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Rassegna stampa Pubblicato il 18/01/2019

Salario minimo: ecco le proposte di legge

Cosa prevedono le due proposte di legge sul salario minimo orario per i lavoratori ( 5 Stelle e PD) attualmente all'esame della Commissione Lavoro al Senato

 Sono giunte il 16 gennaio 2019  in Senato due  proposte di legge per l' istituzione salario minimo orario, presentate dai senatori Catalfo, 5 Stelle, e  Laus, PD . In commissione Lavoro è stato avviato l'esame e proposto un ciclo di audizioni per approfondire le proposte .
  
  La  proposta della senatrice Catalfo (Movimento 5 Stelle) prevede che :   

  • In attuazione dell'articolo 36, primo comma, della Costituzione, e fermo restando quanto previsto dall'articolo 36 della legge 20 maggio 1970, n. 300, i datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, sono tenuti a corrispondere ai lavoratori e individuati nell'articolo 2094 del codice civile una retribuzione complessiva proporzionata e sufficiente alla quantità e qualità del lavoro prestato.   Si considera tale il trattamento economico complessivo,  non inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni di lavoro, stipulato dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro più rappresentative sul piano nazionale, e comunque non inferiore a 9 euro all'ora al lordo degli oneri contributivi e previdenziali.
  •  In presenza di una pluralità di contratti collettivi applicabili , il trattamento economico complessivo non può essere inferiore a quello previsto per la prestazione di lavoro dedotta in obbligazione dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria stessa, e in ogni caso non inferiore all'importo previsto al comma 1 dell'articolo 2.
  •  Ai fini del computo comparativo di rappresentatività del contratto collettivo prevalente si applicano per le organizzazioni dei lavoratori i criteri associativo ed elettorale di cui al testo unico della rappresentanza, recato dall'accordo del 10 gennaio 2014 tra Confindustria, CGIL, CISL e UIL, e per le organizzazioni dei datori di lavoro i criteri del numero di imprese associate in relazione al numero complessivo di imprese associate e del numero di dipendenti delle imprese medesime in relazione al numero complessivo di lavoratori impiegati nelle stesse.
  •  Qualora manchi un contratto collettivo applicabile cui fare riferimento ai sensi dell'articolo 2, il trattamento economico complessivo cui fare riferimento è quello previsto dal contratto collettivo territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni di lavoro e in mancanza, il trattamento economico complessivo di riferimento è quello previsto dal previgente contratto collettivo fino al suo rinnovo e comunque non inferiore all'importo previsto dal comma 1 dell'articolo 2.
  • Gli importi sono incrementati annualmente sulla base delle variazioni dell'indice dei prezzi al consumo armonizzato per i Paesi dell'Unione europea (IPCA), al netto dei valori energetici, rilevato nell'anno precedente.
  • Ai fini dell'applicazione della presente legge sono fatti salvi i contratti collettivi nazionali e territoriali stipulati dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale vigenti, fino alla loro scadenza.

La proposta a firma Laus,  Boldrini,  Cirinnà ecc. invece  prevede:

  • un  salario minimo orario   non  inferiore a 9 euro l'ora al netto dei contributi previdenziali e assistenziali,  applicabile a  tutti i rapporti  di lavoro. 
  •   Il valore orario del salario  è incrementato il 1° gennaio di ogni anno in base alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati definito dall'Istituto nazionale di statistica. 
  • con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sono individuati, previo accordo con le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale:

a) i contratti di importo inferiore a 9 euro a cui estendere le disposizioni nonché i casi di esclusione ;

b) le modalità di incremento dei salari di importo superiore al salario minimo orario.

  •  Le pubbliche amministrazioni non stipulano contratti né erogano contributi o finanziamenti se i soggetti con cui instaurano rapporti o a cui erogano benefìci retribuiscono i propri lavoratori con compensi di importo inferiore al salario minimo orario; il mancato rispetto di quanto stabilito dal comma 1 comporta la nullità del contratto o l'esclusione dai benefìci.
  • Il datore di lavoro che, in violazione delle disposizioni in materia di salario minimo orario di cui agli articoli 2 e 3, corrisponde al lavoratore compensi inferiori al salario minimo orario, è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 5.000 ad euro 15.000.
  • Fatte salve le condizioni contrattuali di miglior favore, per i rapporti di lavoro in essere  il salario minimo orario si applica al livello retributivo inferiore e si procede altresì all'aumento proporzionale dei livelli retributivi superiori, secondo le modalità stabilite dal decreto  attuativo, fino ai successivi rinnovi.

 

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Fonte: Senato della Repubblica





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