Rassegna stampa Pubblicato il 19/12/2019

Videosorveglianza: insufficiente l'ok dei lavoratori

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Insufficiente il benestare del personale per l'installazione di sistemi di videosorveglianza nel luogo di lavoro: nuova pronuncia di Cassazione 50919 2019:

Nella  sentenza n. 50919/2019 la Cassazione si è occupata di nuovo dei limiti della videosorveglianza nei luoghi di lavoro  riaffermando che il consenso dei lavoratori all’installazione di un impianto di videosorveglianza nei locali dell’impresa non  è sufficiente  .

La procedura  da seguire resta quella prevista dall’articolo 4 della legge 300/1970, la quale impone due uniche modalità:

  • l’accordo sindacale o 
  • l’autorizzazione dell’ispettorato territoriale del lavoro.

 L'indicazione è sempre stata ribadita  dai documenti di prassi  dell'ispettorato del lavoro, con l'eccezione del lavoro domestico per il quale il consenso del lavoratore è sufficiente.

La motivazione che  è che tale disciplina soddisfa un interesse collettivo  di  tutela della dignità dei lavoratori,    che non puo essere prevaricato  dal consenso  dei singoli  seppur prestato dalla totalità delle persone che prestano l' attività in azienda.

Il caso  riguardava un  datore di lavoro  condannato in sede penale a 1.000 euro di ammenda per avere installato 16 telecamere nella propria struttura aziendale, senza aver raggiunto un accordo con la rappresentanza sindacale e neppure l’autorizzazione  dell’ispettorato ( per la quale aveva fatto richiesta ma aveva poi proceduto senza atendere la risposta).

La difesa del lavoratore si basava sul consenso dato dai lavoratori,  seppure dopo l'installazione  del sistema di  controllo a distanza, in azienda, con ciò superando i profili di illiceità penale .Inoltre dopo il rilievo le telecamere erano state smantellate.

La Cassazione  invece, ribadisce il suo orientamento  consolidato, con rare eccezioni , e  si sofferma in particolare  :

  • sul fatto che l'assenso è comunque stato perfezionato dopo l'illecito, che in quwesto modo non puo essere sanato e
  • sul fatto che  solo le rappresentanze sindacali dei lavoratori, possono prestare l'autorizzazione  in quanto espressione dell’interesse collettivo e superindividuale   . I lavoratori senza rappresentanza costituiscono  parte debole   rispetto alla parte datoriale. 

Nella sentenza si afferma infatti che «Le diseguaglianze di fatto» e la «indiscutibile» sproporzione nei rapporti di forza economico-sociali a vantaggio del datore impone di ritenere inderogabile il confronto con le rappresentanze sindacali e, in mancanza di accordo, l’autorizzazione dell’ispettorato per la valida installazione dei sistemi di sorveglianza".

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Fonte: Corte di Cassazione






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