Centri per l'impiego

Speciale Pubblicato il 17/07/2018

Assegno di ricollocazione: tutte le novità 2018

di Susanna Finesso

Cos'è, a chi è destinato, l 'ADR il nuovo aiuto contro la disoccupazione; richiesta online e nei Patronati. Definita l'offerta di lavoro "congrua"

Il Jobs Act ha istituito nel 2015 un nuovo strumento per aiutare il ricollocamento delle persone disoccupate nel mondo del lavoro.

Si chiama  Assegno di ricollocazione  (AdR) ed è  un finanziamento che ogni disoccupato puo richiedere  all'ANPAL (Agenzia nazionale delle politiche attive per il lavoro)  per avere aiuto nella ricerca di un nuovo lavoro. L'assistenza consiste in un  progetto personalizzato, sulla base del suo profilo,  che viene effettuata sia  direttamente dai Centri per l'impiego (CPI) che da  enti privati, ad esempio le Agenzie per il lavoro accreditate.

L'ANPAL ha una funzione di coordinamento dei Centri per l'impiego  e gestisce la banca dati ma l'erogazione dell'assegno è gestita dai Centri per l'impiego. 

Il contributo NON viene versato al soggetto disoccupato bensi all'ente , ma  solo se il progetto raggiunge effettivamente  l'obiettivo di una nuova occupazione.

Dal 2017  è attiva una sperimentazione su un campione di 30mila soggetti (non del tutto  utilizzata) e dal 3 aprile 2018 si è aperta  la possibilità di richiederlo per tutti gli aventi diritto (Delibera Anpal del 14.2.2018).  Dal 14 maggio 2018  è finalmente attiva  anche la procedura online .

Nella  prima fase di entrata a regime erano ammessi i disoccupati da almeno 4 mesi che percepiscono la NASPI  mentre  il decreto attuativo per l' attivazione anche per i lavoratori in Cassa integrazione è stato pubblicato il 7 giugno 2018.

La richiesta si puo fare online registrandosi sul sito dell'ANPAL .

A partire dal 28 maggio 2018, l’assegno di ricollocazione puo essere richiesto anche rivolgendosi agli Istituti di Patronato della propria zonan convenzionati con ANPAL.

Si tratta in particolare dei patronati: ACLI;  ENAPA; ENASCO; ENCAL; INPAL; EPAS;  INAPA; INAS;  INCA; ITALUIL; SIAS; SENAS; ANMIL; ENAC; LABOR; INAC; EPASA-ITACO; INAPI; ENASC 

In tema di disoccupazione leggi anche: "DID dichiarazione di immediata disponibilità: cos'è"

Assegno di ricollocazione: chi, come, dove

1) A CHI è INDIRIZZATO l'ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE?

È destinato alle persone disoccupate che percepiscono la NASPI da almeno quattro mesi e ai lavoratori a rischio mobilità per procedure di Cassa integrazione,  purché NON siano:

  • impegnate in analoghe misure  erogate dalle Regioni e Province autonome (solitamente tali misure sono denominate contratto/assegno di ricollocazione, accompagnamento al lavoro o dote lavoro);
  • coinvolte in misure di politica attiva finanziate da un soggetto pubblico (quali corsi di formazione per l'inserimento lavorativo, corsi di formazione per l'adempimento dell'obbligo formativo, tirocini extracurriculari, servizio civile);
  • destinatarie di un finanziamento pubblico per l'avvio di un'attività di lavoro.

Nell'ultima delibera ANPAL si fa riferimento anche ai percettori di REI  e  ai lavoratori coinvolti  in accordi di ricollocazione aziendali introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017 art. 1 comma 136) . In riferimento a questi ultimi è stata pubblicata la circolare ministeriale  del 7 giugno 2018, con le specifiche istruzioni. (Vedi  paragrafo sotto) .

2) A CHI CI SI DEVE RIVOLGERE   PER UTILIZZARE L'ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE ?

Allo scadere del 4 mese di percezione della NASPI il sistema informativo unitario dell' ANPAL dovrebbe inviare via al potenziale destinatario una comunicazione che descrive il funzionamento dell' ADR . La persona è  libera di decidere se usufruire di questo strumento e  può fare domanda di assegno di ricollocazione:

  • sul sito dell'ANPAL www.anpal.gov.it  oppure
  • al Centro per l'impiego competente (quello del domicilio del percettore indicato nella domanda NASPI ) dove puo scegliere l'ente da cui farsi seguire per il progetto di ricollocazione:  puo essere il Centro stesso o le agenzie del lavoro accreditate dal Ministero o la Fondazione Consulenti del lavoro.  Non è indispensabile scegliere per il progetto un ente accreditato della propria zona di residenza.
  • Dopo  la domanda il CPI ha 15 giorni di tempo per definire l'assegno che viene destinato al lavoratore e fissare un primo appuntamento  
  • In caso affermativo, il cittadinodeve recarsi all'appuntamento. In questo caso, sarà sospeso il Patto di servizio Personalizzato eventualmente sottoscritto dal destinatario con il CPI  al momento della dichiarazione DID.

3) IN CHE COSA CONSISTE  E QUANTO DURA IL PROGRAMMA PER L'ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE?

Il progetto di ricollocazione prevede iniziative di orientamento e formazione  e contatti con aziende, fino all'offerta di un lavoro coerente con la figura del lavoratore.

Gli step previsti sono:

  1. primo incontro e assegnazione di un tutor
  2. definizione e firma del  programma di ricerca di un lavoro con la collaborazione attiva della persona disoccupata
  3. eventuali corsi di formazione per migliorare l'occupabilità del soggetto 

Il soggetto disoccupato è tenuto a partecipare agli incontri concordati e ad accettare l'offerta congrua di lavoro (vedi paragrafo sotto); in caso contrario verranno applicate le dovute sanzioni che vanno da una prima riduzione fino alla perdita totale della prestazione di sostegno al reddito.

Il programma dura al massimo 6 mesi, prorogabili di altri sei  per ogni periodo di fruizione della NASPI.

4) A QUANTO AMMONTA E A CHI VIENE VERSATO L' ASSEGNO?

L'Assegno di ricollocazione va da 250 a 5000 euro per ogni disoccupato, in base alla difficolta di collocazione del suo profilo e alla tipologia di contratto che viene ottenuto alla fine del programma.

5) QUALI SONO I CONTRATTI DI LAVORO CHE SI POSSONO OTTENERE?

Per dare diritto all'effettiva erogazione dell'assegno alle agenzie per il lavoro, la ricerca di lavoro deve portare:

  • a un contratto a tempo indeterminato , anche in apprendistato, o
  • a un contratto a tempo determinato di almeno 6 mesi, (anche 3 mesi nelle regioni meridionali in via di sviluppo)

Casi particolari: ADR e NASPI nelle risposte dell' ANPAL

  1.  Se una persona a cui è stato rilasciato l’AdR termina la percezione della NASPI durante il periodo di fruizione del servizio , quali sono le conseguenze? La percezione della NASPI (da più di 4 mesi) è esclusivamente requisito di accesso alla misura. Quindi, il destinatario che termini la fruizione della NASPI mantiene il diritto a fruire dell’AdR per tutta la sua durata.
  2. In caso di mancata accettazione di un’offerta congrua di lavoro da parte del destinatario dell’AdR, che non sia più percettore della NASPI, quali sono le conseguenze ? In caso di mancata accettazione di un’offerta congrua di lavoro, il destinatario esce dalla misura (decade dall’assegno).
  3. Quanto tempo ha il percettore di NASpI da oltre i quattro mesi per richiedere l’assegno di ricollocazione? La persona disoccupata che percepisce la NASPI da oltre 4 mesi può richiedere l’assegno di ricollocazione entro il periodo di percezione della stessa Naspi.
  4. Se uno aderisce, gli viene sospeso il sussidio NASPI? No. Continua a percepire il sussidio NASPI. L’Assegno non è denaro che va al percettore ma è un buono da spendere per ricevere da un soggetto erogatore pubblico o privato un servizio di assistenza intensiva alla ricollocazione. L’assegno sarà riconosciuto al soggetto erogatore scelto, prevalentemente a risultato occupazionale conseguito.
  5. Si può usufruire del servizio di assistenza  alla ricollocazione anche dopo la conclusione del periodo di percezione della NASPI?  Si, dal momento che il periodo di percezione della NASPI (dopo 4 mesi) è condizione per la sola richiesta dell’ADR.

Offerta di lavoro congrua: cosa significa

L'offerta di lavoro congrua è quella che viene fatta ai percettori  dell'Assegno di Ricollocazione all'interno del progetto personalizzato per il reinserimento nel mondo del lavoro e che non puo essere rifiutata dal lavoratore. 

PRINCIPI GENERALI PER DEFINIRE UNA OFFERTA DI LAVORO "CONGRUA"

la coerenza tra l’offerta di lavoro e le esperienze e competenze maturate;

 

distanza accettabile tra  luogo di lavoro e domicilio

definita in km. e/o tempi di percorrenza con in mezzi pubblici

durata dello stato di disoccupazione

definiti tre scaglioni:

  • fino a 6 mesi
  • da 6 a 12 mesi
  • oltre i 12 mesi

retribuzione superiore almeno del 20% all'indennità di disoccupazione  (per chi la percepisce)

non si considerano gli importi concessi dai fondi di solidarietà

Innanzitutto il decreto specifica che l'offerta  di   lavoro   deve contenere,   al   momento   della   sua presentazione, le seguenti informazioni 

INFORMAZIONI MINIME

 la qualifica da ricoprire e le mansioni


 i requisiti richiesti


 luogo e l'orario di lavoro

 tipologia contrattuale


 la durata del contratto di lavoro

  la  retribuzione  prevista  o  i  riferimenti  al   CCNL applicato

Per essere definita congrua l'offerta di lavoro deve rispondere alle seguenti caratteristiche:

DISTANZA  LUOGO DI LAVORO   

disoccupazione

distanza massima dal domicilio

tempo di spostamento

fino  a dodici mesi

non più di  50 chilometri

raggiungibile mediamente in 80 minuti con  i  mezzi  pubblici.

da oltre dodici  mesi 

non  piu' di 80 chilometri

raggiungibile mediamente in 100  minuti  con  i  mezzi  pubblici.

 

REQUISITI CONTRATTUALI

  • lavoro  a  tempo  indeterminato oppure
  • determinato o di somministrazione di durata  non  inferiore  a tre mesi;
  •  a tempo pieno  o 
  • con  un orario  di  lavoro  non  inferiore  all'80 dell'ultimo contratto di lavoro

  con retribuzione non  inferiore  ai  minimi  previsti dai contratti collettivi stipulati con le org. sindacali maggiormente rappresentative

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Infine, dal punto di vista delle MANSIONI e dell'ambito di lavoro, l'offerta di lavoro congrua dovra essere coerente con quanto concordato nel patto personalizzato con il lavoratore.    La gestione della corrispondenza di mansioni e competenze viene gestita all'interno di procedure informatizzate nel sistema dell'ANPAL.

PERIODO DI DISOCCUPAZIONE

MANSIONI E AREE DI ATTIVITÀ

fino  a sei mesi,

mansioni e aree   di   attivita'   del   settore   economico  professionale individuato nel patto di servizio.

 

da sei mesi e fino a dodici mesi 

aree di attivita' comprese nel  processo  di lavoro del settore di riferimento o afferenti  ad  altri  processi  dello stesso  settore  economico professionale  

 da oltre dodici  mesi 

aree  di attivita' comprese in  tutti  i  processi  di  lavoro  descritti  nel  settore economico professionale o in aree di attivita'  afferenti  ad altri settori .

FAQ ANPAL SUL RIFIUTO DELL'OFFERTA CONGRUA DI LAVORO 

Quali sono i giustificativi motivi che possono essere adotti dal percettore per non presentarsi agli appuntamenti, partecipare alle attività previste dal Patto di ricerca intensiva e rifiutare l'offerta congrua? Con riferimento a "giustificato motivo" si ritiene che lo stesso ricorra in caso di:

  • Documentato stato di malattia o di infortunio;
  • Servizio civile o di leva o richiamo alle armi;
  • Stato di gravidanza, per i periodi di astensione previsti dalla legge;
  • Citazioni in tribunale, a qualsiasi titolo, dietro esibizione dell'ordine di comparire da parte del magistrato;
  • Gravi motivi familiari documentati e/o certificati;
  • Casi di limitazione legale della mobilità personale;
  • Ogni altro comprovato impedimento oggettivo e/o causa di forza maggiore, cioè ogni fatto o circostanza che impedisca al soggetto di presentarsi presso gli uffici, senza possibilità di alcuna valutazione di carattere soggettivo o discrezionale da parte di quest'ultimo.

Entro quando devo comunicare il giustificato motivo? Le ipotesi di giustificato motivo dovranno essere comunicate e documentate, di regola, entro la data e l'ora stabiliti per l'appuntamento, e comunque entro e non oltre il giorno successivo alla data prevista.

L'assegno di ricollocazione per i lavoratori in Cassa integrazione

La Circolare congiunta n. 11 del 7 giugno 2018, del Ministero del lavoro e  Direzione Generale dell'ANPAL, stabilisce i criteri e le modalità di accesso all'accordo di ricollocazione da parte di lavoratori  a rischio di esubero, in attuazione della misura contenuta all'art. 24-bis del Decreto legislativo n. 148 del 2015. La circolare fornisce anche il modello per la redazione dell'Accordo .

LA PROCEDURA: ACCORDO DI RICOLLOCAZIONE E ASSEGNO

  • alla  richiesta di Cigs per riorganizzazione o crisi aziendale (ma non per il contratto di solidarietà) in cui si preveda la perdita di posti di lavoro puo essere collegato  un accordo di ricollocazione tra azienda e sindacati,  con la redazione di un verbale che specifichi gli  ambiti aziendali e  dei  profili professionali a rischio di esubero. Fino al 30 settembre 2018 l’accordo di ricollocazione potrà essere distinto dal verbale di consultazione e redatto sulla base di un modello allegato alla circolare.
  • Il verbale di accordo va inviato all'ANPAL entro 7 giorni dalla sottoscrizione e
  • i lavoratori dichiarati in   esubero devono chiedere all’Anpal l’assegno di ricollocazione entro 30 giorni dall'accordo stesso .

Per il lavoratore l'accordo di ricollocazione prevede importanti facilitazioni. In particolare in  caso cambiamento dell'assetto proprietario durante la CIGS,   per il lavoratore  è sono garantite:

  •     l’esenzione dal reddito imponibile ai fini Irpef delle somme percepite in dipendenza della cessazione del rapporto di lavoro, entro il limite massimo di nove mensilità di retribuzione utile ai fini del Tfr.
  •     la corresponsione da parte dell’Inps di un contributo mensile pari al 50% del trattamento straordinario di integrazione salariale di cui avrebbe beneficiato se, in luogo di rioccuparsi, fosse rimasto in Cigs. Tale contributo è proporzionale a ore integrate sino al momento della rioccupazione.

Per il nuovo datore di lavoro è previsto  lo sgravio contributivo  pari al  50%  (restano esclusi i premi Inail) calcolati su un importo massimo di 4.030 euro annui.

La facilitazione dura 18 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato e massimo 12 mesi per i contratti a termine che, in caso di trasformazione, vengono ampliati a 18.

PRECISAZIONI 

  •     l'Assegno di ricollocazione non è previsto nei casi di CIGO collegata a contratti di solidarietà;
  •     L’attività di assistenza in questi casi deve essere svolta fuori dall’orario di lavoro .
  •     La fruizione dell'assegno di ricollocazione "anticipato" (prima della effettiva disoccupazione)  non permette di beneficiare  successivamente di un altro servizio di assistenza.
  •      il servizio di ricollocazione ha una durata corrispondente a quella del trattamento straordinario di integrazione salariale:   sei mesi  prorogabili fino a 12 mesi, previo accordo tra il lavoratore  e l’ente erogatore del servizio, nel caso non venga  utilizzato tutto l’assegno entro il termine della CIGS.
  •     i lavoratori ammessi anticipatamente all’assegno  a seguito di accordo di ricollocazione potranno rifiutare un’offerta di lavoro congrua, senza conseguenze  sul sostegno che percepiscono.      l'Ente erogatore del servizio di  ricollocazione  potra contattare il CPI o altri soggetti accreditati per concordare  ulteriori azioni di sostegno, utilizzando ad es. i fondi interprofessionali per la formazione continua.
  •       i lavoratori che fanno domanda anticipata di assegno di ricollocazione non potranno poi richiederlo  in caso di disoccupazione successiva.





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