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Speciale Pubblicato il 27/02/2020

Opzione donna: novità e regole 2020

di Avv. Rocchina Staiano

Tempo di lettura: 5 minuti
novità pensioni donna

Requisiti, domanda, calcolo della pensione Opzione donna prorogata anche per il 2020 dalla legge 160 2019

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L’art. 16 del D.L. 4/2019 reca disposizioni concernenti l’istituto sperimentale per il pensionamento anticipato delle donne (cd. opzione donna).
La c.d. opzione donna  è stata introdotta dall’art. 1, comma 9, della L. 243/2004, il quale aveva previsto la possibilità per le lavoratrici che hanno maturato 35 anni di contributi e 57 anni di età per le lavoratrici dipendenti o 58 anni per le lavoratrici autonome (requisito anagrafico da adeguarsi periodicamente all'aumento della speranza di vita), di accedere anticipatamente al trattamento pensionistico, a condizione che optino per il sistema di calcolo contributivo integrale.

Tale opzione è stata modificata più volte, da ultimo, si ricorda l'art. 1, commi 222 e 223, della L. 232/2016, c.d. legge di bilancio per il 2017, che ha ulteriormente esteso la possibilità di accedere alla cd. opzione donna alle lavoratrici che non avessero maturato entro il 31 dicembre 2015 i requisiti richiesti a causa degli incrementi determinati dall'adeguamento dei medesimi all'aumento della speranza di vita. Più specificamente, si estendeva, a decorrere dal 2017, l'applicabilità dell'istituto alle lavoratrici che, al 31 dicembre 2015, non avessero raggiunto la frazione di 3 mesi (nell'età anagrafica).
Ora , l’articolo in esame prevede che il diritto al trattamento pensionistico anticipato secondo le regole di calcolo del sistema contributivo venga riconosciuto  anche nei confronti delle lavoratrici che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2018 (in luogo del 31 dicembre 2015) un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età anagrafica pari o superiore a:

  • 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) e a
  • 59 anni (per le lavoratrici autonome).

I requisiti anagrafici non sono adeguati agli incrementi alla speranza di vita.

Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurata, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione utile per il diritto alla pensione di anzianità, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico.

Con la  circolare n. 18 del 7 febbraio 2020, INPS  ha riepiloga le principali regole per il regime di pensione anticipata riservato alle donne, recentemente prorogato anche per il 2020  dalla legge 160 2019  .

Possono accedere le lavoratrici che abbiano maturato entro il 31 dicembre 2019, un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni ed un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) e a 59 anni (per le lavoratrici autonome), requisiti  che sono esclusi dall' adeguamento agli incrementi della speranza di vita . Sono previste però per la decorrenza effettiva degli assegni  finestre di attesa di 12 e 18 mesi dalla domanda.

La liquidazione della pensione avviene con le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 180 .

Si ricorda che i 35 anni di contributi  devono  essere «effettivi», cioè sono escluse  la contribuzione figurativa della disoccupazione e della malattia non integrata dal datore di lavoro. Inoltre, per cumulare i periodi in gestioni diverse  non si puo utilizzare il cumulo gratuito ma  si deve  ricorrere al metodo oneroso della ricongiunzione, regola a cui sfuggono  le iscritte  alla gestione INPS dei dipendenti del privato sia alla gestione artigiani e commercianti che sono fra loro cumulabili gratuitamente. In questo caso pero la lavoratrice deve applicare sia i requisiti anagrafici (59 anni) che  la finestra mobile (18 mesi) riservata al lavoro autonomo .

Va anche ricordato che il pensionamento con questo regime prevede il divieto di lavoro dipendente ma consente di continuare l'attività di lavoro autonomo.

Le lavoratrici che abbiano maturato i requisiti entro  il 1.1.2020  possono  accedere al pensionamento anche successivamente alla prima data di decorrenza utile, che è fissata al 2 gennaio 2020.

Il diritto alla decorrenza della pensione si consegue trascorsi:

12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti;
18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.

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1) Opzione donna: le finestre di decorrenza

Come detto, a tale trattamento pensionistico si applicano le disposizioni di cui all'art. 12 del D.L. 78/2010, che ha disposto una decorrenza (cd. finestra) per il pensionamento pari, rispettivamente, a

  • 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e a
  • 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Infine, anche in questo caso per il personale delle istituzioni scolastiche e delle Istituzioni di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) trova applicazione la speciale disciplina delle decorrenze dei trattamenti pensionistici per cui per i soggetti che maturino i requisiti entro il 31 dicembre di un determinato anno, la decorrenza è posta dall'inizio dell'anno scolastico o accademico.

In sede di prima applicazione, entro il 28 febbraio 2019, il relativo personale a tempo indeterminato può presentare domanda di cessazione dal servizio con effetti dall’inizio rispettivamente dell’anno scolastico o accademico.

OPZIONE DONNA  2020

Soggetti interessati

Età

contributi al 31 dicembre 2019

Decorrenza trattamento pensionistico

lavoratrici subordinate  nate entro il 1962

58

35 anni

Dopo 12 mesi dal  raggiungimento dei requisiti

lavoratrici autonome nate entro il 1961

59 anni

35 anni

Dopo 18 mesi dal   raggiungimento dei requisiti

NOTA BENE: Le lavoratrici che hanno perfezionato i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2018 possono conseguire il trattamento pensionistico anche successivamente alla prima decorrenza utile. 

2) Come fare domanda per la pensione Opzione Donna

l' Inps  n. 395 del 31.1.2019  ha precisato che il cittadino in possesso delle credenziali di accesso (PIN rilasciato dall’Istituto, SPID o Carta nazionale dei servizi) può compilare e inviare la domanda telematica di accesso alla pensione disponibile fra i servizi on line, sul sito www.inps.it, nella sezione : “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”.

Una volta effettuato l’accesso e scelta l’opzione “NUOVA DOMANDA” nel menù di sinistra, occorre selezionare in sequenza:
- per la pensione anticipata c.d. opzione donna: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Contributivo sperimentale lavoratrici”.
Devono essere selezionati, in tutti e tre i casi, il Fondo e la Gestione di liquidazione.
La domanda può, infine, essere presentata anche per il tramite dei Patronati e degli altri soggetti abilitati alla intermediazione delle istanze di servizio all’INPS ovvero, in alternativa, può essere presentata utilizzando il servizio del Contact center telefonico INPS.

3) Il calcolo della pensione con Opzione Donna

Va ricordato che dal punto di vista del calcolo del montante contributivo il regime sperimentale Opzione Donna prevede  il calcolo dell'assegno esclusivamente con il sistema contributivo , anche se i periodi di contribuzione versata si collocano in periodi interessati dal sistema retributivo o misto. Di norma questo tipo di calcolo comporta una penalizzazione dell'assegno che puo andare dal 25 al 35% circa dell'importo della pensione.

Sulla base della normativa che ha istituito il regime  ai fini del raggiungimento del requisito sono utili i contributi obbligatori, da riscatto o da ricongiunzione, volontari e figurativi.  Sono esclusi invece i  contributi figurativi accreditati per malattia e disoccupazione dei lavoratori dipendenti privati.


TAG: Pensioni

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