Rassegna stampa Pubblicato il 19/09/2019

Riscatto laurea, novità in arrivo

presidente Conte

Il nuovo governo sta progettando un ampliamento del riscatto agevolato della laurea. Vediamo come

L'agenzia nazionale di stampa ANSA ha riportato che sarebbe allo studio del nuovo governo giallo rosso una modifica alla normativa sul riscatto agevolato della laurea  introdotto con il decreto 4 2019. 

La novità riguarderebbe un allargamento platea degli aventi diritto. Oggi la norma  sul riscatto laurea agevolato prevede che si possano riscattare con un importo annuale a forfait prefissato e molto ridotto rispetto al calcolo ordinario , fissato per il 2019 a 5240 euro , solo i periodi di studio collocati dopo il 1995 . E' da quella data , infatti che è entrato in vigore il calcolo della pensione con metodo contributivo . Ne possono fruire quindi solo i piu giovani che hanno frequentato l'Università a partire da quegli  anni .

Per chi ha studiato in periodi precedenti il riscatto laurea  continua ad essere  molto costoso . La norma recente aveva comunque il senso in effetti di aiutare le giovani generazioni   a incrementare il proprio montante contributivo, in quanto sono quelli che   iniziano a lavorare molto piu tardi che un tempo, hanno piu difficolta a lavorare in modo regolare e  con il calcolo contributivo previsto dalla riforma Dini  hanno di fronte prospettive di pensioni molto basse.

Una possibilità di modifica riguarda dunque l'eliminazione di questo limite temporale del collocamento dei periodi di studio. 

La novità ha suscitato infatti molto interesse e l'INPS ha comunicato che le domande, rispetto al 2018 sono quasi triplicate:  da 2300 al mese circa ad una media di 6mila nel 2019 .  Complessivamente da marzo a luglio 2019 sono arrivate 32.479 domande. 
I vantaggi del riscatto laurea agevolato, che vale sia ai fini degli anni di contribuzione sia per il calcolo dell'assegno pensionistico,  comprendono inoltre la deducibilità fiscale, anche rateizzabile che, consente di massimizzare il risparmio fiscale fino al 47% (in particolare per chi ha redditi superiori a 75.000 euro annui).

Il tema delle pensioni    è stato   discusso anche  nell'incontro  tra i sindacati e il Presidente del Consiglio Conte  e il minitro dell'Economia Gualtieri.  In particolare la CISL ha segnalato che, in tema di  anticipo pensionistico  anche le donne sono tra le categorie svantaggiate; i dati sulle domande per Quota 100, ad esempio, hanno evidenziato che questa misura è molto difficilmente utilizzabile dalle donne che raramente riescono a raggiungere i 38 anni di contributi richiesti per questa forma di pensione anticipata. In questo senso le anticipazioni sulle intenzioni del Governo parlano anche di una probabile proroga del meccanismo di Opzione Donna.

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Fonte: Il Sole 24 Ore




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