Rassegna stampa Pubblicato il 23/12/2019

Legge di bilancio 2020: cedolare secca canoni concordati al 10%

locazione e affitto - imposta di registro e registrazione contratto

Legge di bilancio 2020: salva la cedolare secca al 10% per i contratti a canone concordato

Continua l'avanzata della Legge di bilancio 2020 verso l'approvazione definitiva in entrambe le Camere. Il testo al comma 6 dell'art. 1 contiene un'ottima notizia cioè la proroga della cedolare secca al 10% per i contratti di locazione a canone concordato.

Si ricorda che in generale, la cedolare secca è un regime facoltativo che consente di sostituire l’irpef e le relative addizionali, l’imposta di registro e l’imposta di bollo con il pagamento di un’imposta sostitutiva. Questa facoltà riguarda le persone fisiche, titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento di un immobile che danno in locazione fuori dall’esercizio di attività di impresa, arti e professioni. Nel caso in cui il locatore opti per la cedolare secca:

  • il locatore applica sul totale dei canoni di locazione un’imposta sostitutiva;
  • i redditi da locazione non sono più rilevanti ai fini Irpef (ma vanno comunque indicati in dichiarazione ai fini del riconoscimento di benefici collegati al possesso di requisiti reddituali; come per esempio la determinazione dell’Isee). 

Ma andiamo con ordine. L'aliquota prevista per l'imposta sostitutiva cd. cedolare secca "a regime" cioè senza riduzioni, sarebbe del 15% ma nel 2014 era stata ridotta al 10%, e la Legge di Bilancio 2018 aveva prorogato l'aliquota ridotta del 10% anche per il biennio 2018-2019.

Al termine di quest'anno, quindi, l'aliquota sarebbe dovuta tornare al 15%, così il Governo aveva provato una via intermedia : introdurre "a regime" l'aliquota sulla cedolare secca dei canoni concordati al 12,5%. Le polemiche a quel punto erano state molto forti. Così,  ora il comma 6 dell'articolo unico della Legge di Bilancio 2020 modifica direttamente l'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, al fine di ridurre dal 15 al 10% "a regime" la misura dell'aliquota della cedolare secca da applicare: 

  • ai canoni derivanti dai contratti di locazione di immobili ad uso abitativo stipulati ai sensi degli articoli 2, comma 3, e 8 della legge 9 dicembre 1998, n. 431 (contratti a canone "concordato"),
  • relativi ad abitazioni ubicate nei comuni ad alta densità abitativa.

Si ricorda che l'aliquota della cedolare secca da applicare agli affitti a canone libero è , e rimane al 21%.

Per aggiornamenti, notizie e approfondimenti segui il Dossier Locazioni immobili 2019 e il Dossier Dossier Cedolare secca 2019

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Commenti

Saggia decisione, affittare non è semplice, si può incappare ad affittuari che per i primi mesi pagano poi ritardano e se hanno figli piccoli o anno problemi di lavoro non pagano più. il bello è che ci vuole una sentenza del giudice per fare si' che non si paghi tasse per i canoni non incassati. Altro problema importante è che al rilascio dell'immobile spesso non è come l'avete consegnato e quindi devi fare lavori che per la maggiore parte delle volte sono buona parte di quello incassato. Ai voglia a dire tanto c'è la cauzione, questa quasi sempre viene presa con anticipo canoni e quindi gli ultimi mesi di locazione non vengono pagati ma compensati illegittimamente dal conduttore. Certo è che chi deve affittare deve avere mille precauzioni magari la cauzione può essere di più mesi oppure si richiede una fideiussione e si fà si che per esempio le spese straordinarie vengano pagate anche da loro anche solo in percentuale. Tutto questo non per lucrare ulteriormente ma per fare rispettare l'immobile e non farlo danneggiare più d tanto. Comunque un contratto con un allegato preciso e cautelativo nei confronti del locatore magari con l'ausilio di un avvocato secondo me è indispensabile.

Commento di Giuseppe (18:11 del 23/12/2019)

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