Speciale Pubblicato il 06/05/2019

Reddito di cittadinanza:requisiti e ultime novità

di Avv. Rocchina Staiano

requisiti accesso bando inail

Chi ha diritto al RDC : requisiti di residenza, reddito, patrimonio,giudiziari, dopo la legge di conversione 26/2019 Focus diritto di soggiorno

L’art. 2 del D.L. 4/2019 convertito con modificazioni nella legge 26 2019, individua i beneficiari   del reddito di cittadinanza (Rdc), i quali devono essere in possesso cumulativamente di diversi requisiti, che sono:

1) il criterio di cittadinanza, della residenza e del soggiorno,
2) il criterio del reddito e del patrimonio;
3) il criterio del godimento di beni durevoli.

Si ricorda che l'istituto del  Reddito di cittadinanza prevede:

un sussidio economico che integra il reddito familiare  fino a raggiungere il massimo di 9360 euro annui,,  e

un percorso di reinserimento lavorativo e sociale per i soggetti maggiorenni , sotto i 65 anni di età.

REQUISITI DI CITTADINANZA, RESIDENZA E SOGGIORNO, ASSENZA DI CONDANNE

Con riferimento ai requisiti di cittadinanza, di residenza e di soggiorno,  il componente  del nucleo familiare che richiede il reddito di cittadinanza deve essere:

  1. in possesso della cittadinanza italiana o di paesi facenti parte dell’Unione europea, ovvero suo familiare* che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  2. residente in Italia da almeno 10 anni al momento della presentazione della domanda, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo.

Nella l. 26/2019 si è specificato che per il termine “familiare” si applica la definizione di familiare di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b), del d.lgs. 6 febbraio 2007, n. 30.( Vedi paragrafo sotto dedicato ai cittadini UE)

In sede di conversione in legge, è stato inserito un ulteriore requisito  di carattere giudiziario, ossia:

  • assenza di misure cautelari personali per il richiedente del beneficio, anche adottata all’esito di convalida dell’arresto o del fermo, nonché
  • assenza di condanna definitiva, intervenuta nei 10 anni precedenti la richiesta, per taluno dei delitti di cui all’art. 7, comma 3, della legge in esame.

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RDC E REQUISITI DI REDDITO,PATRIMONIO, BENI DUREVOLI

Con riguardo al requisito del reddito e del patrimonio, il nucleo familiare  deve possedere:
1) un valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, c.d. ISEE , inferiore a 9.360 euro. In sede di conversione, la l. 26/2019 ha aggiunto la previsione secondo la quale, nel caso di nuclei familiari con minorenni, l'ISEE è calcolato ai sensi dell'art. 7 del dpcm n. 159 del 2013. Tale inserimento riguarda ad esempio il caso del genitore non convivente nel nucleo familiare, non coniugato con l'altro genitore, che abbia riconosciuto il figlio; e,  per evitare comportamenti opportunistici, il genitore naturale si considera facente parte del nucleo familiare del figlio;
2) un valore del patrimonio immobiliare, come definito a fini ISEE, diverso dalla casa di abitazione, non superiore ad una soglia di euro 30.000;
3) un valore del patrimonio mobiliare in Italia ed all’estero, come definito a fini ISEE, non superiore a una soglia di euro 6.000, accresciuta di :

  • euro 2.000 per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di euro 10.000, 
  • ulteriori euro 1.000 per ogni figlio successivo al secondo;
  • i predetti massimali sono ulteriormente incrementati di euro 5.000 per ogni componente con disabilità e di euro 7.500 per ogni componente con disabilità grave o non autosufficiente, come definita a fini ISEE, presente nel nucleo (novità quest'ultima delle legge di conversione );

4) un valore del reddito familiare inferiore ad una soglia di euro 6.000 annui moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza . La predetta soglia è incrementata ad euro 7.560 ai fini dell’accesso alla Pensione di cittadinanza. In ogni caso la soglia è incrementata a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in abitazione in locazione, come da dichiarazione sostitutiva unica ai fini ISEE. 

Sul punto, l’art. 1bis, dispone che i cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea - fatte salve le eccezioni indicate piu avanti - debbano produrre, ai fini del conseguimento del Reddito di cittadinanza, una certificazione, rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, sui requisiti di reddito e patrimoniali e sulla composizione del nucleo familiare. La certificazione deve essere presentata in una versione tradotta in lingua italiana e legalizzata dall'autorità consolare italiana . 

Sono esclusi da tale obbligo di certificazione:

  •   i soggetti aventi lo status di rifugiato politico. 
  • i casi in cui le convenzioni internazionali dispongano diversamente;
  • i soggetti nei cui Paesi di appartenenza  sia impossibile acquisire le certificazioni.

REQUISITO DEL GODIMENTO DEI BENI DUREVOLI 

Per quanto concerne il requisito del godimento dei beni durevoli, l’art. 2 del d.l. 4/2019 stabilisce che:
a) nessun componente il nucleo familiare deve essere intestatario a qualunque titolo o avere disponibilità di :

  • autoveicoli immatricolati la prima volta nei sei mesi antecedenti la richiesta, ovvero di autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc, nonché
  • motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei due anni antecedenti,
  • Sono fatti salvi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità ai sensi della disciplina vigente;

b) nessun componente deve essere intestatario a qualunque titolo o avere piena disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto.

Infine, il decreto legge prevedeva  fossero  esclusi dal diritto al reddito di cittadinanza i nuclei familiari nei quali  ci fossero  soggetti disoccupati a seguito di dimissioni volontarie nei dodici mesi successivi alla data delle dimissioni.

 In sede di conversione è stato precisato che, fermo restando il periodo di tempo in oggetto, l'esclusione viene limitata al componente disoccupato (del nucleo familiare) che abbia presentato le dimissioni volontarie, riducendo quindi nella misura di 0,4 punti il parametro della scala di equivalenza.

SCALA DI EQUI VALENZA DEL REDDITO DI CITTADINANZA

1

per il primo componente del nucleo familiare,

+ 0,4

 per ogni ulteriore componente di maggiorenne

+ 0,2

per ogni ulteriore componente minorenne

fino ad un massimo di 2,2 (modifica apportata dalla legge di conversione n. 26-2019)

DIRITTO DI SOGGIORNO E CITTADINI EXTRACOMUNITARI

Possono soggiornare nel territorio dello Stato i cittadini stranieri provenienti da Paesi non appartenenti alla Unione europea:

  • entrati regolarmente nel territorio italiano,
  • che siano muniti di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno in corso di validità.

La richiesta di permesso di soggiorno va effettuata alla questura competente entro 8 giorni dall’ingresso in Italia.

La durata del permesso di soggiorno varia a seconda dei motivi del soggiorno; per motivi di lavoro subordinato non può essere di durata superiore a due anni . Alla scadenza, il permesso di soggiorno può essere rinnovato per una durata non superiore a quella stabilita con il rilascio iniziale e sempre che permangano i requisiti previsti per il rilascio.
Ai cittadini extracomunitari può essere riconosciuto anche il soggiorno di lungo periodo, che è disciplinata dalla direttiva 2003/109/CE, recepita nell’ordinamento italiano dal D.Lgs. 3/2007 che ha novellato il testo unico in materia di immigrazione (D.Lgs. 286/1998).

I cittadini di Paesi terzi, soggiornanti legalmente e ininterrottamente per cinque anni nel territorio di uno Stato membro, acquistano lo status di soggiornante di lungo periodo e hanno diritto ad un permesso di soggiorno speciale detto "permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo".  Ai fini del rilascio del permesso lo straniero deve dimostrare, salvo determinati casi, la disponibilità di un reddito non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale e, nel caso di richiesta relativa ai familiari, di un reddito sufficiente e di un alloggio idoneo che rientri nei parametri minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica ovvero che sia fornito dei requisiti di idoneità igienico-sanitaria accertati dall'Azienda unità sanitaria locale competente per territorio. 

Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo è a tempo indeterminato, salva revoca o perdita a date condizioni, ed è rilasciato entro novanta giorni dalla richiesta. Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo non può essere rilasciato agli stranieri pericolosi per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato.  Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo è rilasciato anche agli stranieri titolari dello status di protezione internazionale.  Il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo è subordinato al superamento  di un test di conoscenza della lingua italiana, tranne alcuni casi specificamente previsti (quale il permesso di soggiorno rilasciato per lo svolgimento di attività di ricerca e quello per lo straniero titolare di protezione internazionale).
Infine i soggiornanti di lungo periodo sono equiparati ai cittadini dello Stato membro in cui si trovano ai fini del godimento dei servizi e prestazioni sociali , compreso l'accesso alla procedura per l'ottenimento di alloggi di edilizia residenziale pubblica, salvo che sia diversamente disposto e sempre che sia dimostrata l'effettiva residenza dello straniero sul territorio nazionale.

DIRITTO DI SOGGIORNO E CITTADINI UE

La cittadinanza dell'Unione costituisce lo status fondamentale dei cittadini degli Stati membri quando essi esercitano il loro diritto di libera circolazione e di soggiorno. La direttiva 2004/38/CE del 29 aprile 2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, che riguarda il diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, è attuata, nell’ordinamento italiano, nel d.lgs. 6 febbraio 2007, n. 30, il quale disciplina:
- le modalità d'esercizio del diritto di libera circolazione, ingresso e soggiorno nel territorio dello Stato da parte dei cittadini dell'Unione europea e dei familiari che accompagnano o raggiungono i medesimi cittadini;
- il diritto di soggiorno permanente nel territorio dello Stato dei cittadini dell'Unione europea e dei familiari che accompagnano o raggiungono i medesimi cittadini;
- le limitazioni a tali diritti per motivi di ordine pubblico e di pubblica sicurezza.
Il godimento dei diritti disciplinati dal d.lgs. 30/2007 spetta ai seguenti soggetti:
- al "cittadino dell'Unione";
- al familiare, che non ha la cittadinanza di uno Stato membro e che può essere:

  1.  coniuge ;
  2.  partner che abbia contratto con il cittadino dell'Unione un'unione registrata sulla base della legislazione di uno Stato membro, qualora la legislazione dello Stato membro ospitante equipari l'unione registrata al matrimonio e nel rispetto delle condizioni previste dalla pertinente legislazione dello Stato membro ospitante;
  3. discendenti diretti (figli e nipoti), del cittadino dell’Unione Europea o del coniuge, di età inferiore a 21 anni o a carico;
  4. ascendenti diretti (genitori e nonni) del cittadino dell’Unione Europea o del coniuge, se a carico.

A tali soggetti, bisogna aggiungere l’ulteriore categoria di persone, regolata dall’art. 3 del d.lgs. 30/2007, il quale prevede che lo Stato, conformemente alla legislazione nazionale, agevoli l’ingresso ed il soggiorno del familiare del cittadino dell’Unione Europea non compreso fra quelli suindicati, a carico o convivente nel Paese di provenienza, o assistito personalmente dal medesimo cittadino per gravi motivi di salute, nonché del partner con cui il cittadino dell’Unione abbia una relazione stabile debitamente attestata dallo Stato del cittadino dell’Unione.

Tale disposizione ha la finalità, prevista dalla direttiva europea, di preservare le relazioni del cittadino dell’Unione con le persone che non rientrano nella definizione di familiare stabilita nell’art. 2 del d.lgs. 30/2007, anche in considerazione di una eventuale loro dipendenza finanziaria o fisica ovvero della relazione di stabile convivenza con il cittadino dell’Unione. E’ importante, altresì, evidenziare che l’ingresso è consentito a tutti i cittadini comunitari ed ai loro familiari in possesso di un documento d'identità valido per l'espatrio. Ciò vale anche per essere ammessi sul territorio nazionale; però, i familiari del cittadino comunitario non aventi la cittadinanza di uno Stato membro, sono assoggettati all'obbligo del visto d'ingresso, salvo che siano in possesso della carta di soggiorno.

Nel caso in cui un cittadino dell'Unione o di un suo familiare non avente la cittadinanza di uno Stato membro, sia sprovvisto dei documenti di viaggio o del visto di ingresso, non è previsto automaticamente il respingimento, ma solo se entro ventiquattro ore dalla richiesta del passaporto o del visto, fa pervenire i documenti necessari ovvero dimostra con altra idonea documentazione la qualifica di titolare del diritto di libera circolazione.
I cittadini dell'Unione europea hanno il diritto di soggiornare nel territorio nazionale per un periodo non superiore a tre mesi senza alcuna condizione o formalità, purché siano in possesso di un documento d'identità valido per l'espatrio secondo la legislazione dello Stato di cui hanno la cittadinanza.

Il diritto di soggiorno si estende anche ai familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che accompagnano o raggiungono il cittadino dell'Unione, in possesso di un passaporto in corso di validità.
Per periodi superiori a tre mesi il soggiorno è ammesso, in particolare, quando il cittadino dell'Unione:
- è lavoratore subordinato o autonomo nello Stato;
- dispone per se stesso e per i propri familiari di risorse economiche sufficienti e di un'assicurazione sanitaria;
- è iscritto presso un istituto pubblico o privato riconosciuto per seguirvi un corso di studi o di formazione professionale e dispone di risorse economiche sufficienti e di un'assicurazione sanitaria.

(...)

Il cittadino dell'Unione che ha soggiornato legalmente ed in via continuativa per cinque anni nel territorio nazionale ha diritto al soggiorno permanente non subordinato alle condizioni viste sopra. Il diritto di soggiorno permanente si perde in ogni caso a seguito di assenze dal territorio nazionale di durata superiore a due anni consecutivi.
Anche il familiare non avente la cittadinanza di uno Stato membro acquisisce il diritto di soggiorno permanente se ha soggiornato legalmente in via continuativa per cinque anni nel territorio nazionale unitamente al cittadino dell'Unione.(...)

I cittadini dell'Unione e i loro familiari che hanno il diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente possono esercitare qualsiasi attività economica autonoma o subordinata, escluse le attività che la legge, conformemente ai Trattati dell'Unione europea ed alla normativa comunitaria, riserva ai cittadini italiani. 
La legge prevede altresì che, in deroga al principio di parità di trattamento, il cittadino dell'Unione ed i suoi familiari non godono del diritto a prestazioni d'assistenza sociale durante i primi tre mesi di soggiorno o, comunque, in caso di ingresso per ricerca di lavoro.

FAQ della Fondazione Studi consulenti del lavoro

La    Fondazione  Studi dei consulenti del lavoro ha dedicato  al Reddito di Cittadinanza la  Circolare n. 8/2019 pubblicata il 2 maggio  2019, rivolta in particolare agli operatori del mondo del lavoro. Vengono fornite le risposte a quesiti piu comuni  con tabelle riepilogative ed esempi pratici di applicazione .

Nel documento i consulenti esprimono  pero alcune perplessità circa "l'efficacia con cui il Ministero del Lavoro e l'ANPAL possano gestire i processi operativi del reddito di cittadinanza in assenza di un protocollo di collaborazione con tutti i principali attori che operano sul territorio nazionale nell'ambito del reclutamento e della valutazione e selezione del personale", come si legge nell'introduzione della Circolare.




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