Rassegna stampa Pubblicato il 11/03/2019

INPGI: la proposta di riforma nel decretone

lavoro subordinato giornalisti

Il disavanzo della Cassa dei giornalisti e la proposta di soluzione con un emendamento al decreto legge 4/2019 in corso di conversione in legge.

L’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani  INPGI (in particolare la gestione dei  lavoratori subordinati) sta attraversando un momento molto difficile  a seguito della trasformazione che interessa il mondo dell'informazione ,  a favore dei social media e dell'informazione sul web.

 La  cassa previdenziale dei giornalisti  presenta oggi un disavanzo tra entrate in contributi  e uscite per pensioni di  circa 200 milioni di euro (580 milioni di pensioni da pagare contro 380 milioni da incassare) , nonostante il taglio alle pensioni in corso. In questa situazione,  secondo il dott. Franz componente del collegio sindacale,  "l’INPGI rischia il Commissariamento in quanto  alla fine del 2019 si ritroverà con 2 anni e mezzo di riserva tecnica effettiva contro i 5 anni previsti come minimo dalla legge "

La presidente dell’INPGI Marina Macelloni, ha chiesto a questo proposito  nei giorni scorsi un incontro al Presidente della Repubblica,  al Presidente del Consiglio, al Ministro del Lavoro, e al Ministro dell’Economia per illustrare e chiedere sostegno alla proposta  di soluzione elaborata dal CDA.

La soluzione , basata sulla proposta  del dott.  Franz , è quella una nuova legge che preveda  il  massiccio ampliamento  della base contributiva degli iscritti all’INPGI 1,  svuotato negli ultimi anni per la crisi della carta stampata .  La proposta punta a coinvolgere  circa 20mila operatori dell'informazione o comunicazione anche se formalmente non riconosciuti dall’Ordine dei Giornalisti,  con il versamento dei contributi previdenziali all’INPGI 1  e non all'INPS gestione separata o alla gesione INPGI 2 , da parte di chi  lavora ad esempio negli uffici stampa pubblici o di aziende quotate o nelle aziende editoriali private  con inquadramenti fittizi 

Si ipotizza anche la facolta di versare  5 anni di arretrati senza sanzioni o multe né spese per i datori di lavoro. Ciò darebbe ossigeno alle Casse dell’INPGI 1 che si trovano letteralmente senza liquidità corrente.

La proposta  è stata inserita in un emendamento presentato dal gruppo parlamentare della Lega al c.d. Decretone an corso di conversione in legge   e attualmente all'Esame della Camera.

Fonte: INPGI




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