Rassegna stampa Pubblicato il 13/12/2019

Agenzia delle Entrate: attenzione ai controlli 2020

lente e indici

Controlli Agenzia delle Entrate: tra ISA, fatture elettroniche, forfettari e costi non inerenti. Le previsioni per il 2020 del recupero di somme dovute allo stato

L’Agenzia delle Entrate ha pianificato la trasmissione di  lettere di “compliance” nei confonti dei contribuenti (Imprese, professionisti e lavoratori autonomi) contenenti la segnalazione di eventuali omissioni o infedeltà riscontrate nelle dichiarazioni degli stessi, allo scopo di incentivare l'adempimento spontaneo dei soggetti tenuti ai versamenti fiscali e in ogni caso di recuperare somme dovute e non versate (cfr. Circolare n. 19 del 8 agosto 2019).

In particolare, gli avvisi e in generale i controlli si concentrano su situazioni anomale emerse in relazione a determinatiindicatori di rischio”. A questo proposito, l'Agenzia ha messo a punto gli Indici Sintetici di affidabilità fiscale (cd. ISA) sui quali si è svolta una grandissima polemica quest'estate in merito all'entrata in vigore per l'anno di imposta 2018 e per il rilascio tardivo di istruzioni e software da parte dell'Agenzia delle Entrate.

In ogni caso, nella Circolare n. 20 del 9 settembre 2019 sono state fornite le indicazioni sul funzionamento degli ISA. Detti indicatori sono in grado di consentire l'analisi dei dati e delle informazioni di natura contabile ed extracontabile dei contribuenti nei diversi periodi di imposta con lo scopo di valutare la correttezza degli adempimenti tributari dei professionisti e delle imprese. Se l'esito della verifica risulta positivo, sono previste delle misure premiali a favore dei contribuenti (ai quali viene assegnato un punteggio di affidabilità). Tra i vantaggi che si possono ottenere vi è l'esclusione di ulteriori accertamenti basati su presunzioni semplici. Sono inoltre comminate sanzioni o ulteriori controlli a carico di coloro che omettono ovvero rendono comunicazioni inesatte relative ai dati per l'utilizzo degli ISA. Lo schema per la comunicazione dei dati ISA è contenuto nel modello Redditi e pertanto deve essere trasmesso in via telematica unitamente a quest'ultimo. 

Uno strumento efficace per l'emersione di anomalie è poi rappresentato dalle fatture elettroniche specialmente qualora non siano seguite dalla comunicazione della liquidazione periodica dell’IVA per il primo e il secondo trimestre 2019. L’Agenzia invita i contribuenti a presentare spontaneamente la comunicazione dell’IVA entro il 30 aprile 2020 e prospetta quali sanzioni verranno applicate in caso di mancato ravvedimento. Anche in questo caso è prevista la riduzione della sanzione qualora la situazione venga regolarizzata. Nello specifico, oltre al caso di omessa comunicazione e versamento dell’imposta, grazie ai dati contenuti nella fattura elettronica, sarà possibile verificare tempestivamente la correttezza delle liquidazioni periodiche iva e della dichiarazione finale mediante un confronto con gli importi delle cessioni indicate nella fattura telematica. Questo meccanismo dovrebbe permettere di anticipare i controlli e prevenire eventuali evasioni.

Ulteriori verifiche saranno dirette a stabilire se i contribuenti che accedono al regime forfettario (con tassazione agevolata al 15% o al 5% a seconda dei casi) siano realmente in possesso dei requisiti previsti dalla legge con particolare attenzione alle partecipazioni in società. Come noto, la Legge di Bilancio del 2019 (l. 145/2018) ha esteso la possibilità di godere del regime agevolato ai contribuenti con compensi o ricavi fino a 65.000 euro ma ha anche modificato alcune cause ostative al regime stesso. Il controllo dell'Agenzia sarà diretto tanto nei confronti dei soggetti entrati nel regime a partire da quest'anno quanto verso i contribuenti già inclusi negli scorsi anni mediante accessi diretti presso le sedi delle partite iva nonchè per mezzo dell'analisi dei dati raccolti e di quelli dichiarati dai contribuenti.

Da ultimo, nel mirino del Fisco vi saranno le imprese che sottofatturano prestazioni attive o che detraggono costi non inerenti l’attività esercitata ovvero compensano propri debiti verso il fisco con crediti d’imposta non effettivamente giustificati o dovuti (quali ad esempio i crediti d’imposta per attività di Ricerca e Sviluppo ove l'attività effettivamente svolta non risulti coerente). 

Queste sono alcune delle novità in programma per favorire la lotta all'evasione e recuperare le entrate erariali.

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Commenti

Giusto. Controlliamo sempre chi paga per aumentare la fiducia.

Commento di Pietro (18:46 del 13/12/2019)

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