Rassegna stampa Pubblicato il 06/07/2018

PagoPa: pubblicate in Gazzetta Ufficiale le nuove linee guida

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Pagamenti elettronici verso la Pubblica Amministrazione: in G.U. le nuove regole

Le linee guida pubblicate in G.U. serie generale 152 del 03/07/2018 sono state emanate dall'Agenzia per l'Italia digitale, sentita la Banca d'Italia, in attuazione dell'art. 5, comma 4, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni, recante il «Codice dell'amministrazione digitale» (CAD). In particolare, il quadro di riferimento è dato dall'art. 5, comma 1 del CAD che statuisce l'obbligo per le pubbliche amministrazioni di «[...] accettare, tramite la piattaforma i pagamenti spettanti a qualsiasi titolo attraverso sistemi di pagamento elettronico, ivi inclusi, per i micro-pagamenti, quelli basati sull'uso del credito telefonico [...]».

Le Linee guida perseguono l'obiettivo del legislatore di cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per facilitare le relazioni con i cittadini e le imprese. L'auspicato maggior utilizzo di strumenti di pagamento elettronici facilita la messa a punto di processi fortemente automatizzati per la gestione e la riconciliazione dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione, nel rispetto delle soluzioni organizzative in essere. Le Linee guida per i pagamenti della pubblica amministrazione, delineano le attività che le pubbliche amministrazioni, i gestori di pubblici servizi e le società a controllo pubblico devono mettere in atto per consentire l'esecuzione di pagamenti attraverso l'uso di strumenti elettronici, nonché la riconciliazione e il riversamento delle somme raccolte.
Sono tenute ad accettare pagamenti elettronici:

  •  tutte le pubbliche amministrazioni,
  •  i gestori di pubblici servizi,
  •  le società a controllo pubblico

Per effettuare i pagamenti elettronici possono essere utilizzati gli strumenti di pagamento messi a disposizione dai prestatori di servizi di pagamento, connessi con la piattaforma tecnologica quali:

  •  il bonifico,
  •  il bollettino postale,
  •  le carte di credito o di debito
  •  ogni altro servizio di pagamento purché sia stato integrato con la piattaforma e i suoi requisiti tecnici.

Si precisa che per evitare che gli utenti possano eseguire dei bonifici non integrati con il Sistema pagoPA, è stato posto il divieto assoluto nei confronti di tutti i soggetti obbligati all’adesione, di pubblicare in qualsiasi modo l’IBAN di accredito. Tuttavia, qualora venga fatto un pagamento con la modalità tradizionale perché il debitore ha memoria dell’IBAN, tale pagamento andrà comunque gestito dall'ente creditore quale singola eccezione, con l'auspicio che tali eccezioni siano sempre di numero inferiore nel tempo.

Al fine di consentire le attività di riconciliazione del pagamento da parte degli enti creditori e quelle di riversamento a cura dei prestatori di servizi di pagamento, ogni ente creditore attribuisce ad ogni operazione di incasso un codice identificativo denominato «Identificativo univoco di versamento» (IUV) che non potrà mai più essere associato, nel tempo, ad alcun altro incasso emesso dal medesimo ente.

Dal punto di vista del debitore invece, egli verrà indentificato attraverso il proprio codice fiscale o la propria partita Iva.
Una volta riconciliato il pagamento, l'ente creditore rende disponibile, sul proprio sito web oppure  tramite posta elettronica certificata o strumenti analoghi, un documento che costituisca per il debitore prova dell'avvenuto pagamento; tale attestato deve poter essere riproducibile, a richiesta e cura del pagatore, su supporto cartaceo.

Fonte: Gazzetta Ufficiale




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Commenti

Tutte queste "semplificazioni elettroniche" che la nostra Amministrazione Statale si inventa, si traducono in complicazioni (a volte quasi insormontabili) per i contribuenti. Il sistema PagoPa è stato adottato due anni fa dalla Cassa Geometri, vi hanno aderito alcune banche (non tutte) ma anche le banche aderenti, a lato pratico, hanno avuto grosse difficoltà ad effettuare il pagamento (che era OBBLIGATORIO con questo sistema). L'amministrazione Pubblica ha il problema di riconciliare i pagamenti....

I contribuenti, oltre ad avere il problema di reperire i denari da riversare nei MILLE RIVOLI della pubblica amministrazione, hanno anche il problema dello strumento che è possibile utilizzare. Sì, perchè anche l'F24, che non può essere più presentato direttamente allo sportello bancario, diventa un problema e un costo (perchè sei OBBLIGATO ad avere il conto on line - e ne hanno vuotati un tot anche pochi giorni fa - oppure devi chiedere al tuo commercialista di disporre i pagamenti, accollandoti l'onere aggiuntivo del compenso che lui, giustamente, chiede per effettuare l'operazione - ma tu, in banca, a pagare ci andavi GRATIS).

Il problema vero è quello della SPARTIZIONE DEL BOTTINO (riconciliazione), perché quel 70% del nostro reddito che a vario titolo finisce nelle casse dello Stato deve essere assegnato ai vari comparti che lo spenderanno.... fateci un favore, smettetela di torturaci e vessarci con mille innovazioni (sempre tutte a nostro carico) diteci a inizio anno qual'è l'importo totale del maltolto, dateci la possibilità di pagarlo a rate ( un tot. al mese) e fatene quello che vi pare.....a parità di somme, per noi contribuenti sarà comunque un sollievo dallo "stress da prestazione".

Commento di Miky (17:09 del 06/07/2018)

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