Speciale Pubblicato il 05/03/2020

Certificazioni Uniche 2020 e contribuenti forfettari

di Bissacco dott.ssa Barbara

Tempo di lettura: 3 minuti
certificazione unica

Compensi e compilazione certificazione Unica per i contribuenti in regime forfettario. La scadenza slitta al 31 marzo 2020 per Coronavirus

Entro il 31 marzo 2020 i sostituti d’imposta devono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate le Certificazioni Uniche relative alle ritenute versate per conto dei lavoratori dipendenti, dei lavoratori autonomi e dei percettori di redditi diversi per l’anno 2019. L’adempimento è stato prorogato a questa data, in quanto la scadenza originaria, prevista per il 7 di marzo, cade di sabato e sarebbe dovuta essere il 9 marzo ma successivamente il DL 9/2020 con le misure urgenti per contrastare la diffusione del Coronavirus ha prorogato la scadenza al 31 marzo 2020.

In particolare, per quanto riguarda la categoria dei lavoratori autonomi,  sono compresi anche i contribuenti in regime forfettario.

I forfettari non sono considerati sostituti d’imposta ai sensi dell’art. 1, comma 69 della Legge n. 190/2014, pertanto, se ricevono una fattura assoggettata a ritenuta d’acconto, la devono saldare al lordo dell’importo indicato, per cui sono esentati dal versamento delle ritenute d’acconto e di conseguenza anche dalla presentazione telematica della Dichiarazione dei sostituti d’imposta, il Modello 770.

Diverso è invece il discorso per i sostituti d’imposta in regime semplificato, ordinario o dei minimi che ricevono fatture dai contribuenti forfettari, infatti per essi è previsto l’obbligo di indicare nelle Certificazioni Uniche, nella sezione prevista per i lavoratori autonomi, anche i compensi che hanno corrisposto ai forfettari.

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Compilazione Certificazioni Uniche e compensi forfettari

Per la compilazione della Certificazione Unica relativa ai compensi erogati in favore dei forfettari, si procede come di seguito esposto:

  •  Nel riquadro relativo ai “dati relativi alle somme erogate – tipologia reddituale” si deve indicare la causale “A” prestazioni di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte o professione abituale.
  •  Nella parte relativa ai “dati fiscali” al punto “4” si deve indicare l’importo lordo corrisposto al forfettario, comprensivo delle eventuali anticipazioni fatte al cliente ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. n. 633/1972 e dell’eventuale rivalsa INPS al 4% ai fini previdenziali.

Qualora il soggetto forfettario avesse applicato in fattura il contributo relativo alla propria cassa di previdenza di appartenenza, quest’ultimo importo non deve essere inserito nel campo “4”.

  • Al punto “6” si utilizza il codice “7” per evidenziare le somme corrisposte al forfettario che quindi non sono assoggettate a ritenuta d’acconto, e al nuovo codice “8” si indicano le somme esentate dall’applicazione della ritenuta d’acconto poiché non costituiscono reddito (anticipazioni  ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. n. 633/1972).

Supponiamo che nel corso del 2019, un sostituto d’imposta abbia pagato, ad un professionista in regime forfettario assoggettato a cassa di previdenza, la seguente fattura:

Compenso         € 1.000,00
Contributo 4% cassa di previdenza      € 40,00
Imposta di bollo (escluso IVA art. 15 del D.P.R. n. 633/1972)  € 2,00
Totale fattura         € 1.042,00

Nella certificazione Unica dovrebbe indicare al punto “4” l’importo lordo di € 1.002,00 (escludendo quindi l’importo relativo alla cassa di previdenza), successivamente al punto “6” dovrebbe indicare: con codice “7”, l’importo di € 1.000,00 (compenso non assoggettato alla ritenuta d’acconto) e con codice “8”, l’importo di € 2,00 (anticipazione art. 15 del D.P.R. n. 633/1972).
Se invece il professionista forfettario in questione non fosse stato assoggettato a cassa di previdenza, ma avesse applicato in fattura la rivalsa INPS al 4%, la fattura sarebbe come segue:

Compenso         € 1.000,00
Rivalsa INPS 4%        € 40,00
Imposta di bollo (escluso IVA art. 15 del D.P.R. n. 633/1972)  € 2,00
Totale fattura         € 1.042,00

Pertanto il sostituto d’imposta dovrebbe indicare nella Certificazione Unica, al punto “4”, l’importo lordo di € 1.042,00 (includendo quindi al compenso percepito anche la rivalsa INPS al 4%), successivamente al punto “6” dovrebbe indicare: con codice “7”, l’importo di € 1.040,00 (compenso non assoggettato alla ritenuta d’acconto) e con codice “8”, l’importo di € 2,00 (anticipazione art. 15 del D.P.R. n. 633/1972).





Commenti

Nel caso di un soggetto edile che paga fornitori forfetari varie lavorazioni di edilizia, questi ultimi devono essere compresi nella cu del soggetto edile?

O caso analogo se il soggetto fosse un giardiniere e paga prestazioni di terzi forfetari riguardanti lavori di giardinaggio.. il giardiniere deve indicare i forfetari nella cu?

Commento di Jack (18:36 del 26/02/2020)

Buongiorno. In merito alla compilazione della certificazione unica relativa ad un compenso corrisposto ad un soggetto forfettario, ho qualche perplessità circa l'indicazione dell'imposta di bollo con il codice 8. Infatti facendo seguito ad una recente Risposta del 20/02/2020 n.67 ad uno specifico interpello, si sottolinea che il bollo è un onere specifico del soggetto che emette fattura e non è possibile considerarlo una spesa anticipata. L'importo di 2 € quindi andrebbe a mio avviso ricompreso nel campo 7 unitamente al compenso. Per i forfettari i costi sostenuti sono infatti dedotti forfettariamente applicando la specifica percentuale ai ricavi. cordiali saluti dott. Giuseppe Balletta

Commento di Giuseppe Balletta (15:16 del 27/02/2020)

Anch'io ho sempre considerato l'obbligo di apporre il contrassegno sulle fatture a carico del professionista, in quanto imposta dovuta fin dall'origine, vale a dire dal momento della formazione del documento e pertanto da considerare tra i costi dedotti forfettariamente. Se non fossi forfettario mi dedurrei analiticamente il costo con la ricevuta d'acquisto valori bollati rimbrata dal tabaccaio.

Risposta di Rita Fiorini (21:23 del 23/03/2020) al commento di Giuseppe Balletta

Ma l'Agenzia delle Entrate non può chiarire definitivamente questo quesito: il bollo in fattura va considerato nella certificazione unica con il codice 8 per un soggetto forfettario?

Risposta di Rita Malaspina (10:24 del 01/04/2020) al commento di Giuseppe Balletta

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