Rassegna stampa Pubblicato il 20/01/2020

SIMEST - 275 milioni per l'internazionalizzazione delle PMI

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sace simest

Record di finanziamenti concessi da Simest nell’anno 2019 che assieme a Sace costituisce il polo dell'export di Cassa Depositi e Prestiti

Sono stati stanziati circa 275 milioni di euro (+13% rispetto al 2018) in favore di quasi 700 società italiane, prevalentemente Pmi, aziende che, grazie alle nuove risorse, hanno potuto fare il loro ingresso e rafforzarsi in 50 Paesi esteri, promuovendo il Made in Italy nel mondo.

Questo è quanto  emerge dalla nota tecnica di Simest, società che con Sace costituisce il polo dell’export e dell’internazionalizzazione del gruppo Cdp (Cassa depositi e prestiti) sul numero di finanzimenti concessi per l’internazionalizzazione delle Pmi. 

La distribuzione regionale delle 700 aziende italiane, vede primeggiare la regione Lombardia (171 imprese, 64 milioni di euro). Sul podio anche Veneto (144 imprese, 61 milioni di euro) e Lazio (56 imprese, 32 milioni). 

Sul fronte della destinazione geografica dei progetti, le imprese italiane hanno puntato sia Paesi vicini – come Albania, Tunisia, Svizzera, Bosnia- Erzegovina – ma anche su geografie lontane: dal Brasile, all’Australia, dalla Cina, al Sud Africa, dalla Russia alla Nigeria.

Per quanto riguarda, infine, la tipologia di finanziamento richiesto, lo strumento più “gettonato” (371 operazioni contrattualizzate), è stato “patrimonializzazione”, un prestito a medio-lungo termine dedicato esclusivamente alle Pmi che esportano. Segue (193) il finanziamento “inserimento sui Mercati Esteri”, che copre le spese per l’apertura di una prima struttura commerciale all’estero. Terzo strumento richiesto il finanziamento “Fiere, Mostre e Missioni di Sistema” (186), grazie al quale le PMI possono coprire tutte le spese relative alla partecipazione a questo tipo di eventi e far conoscere il proprio marchio e i propri prodotti nel mondo. Interesse anche per i prodotti “studi di fattibilità” (36) e “assistenza tecnica” (14) che – rispettivamente – consentono all’impresa di valutare l’opportunità di effettuare investimenti commerciali o produttivi e di formare il personale dedicato. Infine, sei domande sono state complessivamente accolte sui neonati finanziamenti “e-commerce” e “temporary export manager”: il primo apre alle imprese la strada del commercio elettronico, il secondo finanzia l’inserimento in azienda di una figura professionale specializzata per il tempo necessario alla realizzazione del progetto di sviluppo internazionale.

Notizia a cura di Cinzia De Stefanis

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