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POLITICHE AGRICOLE: LE MISURE PREVISTE DAL BILANCIO 2022-2024

Politiche agricole: le misure previste dal Bilancio 2022-2024

Politiche agricole: le novità previste dal bilancio dello stato 2022-2024 su fondo mutualistico nazionale contro i rischi catastrofali, decontribuzione, iva agevolata bovini ecc

Sul sito del Senato al seguente link:

https://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/54559.htm

sono disponibili i testi integrali dell’Atto n. 2448 XVIII Legislatura - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024

  • disegno di legge e testi correlati dalla relazione illustrativa alla relazione tecnica,
  • l’allegato conoscitivo, 
  • i quadri generali riassuntivi
  • gli stati di previsione. 

Il documento è composto da 219 articoli. 

La manovra prevede complessivamente una spesa di 30 miliardi di euro, di cui 23 in deficit. Tante le novità su bonus, pensioni, cessione del credito, superbonus, opzione donna. 

Dal 16 novembre i testi hanno iniziato il loro iter parlamentare in Senato. 

La pubblicazione  in Gazzetta Ufficiale è prevista, secondo il calendario concordato dalle forze politiche, entro il 20 dicembre 2021. 

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1) Le misure in materia di politiche agricole sono state pianificate dall’art. 160 all’art. 165

La legge di bilancio si articola in diversi interventi che cercano di rafforzare il tessuto economico e sociale, sostenendo la crescita e la competitività dell’economia italiana. 

Vediamo quali sono nel dettaglio le novità in tema di politiche agricole per il 2022.

Con il comma 5 dell’art. 160 vengono stanziati 178, 3 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2027 destinati a coprire il fabbisogno aggiuntivo relativo all’istituzione del Fondo mutualistico nazionale contro i rischi catastrofali nel settore agricolo previsto al comma 1. Il Fondo sarà gestito da Ismea.  

E’ una risposta  importante progettata dalla Direzione Gestione del Rischio di Ismea ai problemi strutturali del nostro sistema di gestione del rischio, ovvero una disponibilità ridotta nell’assunzione di alcuni rischi (quelli di tipo catastrofale) e di alcune colture ad alto rischio. Queste problematicità si traducono in difficoltà per le imprese agricole ad avere disponibilità di coperture e quando disponibili, le condizioni contrattuali sono più stringenti, con innalzamento dei costi ed inasprimento delle condizioni, aumento di franchigia e scoperto, abbassamento del limite di indennizzo. 

Sebbene il cambiamento climatico sia una realtà è anche vero che l’attuale mercato assicurativo è soggetto al fenomeno di selezione avversa. Complessivamente si assicurano solo 62.000 imprese (9% del totale), di cui circa 20.000 coprono i rischi catastrofali, con un forte squilibrio territoriale tra nord e centro sud: nel mezzogiorno le imprese che aderiscono al sistema di gestione del rischio agevolato sono solo il 7.7% mentre quelle che coprono (o hanno la possibilità di coprire) i rischi CAT sono solo 1300 aziende (6,5% del totale). Vedi approfondimento dello stesso autore al link https://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/14024-il-rischio-in-agricoltura-come-ridurlo.html e i dati più volte presentati dalla Direzione gestione del rischio di Ismea confermano i cambiamenti climatici che sono in forte aumento rispetto al passato con una maggiore esposizione delle imprese agricole ai rischi meteo catastrofali.

Con l’art. 161 si proroga per l’anno 2022 la decontribuzione per i coltivatori diretti e imprenditori agricoli under 40. Dettagli a questo link articolo dello stesso autore https://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/14078-esonero-contributivo-per-coltivatori-diretti-e-iap-domande-al-via.html

Per quanto concerne l’aspetto demografico, in considerazione della giovane età dei beneficiari ed anche al fine di ottenere una stima cautelativa, non è stata applicata la mortalità al contingente dei nuovi ingressi. Gli effetti fiscali conseguenti all’esonero contributivo sono stati valutati sulla base della normativa vigente in materia. Le risultanze sono riportate in termini di cassa e tengono conto sia delle regole vigenti in termini di tariffazione che delle modalità stesse di pagamento dei contributi agricoli con importi predefiniti e suddivisi in 4 rate.

All’art. 162 vengono trasferiti solo per l’anno 2022, 50 milioni di euro per le attività svolte da Ismea per effettuare interventi finanziari, a condizioni di mercato, in società anche cooperative, economicamente e finanziariamente sane che operano nella produzione, trasformazione e commercializzazione, nonché nella distribuzione e nella logistica, dei prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura compresi nel trattato sul funzionamento dell’Unione europea, nonché dei beni prodotti nell’ambito delle relative attività agricole individuati ai sensi dell’art. 32 comma 2 lettera c del testo unico delle imposte dei Redditi. 

Si tratta di fatto dei tanto attesi incentivi all’imprenditoria agricola femminile (commi 3, 4 e 5) e altre misure di Ismea come ad esempio l’accesso al credito (comma 2) per il potenziamento della competitività delle imprese operanti nel settore agricolo e agroalimentare. 

Al comma 6 – monitoraggio dei prezzi - viene stanziata un dotazione di 500.000 euro per l’anno 2022, di cui 50.000 riservati alle attività di rilevazione nel settore dell’olio, per consentire l’esercizio della gestioni e di una rete di rilevatori in grado di coprire l’intero territorio nazionale nel rispetto del Regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune che al tempo deliberava richiedendo ai paesi membri un opportuno monitoraggio e valutazione di tutte le misure della Pac allo scopo di migliorarne la qualità e dimostrarne l'efficacia. 

In questo contesto è opportuno che l’Amministrazione, per attivare questo monitoraggio, abbia dati di qualità, studi particolareggiati e scenari di operatività in linea con le reali condizioni del mercato. 

Tale percorso potrà essere garantito da un organismo qualificato quale è Ismea.

L’art. 163 (Iva agevolata per la cessione di bovini e suini) prevede la proroga per il 2022 delle percentuali di compensazioni Iva applicabili agli animali vivi della specie bovina e suina previste per il 2021 nella misura non superiore al 9,5%. 

La misura determina, in coerenza con la valutazione relativa al 2021, una perdita di gettito di Iva per il 2022 pari a circa 74,5 milioni di euro.

La disposizione contenuta nell’art. 164 è finalizzata ad assicurare il funzionamento strutturale al Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera affinché sia garantito con continuità lo svolgimento delle attività svolte in dipendenza funzionale dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali con una spesa di 4 milioni di euro a decorrere dal 2022.

Con l’art. 165 viene istituito un fondo di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022-2023 e di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2032 per l’attuazione della Strategia forestale nazionale di cui all’articolo 6, del decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34. 

La definizione dei criteri e le modalità di utilizzo delle risorse del fondo saranno determinate con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali di concerto con il Ministro dell’Economia.

2) Altri provvedimenti per l'agricoltura

Tra gli altri provvedimenti inseriti nella Manovra dello Stato per il 2022 troviamo anche l'estensione della Naspi agli operai agricoli a tempo indeterminato delle cooperative e loro consorzi che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici prevalentemente propri o conferiti dai loro soci, a partire da gennaio 2022.

E ancora il rinvio di sugar e plastic tax al 2023 e fondi per le attività agro-silvo-pastorali in montagna. 

Nella parte che riguarda la previdenza, di particolare interesse per il settore primario è la proroga di un anno dell'Ape sociale, della quale potranno beneficiare anche gli operatori di macchinari fissi e le professioni non qualificate in agricoltura, nella manutenzione del verde, nell'allevamento e nella silvicoltura.

Sull’agricoltura le intenzioni sembrano buone con uno stanziamento complessivo di 450 milioni di euro con oltre il 50% di risorse in più rispetto agli anni passati e  importanti misure fiscali anche nell’ottica di sostenere le filiere e gli investimenti.  

Siamo solo all’inizio di un percorso che può anche subire delle modifiche e non ci stupiremo se le norme e le cifre al termine dell’iter parlamentare potrebbero essere profondamente diverse da quelle presentate nel testo base. 

3) Aprire un'azienda agricola. Manuale pratico e business plan

ESTRATTO DA APRIRE UN’AZIENDA AGRICOLA Manuale pratico e business plan

Un intero capitolo del testo è dedicato ai finanziamenti pubblici e privati disponibili indicando la strada da percorrere per reperirli.

 

COME LE ISTITUZIONI POSSONO FINANZIARE IL TUO PROGETTO?

Per aprire un’azienda agricola, oltre a tentare di superare il muro della burocrazia (un pochino di fatica ma ci riuscirai), sai benissimo che possono servire importanti investimenti per l’acquisto delle attrezzature (trattori, trinciatrici, celle frigo e altro). Sai a chi rivolgerti? Sulla base dell’idea progettuale è necessario valutare la possibile fonte di finanziamento nell’ambito delle politiche di sviluppo rurale nazionali ed europee. Quando si parla di reperire i fondi per avviare un’azienda agricola, bisogna svolgere un lavoro capillare: questo capitolo indica la strada da percorrere per reperirli iniziando dagli enti di settore e dagli uffici provinciali per poi passare alla regione, allo stato e a quelli dell’Unione europea.

 

Per poter accedere ai finanziamenti (e utilizzarli correttamente) è fondamentale comprendere bene quali siano le differenze tra le varie tipologie di fondi, ma anche conoscere pro e contro di ciascuna tipologia di agevolazione, così da scegliere correttamente un fondo diretto piuttosto che un fondo indiretto, o viceversa. In linea generale, devi sapere che sono previste tre modalità di gestione dei finanziamenti dell’UE:

1. gestione diretta: la Commissione europea gestisce il bilancio quando i progetti sono realizzati dai suoi servizi, presso la sede centrale, nelle delegazioni dell’UE o tramite le agenzie esecutive dell’UE;

2. gestione indiretta: i programmi di finanziamento sono gestiti indirettamente quando sono realizzati da paesi terzi, organizzazioni internazionali, agenzie per lo sviluppo o altri organismi. Le opportunità di finanziamento nell’ambito della gestione indiretta sono pubblicate da questi organismi di gestione;

3. gestione concorrente: la Commissione europea delega la gestione di alcuni programmi agli Stati membri nell’ambito di accordi di gestione concorrente. Ciascuno Stato membro prepara, in collaborazione con la Commissione europea, un accordo che stabilisce come verranno utilizzati i fondi nel corso di un periodo di finanziamento, di norma coperto da un quadro finanziario pluriennale. Gli Stati membri affidano la gestione dei fondi dell’UE principalmente ad autorità di gestione quali i ministeri e altri enti pubblici. Queste istituzioni hanno il compito di organizzare e pubblicare gli inviti a presentare proposte o le gare d’appalto. In pratica, l’80% circa dei finanziamenti dell’UE è gestito in regime di gestione concorrente 6.

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