Speciale Pubblicato il 05/03/2019

Abbonamenti trasporti pubblici: detrazioni e altre agevolazioni

di Redazione Fisco e Tasse

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Dal 2018 sono detraibili gli abbonamenti ai trasporti regionali ed interregionali

La Legge di Bilancio 2018, con due specifiche disposizioni, ha incentivato l'utilizzo di mezzi pubblici:

  • da un lato prevedendo la detrazione Irpef delle spese per abbonamenti ai trasporti pubblici, anche se sostenute per i familiari fiscalmente a carico;
  • dall'altro prevedendo che l'eventuale rimborso della spesa per il trasporto pubblico, erogato dal datore di lavoro al dipendente, sia esente da imposizione in capo al dipendente.

Si tratta di due agevolazioni interessanti, volte a promuovere l'utilizzo dei mezzi pubblici, anche in vista del contenimento dell'inquinamento. Vediamo come funzionano.

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Detrazione Irpef 19% spese abbonamento trasporto pubblico 2018

La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto la detrazione Irpef del 19% per le spese sostenute per gli abbonamenti al trasporto pubblico regionale ed interregionale, nella misura massima di 250 Euro di spesa (che significa una detrazione massima di 47,5 Euro da far valere in dichiarazione dei redditi).

La misura non è nuova, fu introdotta con la Finanziaria 2008 (L. 244/2007 art- 1 comma 309) ma poi non fu più riproposta.

La norma, per come è scritta ora, consente di portare in detrazione, in sede di dichiarazione dei redditi (Mod. 730 2019/Modello Redditi 2019) le spese, fino ad un massimo di 250 Euro, sostenute nel 2018 per l'abbonamento al trasporto locale, regionale ed interregionale (quindi autobus, metropolitane, tram, treni ecc…). Ai fini della detrazione vale il principio di cassa, che costituisce il principio tipico in materia di oneri. La detrazione pertanto può essere calcolata sull'intera spesa sostenuta nel 2018, anche se l'abbonamento scade nel periodo d'imposta successivo (ad esempio abbonamento pagato a dicembre 2018, con validità dicembre 2018-febbraio 2019).

La detrazione spetta anche per le spese sostenute per i familiari a carico, grazie alla modifica effettuata al comma 2 dell'art. 15 del TUIR, fermo restando il limite complessivo di spesa di 250 Euro.

Per abbonamento si dovrebbe intendere, come già avvenuto in passato, un titolo di trasporto che consenta al titolare di poter effettuare un numero illimitato di viaggi, per più giorni, su un determinato percorso o sull'intera rete, in un periodo di tempo specificato. Dovrebbero essere esclusi, pertanto, i titoli di viaggio con durata oraria.

Per usufruire in maniera corretta della detrazione è necessario conservare copia delle spese sostenute per gli abbonamenti, in modo che tali documenti siano visionabili da parte del Caf/professionista abilitato che predisporrà la dichiarazione e dai funzionari dell'Agenzia delle Entrate in caso di futuri controlli.

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Detassato il rimborso dell'abbonamento erogato dal datore di lavoro

La Legge di Bilancio ha previsto, inoltre, la possibilità per il datore di lavoro di rimborsare al dipendente l'abbonamento al trasporto pubblico in completa esenzione.
La nuova disposizione, infatti, prevede che le somme erogate o rimborsate ai dipendenti da parte del datore di lavoro, o quelle da quest'ultimo direttamente sostenute, per l'acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale ed interregionale del dipendente o dei suoi familiari fiscalmente a carico, non costituiscono reddito in capo al dipendente.
Per come è scritta la norma il datore di lavoro può quindi utilizzare tre diverse modalità:
•    pagamento diretto al fornitore del servizio di trasporto;
•    erogazione di denaro al dipendente, come anticipo della spesa;
•    rimborso della spesa al dipendente.
Negli ultimi due casi, di erogazione di somme al dipendente, è bene che il datore di lavoro conservi la documentazione provante l'utilizzo delle somme da parte del dipendente per le finalità per cui sono state corrisposte.
Ai fini dell'agevolazione non è necessaria una convenzione, e neppure un accordo con il fornitore del servizio di trasporto.
E' necessario, invece, che l'agevolazione - se erogata - sia distribuita alla generalità o a categorie di dipendenti, a prescindere poi dal fatto che ne usufruiscano tutti o solo alcuni. Le categorie di lavoratori possono essere delineate direttamente dal datore di lavoro in base alle caratteristiche comuni dei lavoratori (come chiarito dall'Agenzia delle entrate con le circolari 326/E del 1997 e 188/E del 1998).
L'agevolazione è valida anche per gli abbonamenti utilizzati dai familiari indicati all'art. 12 del TUIR, purché fiscalmente a carico del dipendente.
Resta da chiarire se potranno godere dell'agevolazione solo gli abbonamenti che coprono la tratta casa-lavoro oppure se rientreranno anche gli abbonamenti utilizzabili per percorsi estranei al tragitto casa-lavoro, e in giorni non lavorativi.
 




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Commenti

Un abbonamento annuale bus con decorrenza 1 gennaio 2018 è stato pagato qualche giorno prima(fine dicembre 2017)nel 2019 si può detrarre i soldi spesi per l'abbonamento per 2018 ma pagato alla fine del2017?

Commento di Willy (23:02 del 16/04/2018)

Buongiorno Willy purtroppo no, vale il principio di cassa per cui se è stato pagato nel 2017 non può essere detratto con la dichiarazione 2019 (periodo imposta 2018). Se utilizza ancora il bus può però pagare l'abbonamento per il 2019 a fine 2018, e detrarsi quello con la dichiarazione 2018. Saluti

Risposta di Elisabetta (16:03 del 20/04/2018) al commento di Willy

La cosa quindi riguarda esclusivamente gli abbonamenti 2018 rimbrosabili con la dichiarazione del 2019, non è previsto alcun rimborso per abbonamenti 2017? Inoltre, cosa si intende con "copia delle spese sostenute"? devo farmi rilasciare fattura o è sufficiente presentare copia l'abbonamento mensile, che nel caso di abbonamento FFSS riporta nome cognome e data di nascita dell'intestatario?

Commento di Sara (10:39 del 10/05/2018)

Buongiorno Sara, è esatto, potranno essere detratte solo le spese 2018, non quelle del 2017. La copia dell'abbonamento mensile penso vada più che bene, l'importante è che sia riportata la data oltre al nome/cognome. Credo comunque che su queste spese l'Agenzia uscirà con ulteriori chiarimenti. Nel frattempo lei conservi tutto per il prossimo anno. Saluti

Risposta di Elisabetta (09:20 del 11/05/2018) al commento di Sara

Buonasera, i biglietti del pullman utilizzati per frequentare l’università sono rimborsabili? Come si personalizza il biglietto del pullman?

Commento di Donatella deluca (22:26 del 23/09/2018)

salve, ho comprato abbonamento il 30/12/2017 per il mese di gennaio 2018, posso detrarlo nel 2018?

Commento di ROCCO DI MURAGLIA (17:58 del 25/03/2019)

chiedo quale rigo e quale codice debbo compilare per ottenere la detrazione del 19/% inerente all'abbonamento trasporti pubblici della mia città

Commento di franco remigio (13:35 del 13/05/2019)

Nel primo rigo disponibile tra E8 ed E10 col codice 40

Risposta di GIGI (11:35 del 14/05/2019) al commento di franco remigio

Buongiorno, in caso di abbonamento rimborsato parzialmente dal datore di lavoro quale importo devo indicare? Nello specifico: Spesa sostenuta =310 rimborso 40% =124 restanti 186. Il rimborso avviene però in 8 rate mensili di € 15,50 a partire da ottobre 2018. L'importo da indicare quest'anno sarà 310-124= 186 oppure 310-(3x15,50)=263.50? - Grazie

Commento di GIGI (10:37 del 14/05/2019)

Buongiorno nel caso in cui labbonamento sia anticipato dal datore ma poi dilazionato mensilmente in busta paga si pu portare in detrazione

Commento di donatella (11:59 del 11/06/2019)

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