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Rassegna Stampa Pubblicato il 23/09/2020

Esonero contributivo alternativo alla CIG: ecco le istruzioni

Tempo di lettura: 4 minuti
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Le regole e condizioni di applicazione dell' esonero contributivo fino al 31.12.2020 per le aziende che non utilizzano la nuova cassa integrazione. Circolare INPS 105-2020

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Il decreto- legge "Agosto" , pubblicato in Gazzetta lo scorso 14 agosto 2020,  all'art. 3  prevede una nuova agevolazione per le imprese che stanno affrontando l'emergenza Coronavirus. Si tratta dell'esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali  nel caso non si richiedano ulteriori trattamenti di cassa integrazione previsti all'articolo 1 dello stesso DL-  (si puo vedere in merito lo speciale Cassa integrazione come sarà)  . l'INPS ha emanato finalmente lo scorso 18  settembre le istruzioni con la circolare 105 2020.

Va ricordato che  la norma prevede che siano esonerati dal  versamento dei contributi previdenziali a loro carico i datori di lavoro privati, 

  • con   esclusione del settore agricolo
  • che non chiedono il rinnovo dei trattamenti di cassa integrazione già fruiti a  maggio , giugno e luglio  2020   
  • per un periodo massimo di quattro mesi,  entro il 31 dicembre 2020, 
  • nei limiti del doppio delle ore di integrazione salariale già fruite dai propri dipendenti.(Il periodo viene riparametrato e applicato su base mensile.) 
  • Sono esclusi i premi e  contributi dovuti all’INAIL.

ATTENZIONE :  L'esonero comporta l'applicazione del  divieto di licenziamento  collettivo e per giustificato motivo oggettivo. L'eventuale violazione comporta la revoca dall’esonero contributivo concesso  con efficacia retroattiva e l’impossibilità di presentare domanda di integrazione salariale .

Inoltre l'esonero contributivo del Decreto Agosto è cumulabile con altri sgravi  o riduzioni delle aliquote di  finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta.

Come detto l'agevolazione è concessa ai sensi della sezione 3.1 della Comunicazione della Commissione europea recante un "Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno  dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19" quindi l'efficacia delle disposizioni è subordinata all'autorizzazione  della Commissione europea.

In data 18 settembre l'inps ha pubblicato la circolare di istruzioni  n. 105 2020 sulle modalità di applicazione e condizioni per l'esonero.

Si chiarisce in particolare che :

  •   L’indicazione del limite temporale del 31 dicembre  lascia comunque ferma la possibilità per il datore di lavoro di fruire dell’esonero per periodi inferiori ai citati quattro mesi.
  •    l’ammontare dell’esonero prescinde dal numero dei lavoratori per i quali si è fruito dei trattamenti di integrazione salariale, in quanto la contribuzione non versata nelle suddette mensilità costituisce esclusivamente il parametro di riferimento per l’individuazione del credito aziendale.
  •  l’effettivo ammontare dell’esonero sarà pari al minor importo tra la contribuzione teoricamente dovuta per la retribuzione persa in forza del doppio delle ore di integrazione salariale fruite nei mesi di maggio e giugno 2020 e la contribuzione datoriale dovuta nelle singole mensilità in cui ci si intenda avvalere della misura.

Le condizioni per l'esonero 

Il diritto alla legittima fruizione dell’esonero contributivo è subordinato al rispetto, da un lato, delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro e dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori e, dall’altro, da taluni presupposti specificamente previsti dal decreto-legge n. 104 del 2020.

 In particolare, per quanto riguarda il rispetto delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro e dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori, l’esonero contributivo di cui si tratta, sostanziandosi in un beneficio contributivo, è subordinato alle seguenti condizioni:

  •   rispetto di quanto previsto dall’articolo 1, comma 1175, della legge n. 296 del 2006, ossia:
    •  regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale, ai sensi della normativa in materia di documento unico di regolarità contributiva (DURC);
    • assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge; 
    • rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

 Per i datori di lavoro che non abbiano integralmente fruito dei trattamenti di integrazione salariale riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19 l'INPS precisa che la durata  del divieto  è fissata a :

  • un periodo  non superiore a 18 settimane nell’ipotesi di fruizione degli ammortizzatori sociali di cui all’articolo 1 del decreto-legge, ovvero, 
  •  un periodo non superiore a quattro mesi, nell’ipotesi di fruizione dell’agevolazione contributiva 

 Riguardo la preventiva autorizzazione della Commissione europea l'istituto ricorda che la Commissione considererà aiuti di Stato compatibili con il mercato interno quelli che rispettino, tra le altre, le seguenti condizioni:

 - siano di importo non superiore a 800.000 euro (per impresa e al lordo di qualsiasi imposta o altro onere);

 - siano concessi a imprese che non fossero in difficoltà al 31 dicembre 2019 o che abbiano incontrato difficoltà o si siano trovate in una situazione di difficoltà successivamente, a seguito dell’epidemia da COVID-19;

 - siano concessi entro il 31 dicembre 2020.

A  chi conviene  

Da alcuni studi è emerso  che questa agevolazione è conveniente, rispetto alla cassa integrazione,  per  le aziende   che in prospettiva prevedono con un buon margine di sicurezza una veloce ripresa delle attività produttive . 

In particolare  per un lavoratore  nel settore terziario e paga oraria di 11 euro il risparmio ( da oltre duemila euro) si verificherà ad esempio in caso di previsione di cassa integrazione  in media inferiore al 17,3% delle ore lavorabili e  in presenza di precedenti periodi a zero ore.

Nel caso invece nel bimestre precedente siano  state utilizzate solo 100 ore di integrazione salariale, lo sconto per l'esonero scende a  a 638 euro  quindi  conveniente solo se la cassa covid nelle nuove 18 settimane risulterà inferiore al 5,1% delle ore lavorabili (utilizzando 35 ore di cassa fino a fine anno). 

Fonte: Fisco e Tasse


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