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Normativa Pubblicato il 15/10/2014

Nessun obbligo di comunicazione della PEC se già inserita nell'INI-PEC

Tempo di lettura: 1 minuto
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Nessun obbligo di comunicare l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) all'Agenzia delle Entrate entro il 31 ottobre per intermediari e professionisti che l’hanno già inviato all’Indice Nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC); Risoluzione del 14.10.2014 n. 88

Forma Giuridica: Prassi - Risoluzione
Numero 88 del 14/10/2014
Fonte: Agenzia delle Entrate
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Se la Pec è già disponibile all'interno dell'Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata, istituito presso il Ministero per lo Sviluppo Economico, il quale raccoglie tutti i recapiti di posta certificata (Ini-Pec) delle imprese e dei professionisti presenti sul territorio italiano, viene meno l’obbligo di comunicarla all’Agenzia delle Entrate, entro il 31 ottobre 2014, ai fini del monitoraggio fiscale.
 
Questo quanto chiarito dall'Agenzia delle Entrate con Risoluzione del 14 ottobre 2014 n. 88/E.
 
Tale elenco, in sostanza, raccoglie tutti gli indirizzi di posta certificata delle imprese e dei professionisti presenti sul territorio italiano ed è liberamente accessibile, senza necessità di autenticazione, anche da parte delle pubbliche amministrazioni.
Pertanto, in un’ottica di semplificazione degli adempimenti prodromici alla comunicazione delle informazioni sulle operazioni intercorse con l’estero, sui rapporti ad esse collegate e sull’identità dei relativi titolari, è ragionevole ritenere che l’aggiornamento del registro degli indirizzi elettronici possa essere effettuato dall’Agenzia delle entrate, acquisendo direttamente l’indirizzo PEC dal pubblico elenco denominato INI-PEC.
 
Inoltre, sulla base dei protocolli d’intesa sottoscritti da altri organismi associativi con l’Agenzia delle Entrate, gli indirizzi PEC degli associati sono già comunicati all’Agenzia.



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 dawnraptor dawnraptor - 15/10/2014
E mentre qualcuno si compiace e vede segnali positivi nel fatto che la ritrattazione sia arrivata "ben" due settimane prima della scadenza, nessuno fa cenno del fatto che nel frattempo gli studi si sono attivati, hanno scritto e inviato circolari, messo in allerta i clienti, cercato di capire "come" si sarebbe potuto ottemperare... Prova ne siano le discussioni sui forum fiscali. Tempo perso, che si traduce in spese inutili, per tutti. E figuracce da parte delle istituzioni, costrette all'ennesima marcia indietro. Abbiamo ancora bisogno di queste inettitudini? Questi balletti non sono degni di un Paese civile. Infatti avvengono in Italia.
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