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Rassegna Stampa Pubblicato il 21/06/2017

Manovra correttiva 2017: tutto sullo split payment

Tempo di lettura: 1 minuto
split payment scissione pagamenti

Split payment 2017: ecco cosa prevede la manovra correttiva 2017. Tra estensione dei soggetti obbligati e rimborsi anticipati

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Tra le principali misure introdotte dal decreto legge 50/2017 contenente le misure fiscali urgenti e le misure per il terremoto, va segnalata in primo luogo l'estensione prevista all'articolo 1 dell'ambito applicativo dello split payment. Com'è noto, lo split payment è uno speciale meccanismo di versamento dell'IVA dovuta per le operazioni effettuate nei confronti di soggetti pubblici introdotto dalla legge di stabilità 2015, con il quale si consente all'erario di acquisire direttamente l'imposta dovuta: in tal caso le pubbliche amministrazioni devono versare direttamente all'erario l'imposta sul valore aggiunto che è stata addebitata loro dai fornitori.

In particolare, all’articolo 1 del DL 50/2017 si estende l’ambito di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti dell’IVA (cd. split payment ) anche alle operazioni effettuate nei confronti di altri soggetti che prima della manovra correttiva pagavano l’imposta ai loro fornitori secondo le regole generali. L’estensione della manovra correttiva riguarda:

  • tutte le amministrazioni, gli enti ed i soggetti inclusi nel conto consolidato della Pubblica Amministrazione;
  • le società controllate di diritto o di fatto, direttamente o indirettamente dallo Stato;
  • le società controllate di diritto direttamente dagli enti pubblici territoriali;
  • le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana.

Inoltre, vengono ricomprese nell’ambito applicativo dello split payment anche le operazioni effettuate da fornitori che subiscono l’applicazione delle ritenute alla fonte sui compensi percepiti (liberi professionisti, agenti, intermediari). E' stato infatti abolito il comma 2 dell'articolo 17-ter del DPR 633/72 che ne prevedeva l’esclusione.

La legge di conversione del decreto 50/2017 prevede che a richiesta dei cedenti o prestatori, i cessionari o i committenti devono rilasciare un documento attestante la loro riconducibilità a soggetti per i quali si applicano le disposizioni dello split payment. Le modifiche sopra esposte si applicano dalle fatture emesse a partire dal 1° luglio 2017.

In sede di conversione in legge del decreto 50/2017 è stata inserita la previsione del rimborso anticipato per aiutare le imprese che a seguito di applicazione della norma si ritroveranno a credito.  Le modalita sono demandate a un decreto del MEF da emanarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione.

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Fonte: Fisco e Tasse


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