168x126 risposte ai quesiti

Domanda e Risposta Pubblicato il 13/04/2018

Quali sono i tipi di interpello previsti dal nostro ordinamento nel 2018?

Nel 2018 ci sono 5 nuove tipologie di interpello con cui il contribuente può chiedere un preventivo parere all'Agenzia delle Entrate su una questione controversa

L'interpello è disciplinato all'articolo 11 dallo Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000) e permette al contribuente di inviare quesiti all'Amministrazione Finanziaria, per conoscere preventivamente un parere su determinate operazioni, o sulla portata di disposizioni tributarie per le quali sussistono dubbi interpretativi.

Nel nostro ordinamento sono previste 5 tipologie di interpello:

  • interpello ordinario
  • interpello probatorio
  • interpello anti-abuso
  • interpello disapplicativo
  • interpello sui nuovi investimenti

Ecco nella seguente tabella le differenze tra le tipologie.

Interpello ordinario

(Art. 11 comma 1 lett. a della L. 212/2000)

Viene usato dal contribuente per ottenere dall'amministrazione finanziaria dei chiarimenti sulla corretta interpretazione delle norme tributarie. Con il recente intervento normativo questa tipologia di interpello ha subìto un'estensione del suo ambito applicativo che l'ha portato a sdoppiarsi in:

  • interpello interpretativo, in cui l'oggetto dell'istanza è la norma tributaria (restano pertanto esclusi gli atti non aventi carattere normativo);
  • interpello qualificatorio, in cui l'oggetto dell'istanza è la corretta identificazione normativa del caso concreto.

Interpello probatorio

(Art. 11 comma 1 lett. b della L. 212/2000)

Viene attivato dal contribuente quando intende aderire a determinati regimi fiscali, per chiedere all'amministrazione finanziaria un parere:

  • sulla sussistenza delle condizioni per l'accesso,
  • sull'idoneità degli elementi probatori prodotti a tal fine.

Interpello antiabuso

(Art. 11 comma 1 lett. c della L. 212/2000)

Ha sostituito la vecchia istanza disapplicativa (art. 21 della L. 413/91 ora abrogata) e consente di interrogare l'Agenzia delle Entrate sulla natura abusiva del diritto di specifici atti, atti e negozi, anche tra loro collegati.

Interpello disapplicativo

(Art. 11 comma 2 della L. 212/2000)

Consente al contribuente di chiedere all'amministrazione finanziaria  la disapplicazione di specifiche disposizioni tributarie che, allo scopo di contrastare comportamenti elusivi, limitano deduzioni, detrazioni, crediti d’imposta o altre posizioni soggettive dello stesso, fornendo la prova che tali fenomeni non possono verificarsi relativamente alla propria fattispecie concreta. Questa tipologia di interpello è l'unica avente carattere obbligatorio.

Resta fermo che il contribuente può, in caso di risposta sfavorevole, fornire la predetta prova anche nelle successive fasi dell'accertamento in sede amministrativa e contenziosa.

Interpello sui nuovi investimenti Consente agli investitori, italiani o stranieri, di chiedere un parere circa il trattamento tributario applicabile a importanti investimenti (di valore non inferiore a trenta milioni di euro e con rilevanti e durature ricadute occupazionali) effettuati nel territorio dello Stato.

 

Per approfondimenti e aggiornamenti segui il Dossier: Interpello 2018

Potrebbe interessarti l'articolo: A chi va presentata l'istanza di interpello dal 1° marzo 2018?





Scrivi un commento

I campi contrassegnati * sono obbligatori
(il tuo indirizzo non sara' pubblicato)