Normativa del 28/11/2013

Imu 2013: abolita la seconda rata sull’abitazione principale

Stop Imu

La seconda rata sull’Imu non si paga. L’abolizione viene finanziata con la rivalutazione delle quote della Banca d’Italia, gli anticipi fiscali Ires e Irap (per un anno) e risparmio amministrato. Inoltre, è stato prorogato al 10.12.2013 il termine per il pagamento degli acconti dovuti da tutti i contribuenti soggetti a Ires. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, nel Comunicato Stampa del 27.11.2013.

Forma Giuridica: Prassi - Comunicato
del 27/11/2013
Fonte: Governo Italiano
Roma, 27 novembre 2013 - Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del presidente del Consiglio, Enrico Letta e dei ministri dell’Interno, Angelino Alfano, e dell’Economia e Finanze, Fabrizio Saccomanni, un decreto legge sull’abolizione della seconda rata dell’IMU, l’alienazione di immobili pubblici e la Banca d’Italia. Ecco di seguito i punti principali del decreto secondo quanto riportato da un comunicato della presidenza del Consiglio:
Seconda rata IMU
Si abolisce la seconda rata dell'IMU 2013 sull'abitazione principale ad eccezione degli immobili classificati nelle categorie A/1, A/8, A/9. Per quanto riguarda l'IMU agricola per i fabbricati rurali e per gli imprenditori agricoli professionali relativamente ai terreni è prevista l’esenzione totale dal pagamento della seconda rata.
Lo Stato rinuncia così a un gettito previsto di circa 2.150 mln.
Il mancato gettito viene compensato tramite acconti e aumenti d'imposta a carico del settore finanziario e assicurativo.
In dettaglio, la copertura del provvedimento è così composta:
Per 1,5 mld circa: aumento al 130% dell'acconto IRES e IRAP dovuto per l'anno d'imposta 2013 dalle società del settore finanziario e assicurativo. Per questi stessi soggetti l'aliquota IRES viene elevata per il solo anno d'imposta 2013 al 36%.
Per 650 mln circa: anticipo a carico degli intermediari finanziari sulle ritenute relative al risparmio amministrato (conto titoli).
Per quanto riguarda il gettito ulteriore atteso dai comuni che hanno deliberato per l'anno 2013 aliquote superiori a quella standard, circa metà dell'importo viene ristorata dallo Stato; a fini perequativi l'altra metà verrà versata dai contribuenti interessati a metà gennaio 2014, alle stesse scadenze già programmate per altri tributi.
Il termine per il pagamento degli acconti dovuti da tutti i contribuenti soggetti a IRES è prorogato al 10 dicembre 2013.
Alienazioni immobili pubblici
Sono inoltre state varate norme che facilitano il processo di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, in particolare è stata estesa anche alle Regioni e agli Enti locali la possibilità di cedere beni immobili a Cassa Depositi e Prestiti.
Banca d’Italia
Al fine di assicurare alla Banca d'Italia un modello di governance che ne rafforzi l'autonomia e l'indipendenza, nel rispetto dei Trattati Europei, il decreto legge stabilisce nuove norme riguardanti il capitale e gli organi dell'istituto.
La Banca d'Italia viene quindi autorizzata ad aumentare il proprio capitale mediante utilizzo delle riserve statutarie sino a euro 7,5 miliardi.
La Banca potrà distribuire dividendi annuali per un importo non superiore al 6% del capitale.
Ciascun partecipante al capitale non potrà possedere - direttamente o indirettamente - una quota di capitale superiore al 5%. Per favorire il rispetto di tale limite, la Banca d'Italia potrà acquistare temporaneamente le quote di partecipazione in possesso di altri soggetti.
Il decreto amplia il novero dei soggetti italiani ed europei che possono detenere quote del capitale della Banca d'Italia. I soggetti autorizzati saranno quindi: banche, fondazioni, assicurazioni, enti ed istituti di previdenza, inclusi fondi pensione.
Per effetto di questa modifica normativa, le banche potranno essere autorizzate ad includere le quote nel patrimonio di vigilanza, rafforzandone la base di capitale.

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Commenti

Ecco che nel settore agricolo torna l'eterna lobbie degli " imprenditori agricoli professionali ".

Qualcuno mi deve spiegare una cosa: che differenza c'è fra un terreno agricolo coltivato da un imprenditore agricolo professionale e un terreno coltivato da un imprenditore agricolo "normale" (cioè che ha anche un altro reddito e/o svolge un'altra attività ).

Lo Stato dovrebbe incentivare chi mantiene coltivati i campi (perchè comunque tutela il territorio e PRODUCE qualcosa che non è carta o burocrazia), non punirlo con tasse discriminatorie .

La questione dirimente sulla tassazione dei terreni agricoli, dovrebbe essere proprio il loro stato di "terreni coltivati" a prescindere da chi esegue la coltivazione.

Quando gli imprenditori agricoli del WeeK-End si saranno stufati di coltivare terreni per pura passione, li lasceranno incolti e preda delle erbacce, le tasse saranno sempre quelle, il guadagno è talmente irrisorio che non rileva, la tanta fatica sarà tutta risparmiata, e l'Italia importerà un pò più di cereali o di frutta o di verdura, ci sarà comunque meno prodotto interno, ma vuoi mettere ? quello che troverai sarà stato coltivato da unimprenditore agricolo professionale !!!!

MA PER PIACERE !!!! MA LA VOGLIAMO SMETTERE CON 'STE COSE ???? MA VOGLIAMO FARE CHE I CITTADINI SONO TUTTI UGUALI ? STESSI DIRITTI STESSI DOVERI !

CHI FA UN ALTRO LAVORO IN AGGIUNTA A QUELLO DI COLTIVATORE, RICORDATEVI CHE SU QUEL LAVORO PAGA LE TASSE, ED E' PROPRIO PER QUESTO CHE NON PUO' AVERE LA QUALIFICA DI CONTADINO PROFESSIONALE, COSA CHE POTREBBE OTTENERE ANDANDO A LAVORARE IN NERO E RISULTANDO SOLO COLTIVATORE............già....non ci avevo pensato.....quasi quasi....

Commento di Miky (18:04 del 29/11/2013)

Condivido pienamente il commento di Miki ma a me pare che la differenza tra agricoltore "professionale" e agricoltore "normale" è dovuto all'iscrizione all'istituto di previdenza. Quindi è professionale colui che paga i contributi, se una persona ha versato tutta la vita contributi da agricoltore perchè questo è quello che ha fatto tutta la vita, nel momento in cui va in pensione smette di essere "professionale" e non può più avere alcuni vantaggi come quello dell'imu. Ovvio che è ridicolo!

Commento di Grazia (16:18 del 14/12/2013)

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