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Rassegna Stampa Pubblicato il 19/12/2018

Cooperative: firmato l'accordo interconfederale

Tempo di lettura: 3 minuti
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Firmato il 12 dicembre 2018 il documento interconfederale per la contrattazione collettiva del settore cooperative: focus su rappresentatività, formazione, welfare contrattuale

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Le associazioni di rappresentanza delle cooperative: Agci, Legacoop, Confcooperative e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, hanno siglato in data 12 dicembre 2018  l’accordo interconfederale che definisce nuove  linee guida in materia di relazioni industriali e di contrattazione collettiva per il settore. Il documento ha  l'obiettivo di consolidare le relazioni industriali e  afferma infatti in premessa che :

"Dieci anni di crisi a livello globale hanno determinato per il nostro paese perdita di occupazione e capacità produttiva, mentre solo negli ultimi mesi si è ricostituita una base occupazionale a livello pre-crisi peraltro con importanti eccezioni ed anomalie. La cooperazione, in questo complesso quadro, ha contribuito in maniera importante alla difesa dell'occupazione .. nel promuovere numerose e diffuse esperienze di workers buyout, (WBO)che costituiscono una specificità del nostro Paese presa a riferimento in Europa e in altri Paesi." .

Inoltre viene sottolineata la necessità di proseguire  la lotta contro la falsa cooperazione contrattuale posto in essere da associazioni di scarsa rappresentatività; a questo fine è  necessario consolidare sul piano legislativo e normativo  il requisito della rappresentatività sindacale  ma anche realizzare un chiaro e riconosciuto quadro di rappresentatività delle organizzazioni datoriali  . In quest'ottica, si riconosce  il CNEL  come soggetto istituzionale  d iriferimento 

La contrattazione collettiva deve mantenere un ruolo di primario rilievo nella regolamentazione dei trattamenti dei lavoratori  salvaguardando una sana concorrenza tra le imprese. Si conferma comunque  l'importanza dei due livelli di contrattazione;  al nazionale è riservata la possibilità di definire gli ambiti del secondo livello territoriale o aziendale. 

I contratti collettivi nazionali di lavoro della cooperazione avranno, di norma, durata quadriennale e assicureranno a tutti i lavoratori trattamenti economici e normativi validi su tutto il territorio nazionale.  Il trattamento economico complessivo sarà costituito dai minimi tabellari e da tutti  gli altri  trattamenti economici  concordati, tra cui anche le eventuali forme di welfare .

I contratti collettivi di secondo livello possono  anche definire, anche in via  sperimentale    e   temporanea,    specifiche   intese   modificative delle  regolamentazioni  nazionali   nei limiti e con le procedure previste. L'accordo specifica che "  Ove tali specifiche intese modificative non siano previste ed in attesa che i  rinnovi definiscano la materia , i contratti collettivi di secondo livello, possono definire intese modificative con riferimento agli istituti del contratto  collettivo nazionale che disciplinano la prestazione lavorativa, gli orari e l'organizzazione del lavoro seconclusi con le rappresentanze sindacali operanti in azienda  oppure con le organizzazioni sindacali territoriali di categoria espressione delle Confederazioni sindacali firmatarie. 

A.G.C.I., Confcooperative, Legacoop e C.G.1.L., C.I.S.L. e U.1.L. hanno posto l'accento inoltre su : 

  • la partecipazione organizzativa delle lavoratrici e dei lavoratori sia sui processi interni sia sulle linee strategiche delle imprese in considerazione della tipicità dell'istituto della cooperazione e concordano di costituire una apposita sede congiunta (l'Osservatorio), anche con il coinvolgimento delle Categorie, in cui valorizzare e promuovere le pratiche vi tuose di partecipazione  organizzativa e strategica 
  • verifica  delle  forme di welfare integrativo, previste negli accordi, di primo e secondo livello per favorirlo ma prevedendo una funzione  integrativa e mai sostitutiva di quello pubblico. 
  • In tema di sicurezza agci Confcooperative, Legacoop e C.G.I.L., C.I.S.L. e U.I.L. ritengono necessario avviare il confronto negoziale per l'applicazione piu completa del Testo unico per la sicurezza sul lavoro,   costruendo inoltre un sistema solido di rappresentanza a livello aziendale e territoriale e avviando una interlocuzione strutturata con l'INAIL

e  condividono i seguenti principi, da sviluppare nella contrattazione di categoria e decentrata:
• La necessità di definire azioni, programmi e misure che estendano la  formazione e di potenziamento delle competenze orientando in questo senso il Fondo Foncoop. 
• La definizione di politiche contrattuali a sostegno degli istituti che puntano su un più diretto rapporto tra scuola e mondo del lavoro (alternanza scuola-lavoro,
apprendistato duale di primo e terzo livello, formazione terziaria professionalizzante, ITS) e;

Orientare l'istituto contrattuale delle 150 ore, verso lo sviluppo di abilità informatico-digitali e linguistiche,  correlate a processi di innovazione.
 

Fonte: CISL


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