Rassegna stampa Pubblicato il 09/04/2020

No dell’INPS a commercialisti e consulenti per invio domande bonus 600 euro

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L’INPS: l’indennità da 600 euro è di natura assistenziale e quindi di competenza dei patronati, no ai commercialisti

È notizia dell’8 aprile quella che chiarisce la posizione dell’INPS in merito alla possibilità di Commercialisti e Consulenti del lavoro di fungere da intermediari per i loro assistiti nell’invio attraverso PIN abilitante delle domande per richiedere il bonus di 600 euro previsto dal Decreto Cura Italia.

Anche se inizialmente si credeva che fosse una questione di ore quella di poter essere abilitati al servizio, è arrivata la smentita seconda la quale, essendo il bonus di natura assistenziale, spetterebbe solo ai patronati il compito di poterlo richiedere in vece dei cittadini aventi i requisiti.

È quanto emerge dalla dichiarazione del Direttore centrale dell’INPS secondo la quale la possibilità di concedere anche ai professionisti il compito di intermediari abilitati necessiterebbe di un decreto apposito in grado di modificare il quadro normativo attuale che neppure l’INPS con autonoma determinazione sarebbe in grado di superare.

In sintesi per autorizzare i commercialisti e consulenti del lavoro tra gli intermediari abilitati di cui alla L. 12/79 servirebbe un apposito Decreto Ministeriale.

Fonte: Fisco e Tasse




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