Durante la recente edizione di Telefisco 2026 il Vice Minstro Leo ha ricordato a che punto siamo con la Riforma Fiscale partita nel 2023.
Dopo un riepilogo di tutto ciò che è stato già approvato in attuazione della Legge Delega n 111/2023, Leo ha svelato le prossime mosse del Governo.
Prima fra tutte la volontà di approvare un Decreto Ominibus contenitore di tutto ciò che ancora manca.
Vediamo le dichiarazione di Leo in modo più puntuale.
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1) Riforma Fiscale: a che punto siamo
Il viceministro all'Economia e alle Finanze Maurizio Leo ha anticipato che è all'orizzonte governativo c'è un decreto omnibus per concludere la Riforma Fiscale.
Il 2026 sarà l’anno decisivo per la riforma con un decreto che dovrebbe contenere le misure rimaste in stand by su vari capitoli, sempre tenedo conto delle risorse.
Leo ha evidenziato che la riforma è stata attuata non attingendo al deficit ma grazie alle risorse che man, mano il Governo è riuscito a reperire.
Dal 2023 sono stati approvati 18 decreti legislativi e 6 Testi Unici e si ambisce alla realizzazione del grande obiettivo del codice tributario con un assetto normativo chiaro, certo e accessibili.
Leo ha anche specificato che: “Abbiamo in animo di portare avanti altri due decreti legislativi: quello sui giochi fisici (già abbiamo fatto un intervento per i giochi online, ora dovremmo completare la disciplina introducendo delle norme per i giochi fisici), la giustizia tributaria (abbiamo già il processo, quindi il testo unico sul processo tributario, ma manca la geografia giudiziaria, stiamo lavorando in stretta collaborazione col Consiglio di presidenza di Giustizia Tributaria), sugli aspetti ordinamentali che riguardano i magistrati tributari”.
L’atto finale della riforma fiscale sarà invece quello che già viene chiamato come decreto Ommbius “dove recuperare tutta una serie di interventi che toccano i tributi, che toccano gli aspetti organizzativi, gli aspetti procedimentali”.
La necessità di trovare coperture resta l'obiettivo principale, Leo ha inoltre dichiarato: “(...) dobbiamo fare la riforma, la dobbiamo fare però con risorse ben definite senza fare salti nel buio”.
Ad oggi risultano 36 provvedimenti ancora da firmare, su un totale di 94, per chiudere tutti i 18 cantieri aperti.
Si attendono pertanto le prossime mosse concrete dell'Esecutivo.