Tra le novità previste dalla legge di bilancio 2026 legge 199 2025 pubblicata il 30 dicembre erano previste modifiche che impattano sugli importi degli assegni . Si tratta in particolare :
- della riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% per lo scaglione di reddito oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro che riguarda sia i lavoratori in attività che i titolari di pensioni e di prestazioni di accompagnamento alla pensione (art. 1, comma 3);
- dell’incremento strutturale delle maggiorazioni sociali, riconosciute ai pensionati di età pari o superiore a 70 anni e agli invalidi civili totali maggiorenni.
Con un comunicato sul proprio sito INPS ha annunciato di aver provveduto alle modifiche delle procedure di calcolo per cui gli incrementi degli assegni saranno operativi dalle mensilità di marzo 2026.
Contestualmente , verranno pagati anche i conguagli a credito relativi agli importi spettanti a gennaio e febbraio 2026.
Vediamo a quanto ammontano indicativamente gli aumenti previsti.
Leggi gli altri aspetti della legge di bilancio sulla previdenza in Pensioni 2026 le novità della legge di bilancio
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1) Maggiorazione pensioni minime e soglie di accesso
Come detto la legge di bilancio porta a regime dal 2026 l'incremento delle maggiorazioni sociali destinati ai pensionati in condizioni di disagio pari a 20 euro mensili, che era in vigore in forma sperimentale.
L’incremento spetta a chi riceve:
- sia pensioni di vecchiaia, anzianità, anticipata
- che pensioni e assegni sociali, pensioni di invalidità civile,
purche l'assegno sia inferiore ai limiti reddituali stabiliti annualmente dal Ministero.
Inoltre dal 2026 tali limiti reddituali vengono aumentati di 260 euro annui rispetto ai limiti vigenti per il 2025.
Si trattava per la precisione di 11.766,30 per il beneficiario singolo e 23.532,60 in presenza del coniuge, che salgono quindi alle soglie reddituali di
- 12024,30 per i pensionati soli e
- 23792, 30 per i coniugati
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2) Riduzione scaglione IRPEF : qual è il risparmio fiscale sulle pensioni
quanto aumenta il netto della pensione?
La Legge di bilancio 2026 conferma la riduzione dell’aliquota IRPEF del secondo scaglione (oltre 28.000 e fino a 50.000 euro) dal 35% al 33%.
Per capire l’effetto pratico, riportiamo due esempi di stima del netto mensile in busta pensione, calcolati confrontando le aliquote 2025 con quelle in vigore dal 2026.
Ipotesi di calcolo (semplificate):
- importi indicati come lordi mensili;
- 13 mensilità;
- si considera solo l’IRPEF statale (non si includono detrazioni da pensione e addizionali regionali/comunali);
- l’aumento del netto deriva unicamente dal taglio dell’aliquota del secondo scaglione (35% → 33%).
In questa impostazione, la differenza di imposta viene ripartita su 13 rate, ottenendo una stima del maggior netto mensile.
| Lordo mensile (13 mensilità) | Netto mensile stimato 2025* | Netto mensile stimato dal 2026* | Aumento netto mensile |
|---|---|---|---|
| 2.500 € | ≈ 1.884 € | ≈ 1.890 € | ≈ +6/7 € |
| 3.000 € | ≈ 2.208 € | ≈ 2.225 € | ≈ +17 € |
*Nota: si tratta di una stima semplificata basata solo sull’IRPEF statale. Il netto effettivo può variare in base a detrazioni da pensione e addizionali regionali/comunali applicate dal sostituto d’imposta.
In sintesi, il beneficio è nullo per chi resta sotto i 28.000 euro annui, mentre cresce all’aumentare della quota di reddito compresa tra 28.000 e 50.000 euro, grazie alla riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% su quella fascia.