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RIMBORSI 730: IL FISCO PROPONE LA COMPENSAZIONE CON I DEBITI ISCRITTI A RUOLO

Rimborsi 730: il Fisco propone la compensazione con i debiti iscritti a ruolo

Da una misura ancora al vaglio del Governo e che dovrebbe entrare in legge di Bilancio 2022, si prevede la compensazione dei crediti da 730 con i debiti iscritti a ruolo

Ascolta la versione audio dell'articolo

Allo studio del Governo pare ci sia una misura riguardante la compensazione tra i carichi della riscossione e i crediti d'imposta maturati in dichiarazione.

L'obiettivo sarebbe quello di potenziare la riscossione, con una compensazione che ingloba questi debiti nel credito d’imposta o nei rimborsi da riconoscere derivanti da 730 e erogati dal sostituto d'imposta.

Compensazione tra carichi della riscossione e crediti d'imposta maturati in dichiarazione

Vediamo come dovrebbe funzionare il meccanismo.

Secondo quanto riporta un articolo a firma di Marco Mobili e Gianni Trovati pubblicato sul quotidiano Il Sole 24 ore di oggi 10 dicembre, ci sarà un incrocio dei dati tra chi richiede un rimborso o indica nel 730 un credito d’imposta, ossia l’agenzia delle Entrate prima di rilasciare l’atto di liquidazione al sostituto d'imposta, dovrà verificare con l’agente pubblico della riscossione se il contribuente titolare del bonus fiscale ha pendenze per somme iscritte a ruolo. 

In caso affermativo l'Agenzia delle Entrate lo segnala alla Riscossione, che provvede alla successiva notifica al debitore di una comunicazione preventiva in cui si spiega che le somme da rimborsare saranno compensate con i debiti che risultano pendenti alla data della comunicazione e indicati nelle cartelle esattoriali notificate.

Si precisa che resterebbero esclusi dalla compensazione i debiti iscritti a ruolo per i quali il contribuente ha ottenuto dall’agenzia Entrate-Riscossione una sospensione o una rateizzazione dei pagamenti. 

Dovrebbero essere esclusi dal taglio rimborsi i ruoli inferiori ai 100 euro.

Scopo della norma è:

  • combattere l’evasione da riscossione 
  • e al contempo consentire al contribuente di non vedersi attivare le procedure esecutive come i pignoramenti per recuperare il credito vantato dallo Stato o dagli enti locali, e caricare l’addebito delle spese prodotte dalla procedura.

Il contribuente potrà comunque replicare alla comunicazione preventiva inviata dall’agente della riscossione con le stesse modalità con cui già oggi si può ricorrere al giudice competente per le comunicazioni di fermo o di ipoteca. 

La norma allo studio, prevede la possibilità di attivare un contraddittorio. 

Compensazione tra carichi della riscossione e crediti d'imposta: un esempio

Facendo l'esempio pratico riportato dal Sole 24 ore

  • un contribuente che ha un credito da 1.000 euro, 
  • prodotto ad esempio da una detrazione riconosciuta nel 730, 
  • che ha un debito da 300 euro, per una cartella erariale 
  • si vedrebbe tagliare il beneficio a 700 euro.

Tale meccanismo compensativo dovrebbe essere introdotto nella prossima legge di Bilancio 2022 andando a modificare l'art 28 ter del Testo Unico della Riscossione.

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