Rassegna stampa Pubblicato il 14/03/2019

Uniemens: obbligo qualifica ISTAT revocato

Le qualifiche professionali Istat non devono essere esposte nel flusso Uniemens entro marzo 2019 come richiesto dall'INPS. Il CNO ha chiesto di rivedere anche l'obbligo sulla contribuzione malattia

Novità

Il Consiglio nazionale degli ordini dei consulenti del lavoro, con comunicato stampa dell’11 marzo 2019, ha reso noto che nel flusso UniEmens aziendale le qualifiche professionali Istat, corrispondenti alle mansioni realmente esercitate dal lavoratore nel mese di riferimento, non dovranno più essere esposte,  come inizialmente richiesto nel messaggio INPS n. 208/2019 .

 L’Istituto previdenziale  infatti  ha accolto la richiesta dei consulenti del lavoro, i quali, in seguito all’introduzione dell’obbligo di indicare per ciascun lavoratore la rispettiva qualifica professionale,  avevano segnalato la difficoltà di reperire questi dati , oltretutto di fatto  poco utili. L'obbligo sarebbe dovuto  entrare in vigore a decorrere dalla competenza febbraio 2019 quindi nell'invio da effettuare  entro il 31 marzo. 

Nel comunicato i Consulenti specificano anche che resta irrisolta la criticità relativa   alla compilazione delle dichiarazioni retributive e contributive mediante  flusso per i datori di lavoro che si avvalgono di prestazioni di lavoratori per i quali è  prevista dalla normativa vigente l’assicurazione economica di malattia.  Con il messaggio 803/2019 è stato istituto  infatti un nuovo elemento volto a distinguere il tipo di trattamento retributivo che il datore  di lavoro garantisce al lavoratore nei casi di assenza per malattia. Dunque, per tutti i  datori di lavoro tenuti al versamento della contribuzione di malattia, a decorrere dalla  dichiarazione contributiva di competenza del mese di marzo 2019 dovrà  essere codificato in tre opzioni  relative al contratto applicato al lavoratore a seconda che il datore di lavoro sia o meno  obbligato a integrare l’indennità di malattia a carico dell’Inps oppure la stessa sia dovuta  totalmente dall’azienda.

Anche in questo caso, si tratta di informazioni che secondo i  Consulenti del Lavoro potrebbero essere ricavate in automatico da altre fonti, quali ad  esempio la codifica del contratto applicato. Per scongiurare il blocco dei flussi Uniemens  in scadenza il prossimo 30 aprile, è necessario dunque, anche in questo caso, dichiararne  la non obbligatorietà.  La Categoria infatti ribadisce  con forza la propria richiesta all'Istituto di proseguire  nel percorso di semplificazione degli adempimenti a carico delle aziende

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Fonte: Inps




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