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Rassegna stampa Pubblicato il 07/12/2017

Black List 2017. I 17 paradisi fiscali indicati dall'UE

Pubblicato sul sito del Consiglio Europeo, il documento contenente l'elenco di 17 paradisi fiscali. Nel comunicato l'UE spiega i lavori alla base dell'attività svolta.

Il 5 dicembre 2017, il Consiglio europeo ha pubblicato sul proprio sito, le conclusioni contenenti l’elenco degli aventi giurisdizioni non cooperative in materia fiscale (cd. paesi black list), secondo le richieste presentate nelle conclusioni di novembre 2009. Sono inoltre stai fissati accordi per l’avvio di misure difensive in relazione alle giurisdizioni in elenco.

L'obiettivo, come dichiarato dal Consiglio, è promuovere la buona governance a livello mondiale, incentrando gli sforzi sulla lotta all'evasione e alla frode fiscale. L'iniziativa fa parte della strategia esterna del Consiglio in materia di tassazione, realizzata secondo quanto realizzato dalle conclusioni del novembre 2016 in cui si chiedeva l'istituzione di un elenco entro la fine del 2017.  Il lavoro del Consiglio, condotto nel corso del 2017, si è realizzato in parallelo con il lavoro dell'OCSE.

Nel 2017 il gruppo di lavoro, sostenuto dalla segreteria del Consiglio, ha supervisionato uno screening degli stati a giurisdizione non cooperative in materia fiscale, aprendo con questi un dialogo tecnico e operando un'analisi dei loro sistemi fiscali.  Questo ha fornito all’UE il mezzo per valutarei sistemi fiscali delle giurisdizioni, sottoposte all’esame, rispetto ai criteri del sistema fiscale europeo.

L’elenco, inserito nel documento intitolato “December 2017 Council conclusions on the list of non-cooperative jurisdictions in taxation matters”, è stato compilato tenendo conto di tre criteri, già fissati nel 2016 dal Consiglio stesso, che non sono stati rispettati dai paesi black list. Tali criteri, lo ricordiamo, sono:

  • la trasparenza fiscale;
  • una tassazione equa;
  • applicazione delle misure anti-BEPS (erosione della base imponibile e spostamento degli utili) sul trasferimento dei profitti da uno stato all’altro.

Nell’ottobre 2017, conclusi i lavori di analisi, le giurisdizioni che non hanno rispettato i criteri di cui sopra (fatta eccezione di quelle colpite da calamità naturali) hanno ricevuto una lettera con la quale, l’UE ha comunicato loro l'esito del lavoro e richiesto il loro impegno politico per affrontare tutte le carenze individuate. In risposta, la maggior parte delle giurisdizioni hanno presentato per iscritto, all’UE, un fermo impegno politico con cui si per risolvere le incompatibilità del proprio paese (legate dovute alla legislazione fiscale, alle politiche e prassi amministrative), entro il 31 dicembre 2018; ma tale impegno non è stato assunto da tutti i Paesi a cui l’UE si è rivolta. Sulla base delle risposte ricevute entro il 4 dicembre 2017, è stato stilato il presente elenco degli stati aventi giurisdizioni non cooperative a fini fiscali ovvero, l’elenco degli stati black list:

  1. Samoa Americane
  2. Bahrain
  3. Barbados
  4. Grenada
  5. Guam
  6. Korea
  7. Macao SAR
  8. Isole Marshall
  9. Mongolia
  10. Namibia
  11. Repubblica di Palau
  12. Panama
  13. Santa Lucia
  14. Samoa
  15. Trinidad e Tobago
  16. Tunisia
  17. Emirati Arabi Uniti

L’UE invita tutte le giurisdizioni dei Paesi in elenco ad affrontare efficacemente le carenze rilevate. In attesa di tali cambiamenti, però, si segnala che gli stati membri dell’UE potrebbero applicare misure difensive di natura fiscale e non, volte a prevenire l'erosione delle basi imponibili degli Stati membri dell'UE.

Per le giurisdizioni colpite da calamità naturali, è stato invece deciso di sospendere temporaneamente il processo e di procedere con l’invio delle comunicazioni di cui sopra entro febbraio 2018, in modo da risolvere le incompatibilità entro la fine 2018.
 

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Fonte: Fisco e Tasse


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