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COVID E SICUREZZA: UNA CHECK LIST PER LE IMPRESE

COVID e sicurezza: una check list per le imprese

Riepilogo regole anti COVID per i datori di lavoro dopo il Decreto Rilancio. In allegato una check list di controllo dell'ispettorato

In questo periodo si è sentito molto parlare della responsabilità civile e penale del datore di lavoro che non rispetta i protocolli di sicurezza anti-COVID-19.
Il riconoscimento dei casi di contagio COVID-19 come infortuni sul lavoro non assume alcun rilievo, assicura l’INAIL,  per sostenere una responsabilità penale o civile in capo al datore di lavoro il quale ne risponderà solo se vengono accertati dolo o colpa grave. 

(Leggi i dettagli in  COVID 19 come infortunio sul lavoro:circolare INAIL") 

In ogni caso la sorveglianza sanitaria in questo periodo dovrà essere messa in atto da tutti i datori di lavoro , come previsto  dal  Protocollo condiviso tra le parti sociali del 24 aprile 2020, allegato  QUI.

Si segnala inoltre che a seguito dell'entrata in vigore del Decreto Rilancio ai datori di lavoro è richiesta una sorveglianza sanitaria rafforzata da parte dei medici competenti   per   salvaguardare in particolare i lavoratori a maggior rischio di contagio in relazione all’età, oppure per condizioni di immunodepressione, per conseguenze di patologie oncologiche o comunque per compresenza di malattie che possono determinare un maggior pericolo.
Il medico competente può essere scelto fra professionisti privati, presenti anche presso varie strutture che si occupano di sicurezza e igiene del lavoro, oppure chiedendo l’intervento dei medici dell’INAIL, che andranno compensati secondo le tariffe che verranno definite tramite decreto interministeriale.

E' fondamentale anche contattare il  referente della sicurezza per aggiornare il DVR  (Documento Valutazione Rischi) adeguando la documentazione, le procedure e le misure di contrasto e di contenimento della diffusione dell’infezione da  COVID-19.  

(Per approfondire vedi anche  "La 231 nella emergenza sanitaria Covid")

Da evidenziare che il Decreto rilancio ha previsto anche  un incremento di risorse per le USL, l’ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO e il COMANDO DEI CARABINIERI  per il potenziamento degli organici . Si stanno già  effettuando sopralluoghi nelle aziende per verificare l’applicazione del citato protocollo.
Gli Organi di Controllo per gli accertamenti si avvalgono di una check-list che alleghiamo  in cui è possibile controllare le  misure che il datore di lavoro deve avere messo in atto per salvaguardare la salute dei propri lavoratori e contenere il contagio.

Per non incorrere in sanzioni si raccomanda quindi  la massima attenzione ( cfr per maggiori dettagli "Le sanzioni alle imprese durante l'epidemia")

Di seguito riepiloghiamo le misure previste dal Protocollo condiviso per la salvaguardia della sicurezza negli ambienti di lavoro.

(Vedi anche alcune indicazioni ufficiali regionali in "Coronavirus e sicurezza per le aziende")

1) Le misure previste dal Protocollo condiviso per gli ambienti di lavoro

1.INFORMAZIONE: L’azienda, deve informare tutti i lavoratori e chiunque entri in azienda circa le disposizioni delle Autorità in tema di COVID 19, con appositi depliants all'entrata . In particolare va sottolineato l'obbligo di  rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre37.5°) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria   e l’accettazione del fatto di non poter fare ingresso  o di poter permanere in azienda  anche successivamente all’ingresso.

2-MODALITA’ DI INGRESSO IN AZIENDA DEL PERSONALE:  Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà essere sottoposto al  controllo della temperatura corporea. Se superiore ai  37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tale  condizione saranno isolate e fornite di mascherine in attesa dell'intervento della ASL; vanno favoriti orari di ingresso/uscita scaglionati.

3- MODALITA’ DI ACCESSO DEI FORNITORI ESTERNI:  Per l’accesso di fornitori esterni , personale in appalto, clienti vanno individuate procedure di ingresso, transito e uscita,  che riducano le occasioni di contatto con il personale aziendale. Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono rimanere a bordo dei propri  mezzi: non è consentito l’accesso agli uffici per nessun motivo. Necessario individuare/installare servizi igienici dedicati a chi arriva dall'esterno.

4- SANIFICAZIONE:  l’azienda deve assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali  delle postazioni di lavoro e in particolare degli strumenti  informatici come da protocollo del ministero della salute sul Coronavirus,

5-PRECAUZIONI IGIENICHE PERSONALI: obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche previste dall'OMS contro il coronavirus, in particolare per le mani l’azienda deve mettere a disposizione idonei mezzi detergenti

6-DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE: se il lavoro impone di lavorare a distanza interpersonale minore di un  metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative , sonon  obbligatori l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc…) ; in caso di difficoltà di approvvigionamento  potranno essere utilizzate mascherine  di tipologia corrispondente

7 - GESTIONE SPAZI COMUNI (MENSA, SPOGLIATOI, AREE FUMATORI,  DISTRIBUTORI AUTOMATICI:  l’accesso in questi spazi va contingentato, con la previsione di una ventilazione continua , di un tempo ridotto di sosta e con il  mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone . Obbligo di  pulizia giornaliera   dei locali mensa, delle tastiere dei distributori di bevande e snack ecc.

8-ORGANIZZAZIONE AZIENDALE -  le imprese devono :

  • assicurare un piano di turnazione dei dipendenti nei reparti produttivi essenziali
  • utilizzare lo smart working per tutte quelle attività che possono essere svolte  presso il domicilio
  • valutare sempre la possibilità utilizzare ammortizzatori sociali per  l’intera compagine aziendale, se del caso anche con  opportune rotazioni  nel caso  i suddetti provvedimenti non risultino sufficienti, si  utilizzeranno i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti
  • limitare  le trasferte/viaggi di lavoro nazionali e  internazionali, anche se già concordate

9 -SPOSTAMENTI INTERNI, RIUNIONI, EVENTI INTERNI E FORMAZIONE vanno limitati al minimo

•  per riunioni necessarie e urgenti  nell’impossibilità di collegamento a  distanza, dovrà essere ridotta al minimo la partecipazione garantiti il distanziamento interpersonale e  un’adeguata pulizia/areazione dei locali
Il mancato completamento dell’aggiornamento della formazione professionale non comporta l’impossibilità a continuare lo svolgimento  della funzione

10 -GESTIONE DI UNA PERSONA SINTOMATICA PER CORONAVIRUS  IN AZIENDA  : si dovrà procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria   e collaborare per il controllo dei contatti avuti in precedenza; 

11-SORVEGLIANZA SANITARIA/MEDICO COMPETENTE/RLS:   deve proseguire rispettando il decalogo del ministero ma  la sorveglianza sanitaria periodica non va interrotta, perché rappresenta una ulteriore misura di prevenzione e sicurezza.  Si aggiunge la sorveglianza rafforzata per  le categorie a rischio  da parte del medico competente (art.  83  decreto n 34/2020) soprattutto in fase di rientro dopo una interruzione dell'attività;

13-COMITATO aziendale:  va costituito   per  l’applicazione e la verifica delle regole  del protocollo di sicurezza anti-coronavirus con la partecipazione delle rappresentanze  sindacali aziendali e del RLS .

Allegato

Check list anticovid Ispettorato
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