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Rassegna Stampa Pubblicato il 14/02/2020

Tassazione in Italia del dirigente residente all'estero

Tempo di lettura: 2 minuti
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Le modalità di applicazione delle ritenute alla fonte nel caso di un dirigente non residente che svolge attività sia inItalia che all'estero. Risposta interpello n. 36 2020

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Nella Risposta a interpello n 36  del  6 febbraio 2020 l'Agenzia ha chiarito la modalità di tassazione  tramite ritenute alla fonte,  del lavoro di un dirigente di una multinazionale,  che svolge spesso attività lavorativa in Italia ma non ha la residenza fiscale nello Stato. 

Il caso  prospettato dall'azienda riguarda uno dei  dirigenti apicali  per i quali è frequente    dover svolgere la propria attività lavorativa  all'estero presso le sedi  del gruppo dislocate nelle varie parti del  mondo.   Il dipendente con carica di Chief Executive Officer  è un soggetto fiscalmente non residente in Italia.

 L' azienda , tenuto conto che, ai sensi dell'articolo 3 e dell'articolo 23 del Tuir, sono  imponibili in Italia solo i redditi derivanti da attività lavorativa prestata sul territorio dello Stato chiede se in qualità di sostituto di imposta  debba  assoggettare a ritenute alla fonte il reddito di lavoro dipendente riferito ai soli giorni di
lavoro trascorsi dal CEO nel territorio dello Stato italiano
ed escludere da tassazione in  Italia la parte di reddito relativo ai giorni di lavoro trascorsi all'estero.

L'Agenzia fornisce una risposta positiva e  afferma in fatti che "In ragione, quindi, dell'articolo 23, comma 1, lettera c), del Tuir, nonché  dell'articolo 15 del modello di Convenzione OCSE contro le doppie imposizioni, nel  caso in esame", la Società, deve :

  • richiedere al lavoratore di presentare  apposita  domanda corredata della certificazione di residenza fiscale all'estero - rilasciata dalla  competente autorità fiscale estera - e dalla documentazione comprovante l'effettivo  esercizio dell'attività lavorativa,
  •  operare le ritenute ai fini IRPEF, solo sui redditi di lavoro dipendente prestato  nel territorio dello Stato e non sull'intera retribuzione erogata.

Viene inoltre specificato che per  determinare il reddito di lavoro dipendente imponibile in Italia, occorre fare riferimento al rapporto tra il numero di giorni durante i quali la  prestazione lavorativa è svolta nel nostro Paese e il numero totale di giorni  cui la retribuzione si riferisce , facendo attenzione a considerare  il numero dei
giorni indicati al numeratore e al denominatore del rapporto, con criteri omogenei (in entrambi i casi al netto delle festività, week  end e ferie ) 

La Agenzia fornisce infine le istruzioni per la corretta compilazione della Certificazione Unica  nel caso prospettato .

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Fonte: Agenzia delle Entrate



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