Centri per l'impiego

Speciale Pubblicato il 28/05/2018

Assegno di ricollocazione: procedura anche nei patronati

di Susanna Finesso

Cos'è, a chi è destinato, come si richiede l 'ADR, il nuovo aiuto contro la disoccupazione. Attivata anche la procedura presso i Patronati

Il Jobs Act ha istituito nel 2015 un nuovo strumento per aiutare il ricollocamento delle persone disoccupate nel mondo del lavoro.

Si chiama  Assegno di ricollocazione  (AdR) ed è  un finanziamento che ogni disoccupato puo richiedere  all'ANPAL (Agenzia nazionale delle politiche attive per il lavoro)  per avere aiuto nella ricerca di un nuovo lavoro. L'assistenza consiste in un  progetto personalizzato, sulla base del suo profilo,  che viene effettuata sia  direttamente dai Centri per l'impiego (CPI) che da  enti privati, ad esempio le Agenzie per il lavoro accreditate.

L'ANPAL ha una funzione di coordinamento dei Centri per l'impiego  e gestisce la banca dati ma l'erogazione dell'assegno è gestita dai Centri per l'impiego. 

Il contributo NON viene versato al soggetto disoccupato bensi all'ente , ma  solo se il progetto raggiunge effettivamente  l'obiettivo di una nuova occupazione.

Dal 2017  è attiva una sperimentazione su un campione di 30mila soggetti (non del tutto  utilizzata) e dal 3 aprile 2018 si è aperta  la possibilità di richiederlo per tutti gli aventi diritto (Delibera Anpal del 14.2.2018).  Dal 14 maggio 2018  è finalmente attiva la procedura online .

In questa prima fase di entrata a regime sono ammessi i disoccupati da almeno 4 mesi che percepiscono la NASPI  mentre era  in preparazione il decreto attuativo per l' attivazione anche per i lavoratori in Cassa integrazione , ma la situazione politica non garantisce che il provvedimento si realizzi effettivamente.

La richiesta si puo fare online registrandosi sul sito dell'ANPAL .

A partire dal 28 maggio 2018, l’assegno di ricollocazione puo essere richiesto anche rivolgendosi agli Istituti di Patronato della propria zona convenzionati con ANPAL. Si tratta in particolare dei patronati: ACLI;  ENAPA; ENASCO; ENCAL; INPAL; EPAS;  INAPA; INAS;  INCA; ITALUIL; SIAS; SENAS; ANMIL; ENAC; LABOR; INAC; EPASA-ITACO; INAPI; ENASC 

In tema di disoccupazione leggi anche: "DID dichiarazione di immediata disponibilità:cos'è"

Assegno di ricollocazione: chi, come, dove

1) A CHI è INDIRIZZATO l'ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE?

È destinato alle persone disoccupate che percepiscono la NASPI da almeno quattro mesi, purché NON siano:

  • impegnate in analoghe misure  erogate dalle Regioni e Province autonome (solitamente tali misure sono denominate contratto/assegno di ricollocazione, accompagnamento al lavoro o dote lavoro);
  • coinvolte in misure di politica attiva finanziate da un soggetto pubblico (quali corsi di formazione per l'inserimento lavorativo, corsi di formazione per l'adempimento dell'obbligo formativo, tirocini extracurriculari, servizio civile);
  • destinatarie di un finanziamento pubblico per l'avvio di un'attività di lavoro.

(Nell'ultima delibera ANPAL si fa riferimento anche ai percettori di REI  e  ai lavoratori coinvolti nell’accordo di ricollocazione introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017 art. 1 comma 136) ma non sono ancora state pubblicate le istruzioni ministeriali per queste categorie. )

2) A CHI CI SI DEVE RIVOLGERE   PER UTILIZZARE L'ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE ?

Allo scadere del 4 mese di percezione della NASPI il sistema informativo unitario dell' ANPAL dovrebbe inviare via al potenziale destinatario una comunicazione che descrive il funzionamento dell' ADR . La persona è  libera di decidere se usufruire di questo strumento e  può fare domanda di assegno di ricollocazione:

  • sul sito dell'ANPAL www.anpal.gov.it  oppure
  • al Centro per l'impiego competente (quello del domicilio del percettore indicato nella domanda NASPI ) dove puo scegliere l'ente da cui farsi seguire per il progetto di ricollocazione:  puo essere il Centro stesso o le agenzie del lavoro accreditate dal Ministero o la Fondazione Consulenti del lavoro.  Non è indispensabile scegliere per il progetto un ente accreditato della propria zona di residenza.
  • Dopo  la domanda il CPI ha 15 giorni di tempo per definire l'assegno che viene destinato al lavoratore e fissare un primo appuntamento  
  • In caso affermativo, il cittadinodeve recarsi all'appuntamento. In questo caso, sarà sospeso il Patto di servizio Personalizzato eventualmente sottoscritto dal destinatario con il CPI  al momento della dichiarazione DID.

3) IN CHE COSA CONSISTE  E QUANTO DURA IL PROGRAMMA PER L'ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE?

Il progetto di ricollocazione prevede iniziative di orientamento e formazione  e contatti con aziende, fino all'offerta di un lavoro coerente con la figura del lavoratore.

Gli step previsti sono:

  1. primo incontro e assegnazione di un tutor
  2. definizione e firma del  programma di ricerca di un lavoro con la collaborazione attiva della persona disoccupata
  3. eventuali corsi di formazione per migliorare l'occupabilità del soggetto 

Il soggetto disoccupato è tenuto a partecipare agli incontri concordati e ad accettare l'offerta congrua di lavoro; in caso contrario verranno applicate le dovute sanzioni che vanno da una prima riduzione fino alla perdita totale della prestazione di sostegno al reddito.

Il programma dura al massimo 6 mesi, prorogabili di altri sei  per ogni periodo di fruizione della NASPI.

4) A QUANTO AMMONTA E A CHI VIENE VERSATO L' ASSEGNO?

L'Assegno di ricollocazione va da 250 a 5000 euro per ogni disoccupato, in base alla difficolta di collocazione del suo profilo e alla tipologia di contratto che viene ottenuto alla fine del programma.

5) QUALI SONO I CONTRATTI DI LAVORO CHE SI POSSONO OTTENERE?

Per dare diritto all'effettiva erogazione dell'assegno alle agenzie per il lavoro , la ricerca di lavoro deve portare:

  • a un contratto a tempo indeterminato , anche in apprendistato, o
  • a un contratto a tempo determinato di almeno 6 mesi, (anche 3 mesi nelle regioni meridionali in via di sviluppo)

Le risposte dell' ANPAL

  1.  Se una persona a cui è stato rilasciato l’AdR termina la percezione della NASPI, durante il periodo di fruizione del servizio di assistenza , quali sono le conseguenze? La percezione della NASPI (da più di 4 mesi) è esclusivamente requisito di accesso alla misura. Quindi, il destinatario che termini la fruizione della NASPI mantiene il diritto a fruire dell’AdR per tutta la sua durata.
  2. In caso di mancata accettazione di un’offerta congrua di lavoro da parte del destinatario dell’AdR, che non sia più percettore della NASPI, quali sono le conseguenze ? In caso di mancata accettazione di un’offerta congrua di lavoro, il destinatario esce dalla misura (decade dall’assegno).
  3. Quanto tempo ha il percettore di NASpI da oltre i quattro mesi per richiedere l’assegno di ricollocazione? La persona disoccupata che percepisce la NASPI da oltre 4 mesi può richiedere l’assegno di ricollocazione entro il periodo di percezione della stessa Naspi.
  4. Se uno aderisce, gli viene sospeso il sussidio NASPI? No. Continua a percepire il sussidio NASPI. L’Assegno non è denaro che va al percettore ma è un buono da spendere per ricevere da un soggetto erogatore pubblico o privato un servizio di assistenza intensiva alla ricollocazione. L’assegno sarà riconosciuto al soggetto erogatore scelto, prevalentemente a risultato occupazionale conseguito.
  5. Si può usufruire del servizio di assistenza  alla ricollocazione anche dopo la conclusione del periodo di percezione della NASPI?  Si, dal momento che il periodo di percezione della NASPI (dopo 4 mesi) è condizione per la sola richiesta dell’ADR.
  6. Quali sono i giustificativi motivi che possono essere adotti dal percettore per non presentarsi agli appuntamenti, partecipare alle attività previste dal Patto di ricerca intensiva e rifiutare l'offerta congrua? Con riferimento a "giustificato motivo" si ritiene che lo stesso ricorra in caso di:
  • Documentato stato di malattia o di infortunio;
  • Servizio civile o di leva o richiamo alle armi;
  • Stato di gravidanza, per i periodi di astensione previsti dalla legge;
  • Citazioni in tribunale, a qualsiasi titolo, dietro esibizione dell'ordine di comparire da parte del magistrato;
  • Gravi motivi familiari documentati e/o certificati;
  • Casi di limitazione legale della mobilità personale;
  • Ogni altro comprovato impedimento oggettivo e/o causa di forza maggiore, cioè ogni fatto o circostanza che impedisca al soggetto di presentarsi presso gli uffici, senza possibilità di alcuna valutazione di carattere soggettivo o discrezionale da parte di quest'ultimo.
  1. Entro quando devo comunicare il giustificato motivo? Le ipotesi di giustificato motivo dovranno essere comunicate e documentate, di regola, entro la data e l'ora stabiliti per l'appuntamento, e comunque entro e non oltre il giorno successivo alla data prevista.





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