Rassegna stampa Pubblicato il 08/08/2018

Società Sportive Dilettantistiche Lucrative (SSDL) cancellate dal D.L. Dignità

sport

Il nuovo governo fa un passo indietro sulle agevolazioni previste sull’ attività sportiva dilettantistica lucrativa.

La Legge di Bilancio 2018 (L.205/2017) aveva introdotto, con i commi 353-361, la possibilità di costituire un nuovo soggetto giuridico, ovvero le società sportive dilettantistiche lucrative ma il decreto Dignità ha abrogato l’intera disciplina delle SSDL.

In sostanza era stata riconosciuta la possibilità, per le società sportive dilettantistiche, di svolgere attività lucrativa e di essere assoggettate ad una tassazione di favore, in quanto avrebbero pagato un’imposta IRES pari alla metà di quella ordinaria e quindi solo il 12% a fronte del 24%.

Altro beneficio riconosciuto prevedeva l’applicazione dell’aliquota iva del 10% per i servizi resi nei confronti di chi pratica l'attività sportiva a titolo occasionale o continuativo in impianti gestiti da tali società. Requisito indispensabile per usufruire di entrambi i benefici fiscali era, ovviamente, il riconoscimento da parte del CONI delle società stesse. Tuttavia è necessario chiarire che nonostante le previsioni normative poste in essere dalla Legge di bilancio, questo nuovo soggetto giuridico non aveva sicuramente ancora avuto un seguito effettivo in quanto il Coni non aveva ancora approvato le modalità di riconoscimento e i requisiti che le società dovessero avere per potersi affiliare alle federazioni e ai vari enti di promozione sportiva e di conseguenza fruire delle agevolazioni esaminate.

Altre disposizioni con carattere di novità, che erano state introdotte, riguardavano le collaborazioni coordinate e continuative che si sarebbero instaurate con queste nuove società e l’innalzamento da 7.500 a 10.000 euro dei rimborsi spese e indennità non soggette a tassazione.

Il motivo dell’abrogazione di quanto previsto in sede di Legge di Bilancio 2018, ad eccezione dell’innalzamento a 10.000 dei rimborsi spese esenti da tassazione, risiede nel fatto che, secondo il nuovo Governo, lo sport dilettantistico non debba avere fini di lucro.

Tuttavia, per chi lavora nel mondo dello sport, è noto il fatto che spesso manchino riferimenti normativi, disposizioni chiare e ad hoc per un mondo che sia in ambito lavorativo che in ambito fiscale fa fatica ad adattarsi alle leggi generali o che spesso viene utilizzato come strumento elusivo, e probabilmente, quanto la Legge di Bilancio aveva introdotto poteva rappresentare il primo passo di un intervento consapevole e mirato.

Infine, per completezza, è opportuno ricordare che tutti i fondi che erano stati stanziati per le agevolazioni per le SSDL, saranno destinati a interventi in favore delle società sportive dilettantistiche non lucrative, per mezzo di un apposito fondo istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e che sarà gestito dall’Ufficio per lo Sport.

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Fonte: Governo Italiano




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