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Rassegna Stampa Pubblicato il 11/03/2020

Ferie per Coronavirus: l'azienda può imporle?

Tempo di lettura: 1 minuto
coronavirus

Fruizione delle ferie dei dipendenti per contenere la diffusione del COVID 19 raccomandata dal DPCM del 9 marzo 2020. Vanno distinte quelle già maturate con quelle dell'anno in corso

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Negli ultimi DPCM emanati dal Governo per contenere al diffusione del Coronavirus ha trovato  spazio  anche la raccomandazione ai datori di lavoro  di «promuovere» la fruizione delle ferie  dei propri dipendenti, per limitare le presenze sul luogo di lavoro . Il termine utilizzato  ricorda che  come principio generale sancito dalla Costituzione le ferie sono un "diritto irrinunciabile del lavoratore per ripristinare le energie fisiche e psichiche" ma  generalmente  il momento della fruizione è concordato mediando tra le esigenze aziendali e  quelle  del  lavoratore , come previsto dall'art. 2109 c.c.  e come normato  dai CCNL di categoria.

Il Dlgs 66/2003, attuativo delle direttive europee ha stabilito la misura minima di quattro settimane, di cui almeno due nell’anno di maturazione e consecutive su richiesta del lavoratore. (Si puo approfondire con l'articolo "Ferie maturazione e fruizione : guida essenziale")

Quindi  esiste in astratto la possibilità, del datore di lavoro, di decidere unilateralmente, in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, la fruizione delle ferie in momenti di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa, come sta succedendo in questi giorni per l'emergenza Coronavirus

Va fatta però una distinzione :

  • per le ferie maturate nell'anno precedente,    anche in considerazione della «raccomandazione» proveniente ora dal governo, la fruizione può essere imposta dal datore di lavoro, in particolare se residuano dopo il periodo continuativo già fruito sulla base delle richieste del lavoratore;
  • le ferie ancora non maturate, cioè relative all’anno in corso come stabiliscono la maggior parte di contratti collettivi  sono invece da concordare  e non possono essere imposte unilateralmente, se non per una parte  collegata alla chiusura annuale dell'azienda. 

Potrebbero  anche essere distinti i casi di:

  1.   chiusura “obbligata” dell’attività  imposta da provvedimenti governativi ( come potrebbe potrebbe verificarsi a breve in Lombardia  a seguito della richiesta del Presidente Fontana)  , nel qual caso l'imposizione delle ferie  sarebbe difficilmente contestabile anche dai sindacati;
  2.  decisioni  autonome dei vertici aziendali per far fronte a un calo momentaneo di lavoro. In questo caso la scelta unilaterale potrebbe essere contestabile successivamente.  

Fonte: Il Sole 24 Ore


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