Speciale Pubblicato il 14/04/2016

Detassazione premi produttività 2016 al via

di Erario Anna Eleonora

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Torna nel 2016 la detassazione dei premi di produttività per i lavoratori dipendenti del settore privato con reddito 2015 fino a € 50.000

Come previsto dalla Legge di Stabilità 2016, nel 2016 torna dopo un anno di stop la detassazione delle somme erogate in denaro ai dipendenti del settore privato a titolo di premi di produttività, che prevede l'applicazione di un’imposta sostitutiva dell'Irpef e delle relative addizionali pari al 10%. L'agevolazione, introdotta inizialmente dal D.L. n. 93/2008, è stata poi prorogata di anno in anno, sebbene con varie modifiche, tranne che per lo scorso anno, anno in cui non è stata applicata.

Con Decreto interministeriale del 25.03.2016, sono state stabilite le regole attuative dell'agevolazione per il 2016.

In particolare, l’agevolazione spetta per le somme erogate in denaro:

  • a titolo di incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione;
  • sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa.

Ad esse si applica un’imposta sostitutiva pari al 10%, in luogo dell’Irpef e delle relative addizionali regionali e comunali, nel limite massimo di importo agevolabile pari a € 2.000 (o € 2.500 per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro).

Per fruire dell'agevolazione, il lavoratore deve aver conseguito nel 2015 un reddito da lavoratore dipendente non superiore a € 50.000.

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Detassazione premi produttività 2016: come si misura il premio

Il D.M. 25.03.2016 ha stabilito che, ai fini dell'applicazione dell'imposta sostitutiva, per "premi di risultato" si intendono "le somme di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione".

I contratti collettivi di lavoro devono prevedere criteri di misurazione e verifica degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, che possono consistere:

  • nell'aumento della produzione;
  • in risparmi dei fattori produttivi;
  • nel miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi, anche attraverso la riorganizzazione dell'orario di lavoro non straordinario o il ricorso al lavoro "agile", quale modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, rispetto ad un periodo congruo definito dall'accordo;

il cui raggiungimento sia verificabile in modo obiettivo attraverso il riscontro di indicatori numerici o di altro genere appositamente individuati.

Per contratti collettivi di lavoro, in esecuzione dei quali le somme e i valori devono essere erogati per fruire dell'agevolazione, si fa riferimento alla definizione di cui all'art. 51 del D.Lgs. n. 81/2015, cioè i "contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e i contratti collettivi aziendali stipulati dalle loro rappresentanze sindacali  aziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria".

Detassazione premi produttività 2016: come si misura la partecipazione agli utili

Il D.M. 25.03.2016 ha stabilito che per "somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell'impresa", anch'esse oggetto dell'agevolazione, si devono intendere gli utili distribuiti ai sensi dell'art. 2102 del codice civile, cioè gli "utili netti dell'impresa, e, per le imprese soggette alla pubblicazione del bilancio, ... gli utili netti risultanti dal bilancio regolarmente approvato e pubblicato."

Agli utili distribuiti si applica quanto previsto dal comma 6 dell'art. 95 del TUIR, e cioè le partecipazioni agli utili sono computate in diminuzione del reddito dell'esercizio di competenza, indipendentemente dalla imputazione al conto economico. Ciò significa che l'applicazione dell'imposta sostitutiva del 10% si applica, sussistendo le altre condizioni, anche alle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili relativi al 2015.

Detassazione premi produttività 2016: la misura dell'agevolazione

Come previsto dalla Legge di Stabilità 2016, l'imposta sostitutiva del 10% si applica su un importo massimo complessivo lordo di € 2.000, elevato a € 2.500 per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro.

Il decreto stabilisce che l'incremento del limite a € 2.500 lordi per i premi di risultato con tassazione agevolata viene riconosciuto qualora i contratti collettivi di lavoro prevedano strumenti e modalità di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell'organizzazione del lavoro da realizzarsi attraverso un piano che stabilisca, ad esempio, la costituzione di gruppi di lavoro nei quali operano responsabili aziendali e lavoratori finalizzati al miglioramento o all'innovazione di aree produttive o sistemi di produzione, e che prevedono strutture permanenti di consultazione e monitoraggio degli obiettivi da perseguire e delle risorse necessarie, nonché la predisposizione di rapporti periodici che illustrino le attività svolte e i risultati raggiunti.

Non costituiscono, invece, strumenti e modalità utili al fine dell'incremento del limite i gruppi di lavoro di semplice consultazione, addestramento o formazione.

Detassazione premi produttività 2016: il deposito dei contratti

L'applicazione dell'imposta sostitutiva al 10% è subordinata al deposito del contratto da effettuare entro 30 giorni dalla sottoscrizione dei contratti collettivi aziendali o territoriali, insieme con la dichiarazione di conformità del contratto alle disposizioni del decreto, redatta in conformità allo specifico modello che verrà reso disponibile sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.




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Commenti

Quando si sa se anche per il 2015 si può tassare al 10% il premio produttività ?

Commento di Marcheschi Vincenzo (08:41 del 19/05/2015)

Salve scusate la banalità, in cud 2015 mi ritrovo con un reddito relativo all'anno 2014 poco oltre la soglia dei 40.000 euro ma mi è stata applicata aliquota al 10% del premio produttività! E' corretto? Se ho ben capito l'anno di riferimento è il 2013, (nel quale il mio reddito lordo era sotto i 40.000), giusto? Mi confermate? o occorre invece fare qualche integrazione con il datore di lavoro?

Commento di Paola M. (22:32 del 08/06/2015)

Salve nella mia azienda in provincia di biella, hannn ben pensato di rigirare la cosa interpretandola a modo loro e facendo in modo che il nostro premio produzione vada in fumo. Invece di migliorare peggioriamo . É proprio vero fatta la legge trovato l'inganno e a pagare sono sempre i più deboli

Commento di andrea (21:00 del 23/06/2016)

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