Rassegna stampa Pubblicato il 12/07/2019

Salario minimo: ok con la riduzione cuneo fiscale

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Accordo in arrivo sul salario minimo, fermo al Senato da giugno. Proposta di riduzione del cuneo fiscale. I costi per le imprese e il confronto con l'Europa.

Sulla proposta  di legge sul salario minimo,   sostenuta dal  Movimento 5 stelle, e fermo in Senato da   qualche settimana, sembra sia stato finalmente raggiunto un accordo nella maggioranza.

Il testo  del  ddl Catalfo (relatrice e presidente della Commissione Lavoro al Senato)    intende introdurre :

  • un salario minimo orario di 9 euro lordi l’ora,  
  • il riconoscimento dei Ccnl maggiormente rappresentativi, in chiave anti-dumping; 
  • un meccanismo di rivalutazione legata all’indice dei prezzi al consumo, automatica in caso di contratti scaduti o disdettati e non rinnovati (simile alla vecchia “scala mobile” ).

 Il provvedimento non era considerato prioritario dalla Lega che teme il pericolo di gravare  eccessivamente  con nuovi costi le Piccole e Medie imprese e i lavoratori autonomi. Un recente studio dell'INAPP   (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche) ha infatti indicato nelle PMI del Mezzogiorno i soggetti piu pesantemente colpiti da un eventuale aumento dei costi per il personale.

Ora comunque il sottosegretario al Lavoro, il leghista Claudio Durigon, ha dichiarato che l’accordo sul salario minimo "c’è, se sarà a costo zero per le imprese".  Sembra dunque che il salario minimo vedrà la luce se contemporaneamente si realizzerà un intervento  di riduzione sul cuneo fiscale , lungamente atteso e richiesto  sia da Confindustria che dai Sindacati .  Ieri anche il premier, Giuseppe Conte  ha indicato come priorità,  in vista della manovra d’autunno, una «congrua riduzione del cuneo fiscale».

Nei lavori che continuano sui tavoli tecnici  intanto  si discute ad esempio di inserire nei  9 euro l’ora anche la tredicesima oppure altri elementi retributivi indiretti o differiti come TFR , ferie, ecc. Anche  la necessità di una  contestuale valorizzazione della contrattazione collettiva espressione delle organizzazioni maggiormente rappresentative sembra trovare tutti d'accordo. 

Recentemente l'Inapp   ha calcolato che  l'applicazione della legge  riguarderebbe circa 2,6 milioni di lavoratori del settore privato non agricolo, sarebbero esclusi i lavoratori domestici. La misura costerebbe alle imprese complessivamente 6, 9 miliardi di cui 5,2  per i dipendenti a tempo indeterminato e 1,5 miliardi per i circa  680mila lavoratori s a tempo parziale .

Va considerato che l'aumento non riguarderebbe solo i gli stipendi minimi ma anche sui livelli piu alti di inquadramento , che dovrebbero ovviamente essere proporzionalmente innalzati per mantenere una differenziazione tra le diverse qualifiche dei lavoratori .

Inapp fa l'esempio del  Ccnl del commercio nel quale i 9 euro minimi  si applicherebbero per il 6 o 7 livello  allineandoli a quello oggi previsto per il quinto livello. Quindi questo e i livelli superiori aumenterebbero in proporzione subire aumenti . 

I 9 euro lordi l’ora  come salario minimo corrisponderebbero all’80% del salario medio attualte  in Italia . In Germania  corrisponde al 48%; e in media nei Paesi Ocse i salari minimi variano tra il 40% e il 60 % del salario mediano, in Italia ciò vorrebbe dire tra i 5 e i 7 euro l’ora.

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Fonte: Il Sole 24 Ore




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