Rassegna stampa Pubblicato il 25/09/2019

Fattura differita: data delle prestazioni di servizi entro la fine del mese

fattura elettronica consultazione

Prestazione di servizi: indicazioni sulla fattura elettronica differita della data di fine mese

Quale data va indicata nella fattura elettronica in caso di prestazioni di servizi? Il caso affrontato nella risposta all'interpello 389 del 24 settembre 2019 riguarda una società che esegue lavorazioni conto terzi e, a lavorazione effettuata, riconsegna il materiale mediante l’emissione di DDT con causale “reso lavorato” e che emette fattura elettronica che viene riscossa almeno 30 giorni dopo. Il dubbio è nato dopo le novità previste dal 1° luglio 2019 in base alle quali tra le indicazioni che tutte le fatture devono necessariamente recare c'è anche la «data in cui è effettuata la cessione di beni /la prestazione di servizi o la data in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, sempreché tale data sia diversa dalla data di emissione della fattura.

In generale, sul tema, con la recente circolare 14/2019 l'Agenzia delle Entrate aveva chiarito che è possibile indicare una sola data, ossia, per le fatture elettroniche via SdI, quella dell’ultima operazione. Trattasi di una “possibilità” e non di un obbligo. Quindi, ad esempio, a fronte di più cessioni effettuate nel mese di settembre 2019, accompagnate dai relativi DDT (in ipotesi datati 10, 20 e 28 del mese), nel campo  “data documento”, a seconda dei casi, può essere indicato:

  • un giorno qualsiasi tra il 28 settembre ed il 15 ottobre 2019 qualora la data di predisposizione sia contestuale a quella di invio allo SdI (“data emissione”);
  • la data di almeno una delle operazioni e preferibilmente «la data dell’ultima operazione» (nell’esempio formulato, 28 settembre 2019). E' comunque possibile indicare convenzionalmente la data di fine mese (30 settembre 2019), rappresentativa del momento di esigibilità dell’imposta, fermo restando che la fattura potrà essere inviata allo SdI entro il 15 ottobre 2019.

In ogni caso, va sottolineato come le disposizioni che consentono di emettere un’unica fattura riepilogativa-differita per documentare le prestazioni di servizi rese nel mese intendono fare riferimento a quelle prestazioni per cui si è verificata l’esigibilità dell’imposta. Il relativo momento coincide:

  • in generale, con il «pagamento del corrispettivo»;
  • per le prestazioni indicate nell’articolo 3, terzo comma, primo periodo, del decreto IVA – a mente del quale «Le prestazioni indicate nei commi primo e secondo, sempreché l'imposta afferente agli acquisti di beni e servizi relativi alla loro esecuzione sia detraibile, costituiscono, per ogni operazione di valore superiore ad euro cinquanta prestazioni di servizi anche se effettuate per l'uso personale o familiare dell'imprenditore, ovvero a titolo gratuito per altre finalità estranee all'esercizio dell'impresa, ad esclusione delle somministrazioni nelle mense aziendali e delle prestazioni di trasporto, didattiche, educative e ricreative di assistenza sociale e sanitaria, a favore del personale dipendente, nonché delle operazioni di divulgazione pubblicitaria svolte a beneficio delle attività istituzionali di enti del Terzo settore di natura non commerciale, e delle diffusioni di messaggi, rappresentazioni, immagini o comunicazioni di pubblico interesse richieste o patrocinate dallo Stato o da enti pubblici» – con «il momento in cui sono rese, ovvero, se di carattere periodico ocontinuativo, nel mese successivo a quello in cui sono rese»;
  • per le prestazioni, c.d. “generiche” rese da un soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato ad un soggetto passivo che non è ivi stabilito, con il momento in cui sono ultimate ovvero, se di carattere periodico o continuativo, alla data di maturazione dei corrispettivi;
  • fermo restando che, se anteriormente al verificarsi degli eventi indicati nei precedenti commi o indipendentemente da essi sia emessa fattura, o sia pagato in tutto o in parte il corrispettivo, l’operazione si considera effettuata, limitatamente all’importo fatturato o pagato, alla data della fattura o a quella del pagamento».

Ad esempio:

  • 10 settembre 2019 data emissione primo DDT di reso lavorato;
  • 20 settembre 2019 data emissione secondo DDT di reso lavorato;
  • 28 settembre 2019 data emissione terzo DDT di reso lavorato;
  • 30 settembre 2019 compilazione fattura elettronica, esponendo, nel campo “data” della sezione “dati generali” del file fattura, lo stesso giorno (30 settembre 2019), con invio allo SdI entro i dodici successivi. La relativa imposta confluisce nel calcolo della liquidazione di tale mese (settembre 2019). Se la fattura viene emessa in una data diversa rileva sempre, ai fini dell’esigibilità, la data indicata nel documento.

Così, riprendendo l’esempio già formulato, nel caso di prestazioni rese il 10, 20 e 28 settembre 2019, se la fattura è compilata il 1° di ottobre, con trasmissione entro il 13 dello stesso mese (dodicesimo giorno successivo), la relativa imposta confluisce nella liquidazione di tale mese (ottobre 2019)

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Fonte: Fisco e Tasse






Commenti

Nell esempio sopra, se invece di avere 4 ddt ne avessi solo uno datato 10 settembre, posso comunque datare la fattura 30 settembre?

Commento di alessia (11:01 del 01/10/2019)

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