosto importanti  in tema di ISEE che riguardano:

  •     la durata maggiore dell'ISEE corrente che  arriva a 6 mesi
  •     l'ampliamento dei requisiti di variazione del reddito che consentono di richiederlo
  •     un cambiamento anche nel calcolo dell'ISEE ordinario , che si potrà basare sul reddito del secondo anno precedente oppure su quello immediatamente  precedente, a seconda di come risulti piu conveniente per la famiglia

Quest'ultimo punto ha un impatto sull'utilizzo del Reddito di Cittadinanza in quanto potrebbe ampliare la platea degli aventi diritto. Infatti  consente  a chi per esempio ha perso il lavoro l'anno scorso di rientrare tra i beneficiari, prendendo a riferimento  il calo delle entrate del 2018.

Per entrare in vigore le modifiche dovranno essere recepite  in un nuovo modello di DSU, emanato con decreto ministeriale,  sentiti INPS, Agenzia Entrate e Garante per la privacy. Queste novità saranno operative dopo 15 gg. dalla pubblicazione del nuovo modello.

Il comma 8 dell’art. 2 del d.l. 4/2019, convertito, con modificazione, in l. 26/2019 stabilisce che il Rdc è compatibile con il godimento della NASpI e della  DIS-COLL  (indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa ).

Ai fini del diritto al beneficio e della definizione dell’ammontare del medesimo,  le indennità percepite  rilevano secondo quanto previsto dalla disciplina dell’ISEE.




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Commenti

Buongiorno io sto leggendo e rileggendo ma non riesco a capire cosa si intende per reddito familiare . Una persona da sola senza affitto con i requisiti isee e che soddisfa tutti i requisiti a che ha dichiarato nel 2018 con 730 esempio 5000 euro , quindi riferito ai guadagni del 2017 avrà come rdc 1000 euro diviso in 12 rate e se avrà un partime esempio di 4/5 mesi deve comunicarlo entro un mese . Quindi anche se al momen5 della richiesta è disoccupato senza disoccupazione se ha guadagnato dichiarato 6000 euro nel 2018 non ha diritto ? E se ha dichiarato 5000 avrà 1000/12 nel 2019 ? Spero di avere una vostra risposta grazie .

Commento di Alessandro (12:35 del 11/04/2019)

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