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Speciale Pubblicato il 10/03/2020

Coronavirus e sicurezza per le aziende: guida operativa

di Staff di Fiscoetasse

Tempo di lettura: 6 minuti
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Le misure per tutelare la salute nei luoghi di lavoro e contenere l'epidemia da COVID 19: contatti, gestione contagi, DVR, pulizie

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Alcune amministrazioni regionali hanno pubblicato in questi giorni  documenti con  indicazioni per la tutela della salute negli ambienti di lavoro (non sanitari) e per il contenimento del contagio da Coronavirus .  Alleghiamo in fondo all'articolo  ad esempio :

  • la circolare della  Regione Veneto "COVID-19: indicazioni per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari del 3 marzo 2020
  • le Faq  per AZIENDE E LAVORATORI  di regione Lombardia ASL Insubria
  • la nota dell'azienda sanitaria di Bologna  " Misure di contenimento del Covid-19 nei luoghi di lavoro" del 6.3.2020.

Vediamo un riepilogo delle principali raccomandazioni per i datori di lavoro indispensabili per affrontare  questo delicato momento di emergenza Coronavirus.

1) Contatti, esposizione, contagio: gestione dipendenti a rischio

Posto che negli ambienti di lavoro come ovunque ora va evitato il contatto che comporti rischi di contagio , va innazitutto precisato cosa si intende per contatto stretto. 

Il Contatto stretto ad alto rischio di esposizione  si ha  nei casi di: 
▪ una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19;
▪ una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (es. stretta di mano);
▪ una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19
(es. toccare a mani nude fazzoletti di carta usati);
▪ una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza  minore di 2 metri e di durata maggiore di 15 minuti;
▪ una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (es. aula, sala riunioni, sala d’attesa, veicolo) con  un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri;
▪ un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID-19 o  personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni  senza
 mascherina e guanti o con DPI  non idonei;
▪ una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti, di un  caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri
dell’equipaggio 

Vediamo alcuni casi pratici con la  gestione operativa raccomandata :

  •  Lavoratore con sintomatologia respiratoria, anche lieve, o lavoratore asintomatico che riferisce  di essere stato nei 14 giorni precedenti a contatto stretto con un caso di COVID-19 che si  presenta al lavoro:

non adibire ad attività lavorativa; deve essere fornita e fatta indossare tempestivamente una mascherina  chirurgica e deve essere data indicazione di tornare e rimanere a casa (evitando lmezzi di  trasporto pubblici) e di contattare il proprio Medico o ASL anche ai fini della certificazione dello stato di malattia; finché il soggetto permane
all’interno dell’azienda, si deve assicurare che rimanga il più possibile lontano e isolato dagli altri

  •  Lavoratore che durante l’attività lavorativa sviluppa febbre e  sintomi respiratori (tosse e difficoltà respiratoria):

gli addetti al primo soccorso aziendale, dovranno indossare e far indossare al soggetto una mascherina  chirurgica, far allontanare dai locali eventuali altri lavoratori o utenti presenti e contattare il 118.

  •  Lavoratore asintomatico durante l’attività lavorativa che successivamente  a casa sviluppa febbre e sintomi respiratori (tosse e difficoltà respiratoria):

non è previsto alcun adempimento a carico del Datore di lavoro (o suoi collaboratori), se non  collaborare con l’azienda sanitaria territorialmente competente mettendo a disposizioni le informazioni per la ricostruzione di eventuali contatti.

  • Lavoratore in procinto di recarsi all’estero in trasferta lavorativa:

disporre che il Servizio di Prevenzione e Protezione acquisisca le informazioni più aggiornate sulle aree di diffusione del SARS-CoV-2 disponibili attraverso i canali istituzionali e  valutare, in collaborazione con il Medico Competente, il rischio associato alla trasferta prevista.   Il lavoratore deve essere  informato in merito alle
disposizioni delle autorità sanitarie del paese di destinazione.

  •  Lavoratore in procinto di rientrare dall’estero da trasferta lavorativa:

va informato  tempestivamente il Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente, per l’adozione di  ogni misura necessaria, compresa la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.  - Si precisa che il lavoratore che rientra al lavoro dopo un periodo di assenza per malattia non necessita di
alcuna specifica certificazione, ad eccezione dei periodi superiori a 60 giorni continuativi, come già  previsto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
 

  • Qual è il ruolo del medico competente?

Oltre a rendersi disponibile per informare i lavoratori sull’emergenza epidemiologica da COVID-19 e sulle precauzioni da adottare, è importante ai fini generali della prevenzione una massima  collaborazione tra il Datore di Lavoro ed il Medico Competente, con particolare riguardo ai lavoratori  che svolgono o possono svolgere trasferte per motivi di lavoro in territorio Nazionale ed Internazionale,  in Paesi o situazioni di volta in volta classificate a rischio dalle autorità competenti.
 

DVR - DOCUMENTO VALUTAZIONE RISCHI

Il datore di lavoro (in collaborazione con il Medico Competente ed il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) dovrà aggiornare il documento di valutazione dei rischi valutando il rischio di esposizione ad agenti biologici e adotterà le misure del caso (Decreto Ministero della Salute 03/02/2020) solo per gli ambienti di  lavoro aperti al pubblico . 

2) DPI , igiene e sanificazione dei luoghi di lavoro contro il Coronavirus

Il Datore di Lavoro deve collaborare  con le istituzioni competenti facendo rispettare le disposizioni  per il contenimento della diffusione del virus  SARSCoV-2.  Alcuni strumenti utili sono i seguenti  :

  •  diffusione interna delle informazioni e delle raccomandazioni   del Ministero della Sanita o altre istituzioni competenti c
  •  favorire la modalità del lavoro a distanza (cosiddetto “lavoro agile” o “smart working”);
  •  evitare incontri collettivi (es. congressi, convegni),  privilegiando soluzioni di comunicazione a distanza;
  •  privilegiare, nello svolgimento di incontri o riunioni, le modalità di collegamento da remoto, o in  alternativa dare disposizioni di rispettare il “criterio di distanza droplet” (almeno 1 metro di  separazione ;
  • regolamentare l’accesso agli spazi comuni (es. mense, spogliatoi, aree ritrovo), programmando il numero di accessi. 
  • evitare contatti stretti  con soggetti che presentano sintomi respiratori senza adottare opportune  precauzioni;
  •  mettereì a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani;
  • disporre una adeguata pulizia dei locali e delle postazioni di lavoro  con acqua e  detergenti comuni prima di essere nuovamente utilizzati. Per la decontaminazione, si raccomanda l’uso di  ipoclorito di sodio 0.1% ( amuchina )  o alcool ,  dopo la pulizia.
  • Durante le operazioni di pulizia con prodotti chimici, assicurare la ventilazione degli ambienti.
  • Tutte le  operazioni di pulizia devono essere condotte da personale provvisto di DPI (filtrante respiratorio FFP2 o  FFP3, protezione facciale, guanti monouso, camice monouso impermeabile a maniche lunghe, e seguire  le misure indicate per la rimozione in sicurezza dei DPI). Dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come  materiale potenzialmente infetto; quelli riutilizzabili vanno invece sanificati.
  • Vanno pulite con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente, muri, porte  e finestre, superfici dei servizi igienici e sanitari.

Si ricorda che la circolare del Minsitero della Sanita 0005443-22/02/2020 e aggiornamento 02.03.2020,  prevede che le mascherine FFP2 o FFP3 , sono previste solo per:
• personale sanitario in contatto con un caso sospetto o confermato di COVID-19 
• personale addetto alle operazioni di pulizia di ambienti dove abbiano soggiornato casi  confermati di COVID-19 
Al di fuori di questi casi, non è previsto l’utilizzo di tali DPI, a meno che i rischi specifici legati  all’attività  aziendale svolta non lo prevedano già . Il datore di lavoro deve quindi fornire  eventualmente  ai propri dipendenti mascherine del tipo “chirurgico” può invece essere utilizzata da soggetti che presentano sintomi  quali tosse o starnuti , in attesa di essere valutati.


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