News Pubblicata il 05/06/2018

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Lavoro agile e nuova privacy

Come valutare i rischi di diffusione di dati nello smart working dopo l'entrata in vigore del regolamento europeo sulla privacy n. 679/2016



Il lavoro agile o smart working ha avuto solo di recente l'istituzionalizzazione normativa nella legge 81 2017 (nota anche come Jobs act degli autonomi).

Il nuovo regolamento europeo sulla privacy  679/2016 da poco entrato in vigore, richiede una particolare attenzione da parte del datore di lavoro  in materia di protezione dei dati cui il lavoratore ha accesso dal luogo di lavoro fuori dall'azienda. Come noto infatti lo smart working prevede la possibilità di svolgere le prestazioni lavorative non solo a casa ma in qualsiasi luogo scelto dal dipendente   quindi anche in luoghi pubblici,  con una crescita rilevante del rischi di diffusione indebita dei dati aziendali. Il DPO, nelle grandi aziende obbligate alla sua nomina, o il datore di lavoro  responsabile del  trattamento dei  dati  o  il suo incaricato dovranno dunque  mettere a punto un sistema di condivisione dei dati che tenga in debito conto tali rischi . 

In base al Regolamento (articolo 32), la scelta dei sistemi di sicurezza  va comunque commisurata all’entità dei rischi. Per evitare sanzioni , il titolare dovrà dimostrare di aver previsto accorgimenti adeguati per valutare e scongiurarli. Gli esperti del Sole 24 ore hanno messo  a punto una interessante check list  delle principali criticità in questa materia: 

Fonte: Il Sole 24 Ore



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