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Rassegna stampa Pubblicato il 25/05/2018

Visite fiscali e malattia: i dati INPS sul polo Unico

Osservatorio statistico sul “Polo unico di tutela della malattia” dell'INPS : dati relativi al 1° trimestre 2018 mostrano un leggero calo di assenze

Pubblicati i dati dell’Osservatorio statistico sul “Polo unico di tutela della malattia” dell'INPS  relativi al 1° trimestre 2018.  Si tratta in particolare dei dati sui  certificati medici emessi e delle  visite di controllo effettuate dall’Istituto.

Come noto dal 1° settembre 2017, è entrato in vigore il Polo unico per le visite fiscali che attribuisce all’INPS la competenza esclusiva a gestire le visite mediche di controllo anche per la quasi totalità i lavoratori pubblici (83%).

Risulta che nei primi tre mesi del 2018, c'è stato un incremento del numero dei certificati  di malattia rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L'aumento è dovuto a un sensibile aumento tra i lavoratori del settore privato (12,4%).   Di contro il numero di visite fiscali è  quasi pari tra pubblico e  privato   (101mila nel pubblico e 123mila nel privato), pur in presenza di un numero di certificati medici di gran lunga inferiore (1,9 milioni rispetto a 4,7 milioni). 

La percentuale dei lavoratori con almeno un giorno di malattia sul totale dei lavoratori passa, nel settore privato, dal 23% del 2017 al 26% del 2018, con un incremento di tre punti percentuali, mentre nel settore pubblico passa dal 35% del 2017 al 36% del 2018.

L’Istituto ha effettuato un numero di visite mediche per i dipendenti pubblici del Polo unico poco al di sotto di quelle per i dipendenti privati assicurati.

Il documento riassuntivo delle statisiche sui risultati delle visite evidenzia  che il numero di visite effettuate è risultato  di 53 ogni mille certificati per il settore pubblico del Polo unico rispetto alle 26 visite del settore privato.

Il  tasso  di  idoneità  misura  il  numero  di  visite  da cui risulta una  idoneità  al  lavoro  rispetto al numero di visite effettuate:  ogni cento visite effettuate  nel pubblico, 35 risultano con esito di idoneità, contro 37 nel privato. Altro  indicatore  importante  nel  valutare  gli  effetti  delle  visite  è  il  tasso  di  riduzione  della  prognosi  che  misura  il  numero  di  visite  con  riduzione della  prognosi rispetto  al  numero  di  visite  effettuate.  Tale  indicatore risulta  essere basso pe entrambi i settori, anche se quello  del pubblico (1,8  su cento) è pari  alla  metà di quello privato (4 ,5 su cento) ; di contro il numero medio di giorni di  riduzione risulta essere il doppio ( 4,6 giorni per il pubblico e 2,9  per il privato).   Cio significa che nel  settore  pubblico,  quindi,  sono  meno  frequenti  i  casi  di errori  nella previsione  prognostica ma  con effetti maggiori  in  termini di riduzione di giornate .

Il Prospetto 4 mostra gli esiti delle visite mediche di controllo distinguendo se la  visita  è   effettuata  su  richiesta  dall’azienda  oppure  è  effettuata  d’ufficio
dall’Inps.
Nel  settore pubblico  la  maggior  parte  delle  visite  sono  effettuate  su  richiesta dei  datori  di  lavoro,  solo  il 7% sono disposte d’ufficio e
il  tasso  di  idoneità  è molto  diverso nelle  due  fattispecie: 37 ogni  100  visite  richieste  dal datore  di lavoro contro 10 ogni  100 disposte d’ufficio.
Questo  fenomeno  non  si  verifica per  il  settore  privato  per  il  quale  il  tasso  di  idoneità delle  visite  mediche d’ufficio risulta più elevato di quello delle visite datoriali ( rispettivamente 40 per  quelle  d’ufficio  e  32  per  quelle datoriali).  

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Fonte: Inps





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