Speciale Pubblicato il 12/05/2020

Tempo di lettura: 4 minuti

La tassazione dei diritti di autore nella dichiarazione dei redditi 2020

di Rag. Lumia Luigia

Le riduzioni spettanti a titolo di spese forfettarie del 25% aumentata per gli autori con meno di 35 anni al 40% e il diritto autore per i forfettari



La tassazione dei diritti di autore segue regole diverse in relazione alla tipologia di reddito dove vengono collocati dalla legislazione fiscale.
Su tutti i redditi corrisposti per diritti di autore, a qualsiasi titolo corrisposti, sulla parte imponibile all’atto del pagamento dovrà essere effettuata una ritenuta d’acconto del 20% o nel caso di reddito assimilato con l’aliquota IRPEF secondo lo scaglione di reddito.
Una vecchia circolare la 199/E del 2001 ha ammesso la possibilità di effettuare una ritenuta piu' elevata anche sui redditi di lavoro autonomo.

La ritenuta è elevata al 30% se il percettore del reddito è soggetto non residente.

I diritti di autore vengono classificati come redditi di lavoro autonomo quando conseguiti direttamente dagli autori, come redditi diversi quando sono stati acquisiti a titolo gratuito o oneroso, come redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente quando conseguiti nell’ambito di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, oppure come redditi di impresa se conseguiti nell’esercizio di una attività commerciale

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Diritti di autore come redditi di lavoro autonomo

Se i diritti di autore sono considerati redditi di lavoro autonomo usufruiscono di un abbattimento forfettario a titolo di deduzione forfettaria delle spese pari al 25% che viene elevata al 40% se il percettore ha un’età inferiore a 35 anni

Articolo 54 c. 8 secondo periodo  DPR 917/86
 

8……. I redditi indicati alla lett. b) del comma 2 dell'art. 53, sono costituiti dall'ammontare dei proventi in denaro o in natura percepiti nel periodo d'imposta, anche sotto forma di partecipazione agli utili, ridotto del 25 per cento a titolo di deduzione forfetaria delle spese, ovvero del 40 per cento se i relativi compensi sono percepiti da soggetti di età inferiore a 35 anni.

Se il diritto di autore viene percepito da un lavoratore autonomo che si avvale del regime forfettario, il diritto di autore concorrerà all'eventuale raggiungimento della soglia dei 65.000 euro e sconterà l'imposta sostitutiva tipica del forfettario invece che quella ordinaria.

Il sostituto di conseguenza non dovrà effettuare la ritenuta d'acconto su tali compensi. Il chiarimento è arrivato con un interpello n. 517 del 12 dicembre 2019.

Leggi anche: Regime forfettario 2019 e diritti d’autore: niente ritenuta sui compensi

Diritti di autore come redditi diversi

Se i diritti di autore sono considerati redditi diversi occorre distinguere due fattispecie:

- se sono stati acquisiti a titolo oneroso godono di un abbattimento del 25% al pari di quello spettante all’autore,
- se invece sono stati acquisiti a titolo gratuito vengono tassati integralmente.

Articolo 71  Dpr 917/86

1. I redditi di cui alla lett. g) del comma 1 dell'art. 67,
costituiscono reddito per l'ammontare percepito nel periodo di imposta, ridotto del 25% se i diritti dalla cui utilizzazione derivano sono stati acquistati a titolo oneroso.

Diritti di autore assimilati a lavoro dipendente

Se i diritti di autore sono assimilati a quelli di lavoro dipendente, (e lo sono solo quando trattasi di collaborazione a riviste e giornali con redazioni di articoli non in completa autonomia) l’assimilazione comporta il riconoscimento delle detrazioni previste dall’art. 13 del Tuir per i lavoratori dipendenti, da calcolarsi con le seguenti modalità:
L’art. 13 recita infatti che se:
 

“ 1. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più redditi di cui agli articoli…….. 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l), spetta una detrazione dall'imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro nell'anno, pari a:


a) 1.880 euro, se il reddito complessivo non supera 8.000 euro. L'ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro. Per i rapporti di lavoro a tempo determinato, l'ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 1.380 euro;

b) 978 euro, aumentata del prodotto tra 902 euro e l'importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 20,000 euro, se l'ammontare del reddito complessivo è superiore a 8.000 euro ma non a 28.000 euro;

c)978 euro, se il reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 27.000 euro.

Possibilità di ritenuta maggiorata

E' possibile a richiesta dell'autore per i diritti assimilati a lavoro dipendente ed anche per quelli assimilati a lavoro autonomo applicare una ritenuta superiore al 20%. La possibilità è stata ammessa dalla circolare 199/E del 30/11/2001.

I diritti di autore nella dichiarazione dei redditi 2020

Come si è potuto dall'analisi sopra effettuata, i diritti di autore andranno dichiarati nella dichiarazione dei redditi 2020 a seconda di come vengono classificati:



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