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DECRETO RILANCIO: CESSIONE DETRAZIONE ECOBONUS E DETRAZIONI RISTRUTTURAZIONI

Decreto Rilancio: Cessione detrazione ecobonus e detrazioni ristrutturazioni

Trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito d'imposta cedibile: tutte le modalita nel decreto Rilancio pubblicato in Gazzetta

Il decreto Rilancio n.34 pubblicato in Gazzetta il 19 maggio ed entrato il vigore lo stesso giorno ha previsto in un articolo il 121 le modalita di trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito di imposta cedibile.

La novità è molto attesa perchè consente di monetizzare subito la spesa per la nuova detrazione del 110% per lavori con un alto risparmio energetico ma anche per le vecchie ristrutturazioni del 36%, 50% e 65% che negli anni si sono succedute o che sono previste per diverse tipologie di interventi.

Ma veniamo nel dettaglio.

E' previsto che i  soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese relative agli interventi di :

a) recupero del patrimonio edilizio di cui all'articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), Tuir 917/86;

b) efficienza energetica di cui all'articolo 14 del d.l. n. 63/2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 90/2013 e di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 119;
c) adozione di misure antisismiche di cui all'articolo 16, commi da I-bis a 1-septies del dl 63/2013, convertito, con modificazioni, dalla legge 90/2013, e di cui al comma 4 dell'articolo 119;
d) recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, di cui all'articolo 1, comma 219, della legge 27 dicembre 2019, n. 160;
e) installazione di impianti fotovoltaici di cui all'articolo 16-bis, comma 1, lettera h) del Tuir 917/86, ivi compresi gli interventi di cui ai commi 5 e 6 dell'articolo 119 del decreto 34/2020;
f) installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui all'articolo 16-ter del dl 63/2013, convertito, con modificazioni, dalla legge 90/2013,  e di cui al comma 8 dell'articolo 119;

possono optare, in luogo dell'utilizzo diretto della detrazione, alternativamente:

a) per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest'ultimo recuperato sotto forma di credito d'imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
b) per la trasformazione del corrispondente importo in credito d'imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

I crediti d'imposta  sono utilizzati anche in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, sulla base delle rate residue di detrazione non fruite. 

Questo vuol dire che fermo rimanendo la cessione del credito per il superbonus che entra in vigore dal 1 luglio 2020, relativamente a interventi di cui all’art. 16bis o per risparmio energetico o altri di cui all’art. 121 già in vigore ed iniziati precedentemente all’istituzione dell’art. 121 stesso, l'opzione può essere esercitata, sempre con riferimento alle spese sostenute negli anni 2020 e 2021, anche sulla base delle rate residue di detrazione non fruite. In tale ipotesi, l’opzione che si riferisce a tutte le rate residue ed è irrevocabile. 

Questo vuol dire che ad esempio, il contribuente che ha sostenuto la spesa nell’anno 2020 può scegliere di fruire delle prime due rate di detrazione spettante, indicandole nelle relative dichiarazioni dei redditi, e di cedere il credito corrispondente alle restanti rate di detrazione.


Il credito d'imposta è usufruito con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione. La quota di credito d'imposta non utilizzata nell'anno non può essere usufruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.

I fornitori e i soggetti cessionari rispondono solo per l'eventuale utilizzo del credito d'imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto allo sconto praticato o al credito ricevuto.

L'Agenzia delle entrate nell'ambito dell'ordinaria attività di controllo procede, in base a criteri selettivi e tenendo anche conto della capacità operativa degli uffici, alla verifica documentale della sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d'imposta. 

Qualora sia accertata la mancata integrazione, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d'imposta, l'Agenzia delle entrate provvede al recupero dell'importo corrispondente alla detrazione non spettante nei confronti dei soggetti che hanno sostenuto la spesa.

Le modalità attuative in un decreto da emanarsi con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto e cioè entro il 18 giugno 2020.

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Commenti

Marisol - 16/09/2020

Buongiorno sono in fase di dichiarazione dei redditi. Nel 2019 ho eseguito lavori di ristrutturazione maturando un credito. Alla luce di quanto sopra esposto posso cederlo ad una banca? " I crediti d'imposta sono utilizzati anche in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, sulla base delle rate residue di detrazione non fruite. E' questa la grossa novità che si evince dal decreto pubblicato in gazzetta, non solo per le nuove spese ma anche per quelle effettuate in precedenza. Ora si attente il decreto di attuazione che stabilirà le modalità." Grazie per la risposta

Massimo Mengalli - 22/05/2020

Buongiorno, vorrei sapere se il credito d'imposta spettante all'albergatore ai sensi del bonus vacanze (lo sconto dell80%) può essere ceduto anche al cliente. Grazie

mario perretta - 21/05/2020

non capisco a quali condizioni il fornitore-impresa cede il credito ad un istituto bancario e se tutti gli istituti lo accetteranno

Daniele - 20/05/2020

Buonasera, ho letto il Decreto ma non trovo la parte riguardante "recupero del patrimonio edilizio di cui all'articolo 16-bis" come da voi riportato. Credo che sia un grave errore riportato nell'articolo.

Claudia - 21/05/2020

Buongiorno, il riferimento è all'art. 121 del DL 34/2020 comma 2 che così cita: "2. In deroga all'articolo 14, commi 2-ter, 2-sexies e 3.1, e all'articolo 16, commi 1-quinquies, terzo, quarto e quinto periodo, e 1-septies, secondo e terzo periodo, del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano per le spese relative agli interventi di: a) recupero del patrimonio edilizio di cui all'articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; ........." Un saluto

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