Rassegna stampa Pubblicato il 06/11/2019

INPGI: subordinazione e indennità redazionale

giornalisti INPGI

La Corte di Appello di Roma ribadisce i criteri del lavoro giornalistico subordinato anche se intrinsecamente intellettuale, autonomo e creativo

Due sentenze della Corte d’Appello di Roma hanno confermato le tesi  dell'istituto previdenziale dei giornalisti  in merito al lavoro subordinato e  al regime contributivo cui va assoggettata l'indennità redazionale 

Nella prima il Giudice, tenendo conto delle dichiarzioni rese dai giornalisti  ha ribadito   gli indici della natura subordinata del rapporto di lavoro giornalistico, che pure si caratterizza per l’elevata autonomia professionale e intellettuale, indicando in particolare:

  • la sistematicità nello  svolgimento di un’attività rivolta ad assicurare le esigenze informative  di  specifico settore,
  • l’impegno di porre la propria opera a disposizione del datore di lavoro,
  • la responsabilità del servizio”.

Per questo la sentenza conferma ato il recupero contributivo connesso all’indennità redazionale non corrisposta ai giornalisti dipendenti che rientra nei minimi retributivi previsti dalla Costituzione, perché “l’accordo di rinuncia fra le parti è da ritenersi nullo con conseguente diritto alla corresponsione dei contributi su tale indennità seppur non erogata al lavoratore”. Ugualmente dovuti i  contributi su formali  rimborsi chilometrici non correttamente giustificati 

Nella seconda sentenza la Corte   ha confermato l'inquadramento subordinato di lavoratori inquadrati come autonomi in  una agenzia giornalistica online che   invece lavoravano su turni  giornalieri nella  sede aziendale, con una propria postazione di lavoro, sulla base di direttive del datore di lavoro e percepivano un compenso fisso mensile.

In tale sentenza  si ribadisce che nel lavoro giornalistico , sebbene il  vincolo della subordinazione risulti attenuato per il carattere intellettualee e di elevata professionalità  della prestazione  ma  non occorre “la dimostrazione della stringente sottoposizione al potere di controllo e disciplinare del datore di lavoro o il rispetto di un preciso orario di lavoro, essendo sufficiente l’inserimento continuativo nell’organizzazione ” per ritenere pienamente dimostrata la natura subordinata dell’attività lavorativa resa dai giornalisti.

Ti puo interessare sul tema la Scheda pratica Gestione contributiva giornalisti dipendenti  di R. Quintavalle (pdf 10 pagine )

 

Fonte: INPGI




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