Invalidità civile: le regole generali

di Andrea Mannara CommentaIn Attualità, Lavoro, Parliamo di ...

Dal 2013 l’Inps si adegua agli orientamenti giurisprudenziali della Corte di Cassazione in tema di invalidità civile. Adesso, per il riconoscimento della pensione di invalidità, è necessario prendere in considerazione la posizione reddituale del richiedente e quella dell’eventuale coniuge.

In questo articolo offriremo una panoramica generale su cosa sia l’invalidità civile, a chi spetti e cosa essa comporti. Nell’articolo successivo, che sarà pubblicato settimana prossima, affronteremo più nel dettaglio il tema della pensione di invalidità con le novità introdotte dall’Inps a partire dal 2013.

Per prima cosa dobbiamo domandarci: chi sono gli invalidi civili?
Essi sono i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore ad un terzo; nel caso di soggetti di età inferiore agli anni 18, si considerano invalidi i cittadini che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età.
Inoltre, il D.Lgs. 509/88 all’art. 6 precisa che, ai soli fini dell’indennità di accompagnamento, si considerano invalidi civili i soggetti di età superiore ai 65 anni che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età.
Non si considerano invalidi civili: gli invalidi di guerra, gli invalidi del lavoro, gli invalidi per servizio, i ciechi e i sordomuti.

Ai soggetti riconosciuti invalidi civili, tramite apposite visite condotte dalle commissioni mediche istituite presso l’Inps, viene riconosciuto un trattamento economico che, a seconda dei casi, può essere definito: pensione di inabilità, assegno mensile, indennità di accompagnamento.

Pensione di inabilità.
Trattamento economico corrisposto ai soggetti riconosciuti invalidi civili, con una invalidità totale e permanente del 100%, che siano cittadini italiani e residenti nel territorio italiano, che abbiano una età compresa tra i 18 e i 65 anni.
A questi soggetti spetta un trattamento economico nella misura intera se il soggetto non supera determinati limiti di reddito, aggiornati annualmente dall’Inps; spetta inoltre nella misura intera se il soggetto è ricoverato presso istituti pubblici che provvedano al suo sostentamento.
La domanda per il riconoscimento della pensione di inabilità va presentata all’Inps solo telematicamente, direttamente dal cittadino mediante propria utenza telematica attivata presso l’Inps, oppure mediante gli intermediari (quali ad es. i patronati).
La pensione viene corrisposta per 13 mensilità.
La pensione di inabilità è compatibile con la fruizione di altre pensioni, quali ad esempio le pensioni di invalidità di guerra, di lavoro o servizio, ed è anche compatibile con una eventuale attività lavorativa svolta dal soggetto.
Al compimento del sessantacinquesimo anno di età l’importo della pensione di inabilità viene adeguato all’importo dell’assegno sociale.

Assegno mensile.
Trattamento economico corrisposto ai soggetti riconosciuti invalidi civili, con una invalidità compresa tra il 74% e il 99%, che siano cittadini italiani e residenti nel territorio italiano, che abbiano una età compresa tra i 18 e i 65 anni.
A questi soggetti spetta un trattamento economico nella misura intera se il soggetto non supera determinati limiti di reddito, aggiornati annualmente dall’Inps; l’assegno spetta a condizione che l’invalido non svolga attività lavorative.
L’invalido parziale per poter conseguire l’assegno mensile non deve svolgere attività lavorativa.
Tale assegno non è più subordinato all’obbligo dell’iscrizione nelle liste di collocamento speciali, ma l’interessato deve produrre all’Inps, annualmente, una dichiarazione sostitutiva che attesti di prestare o non prestare attività lavorativa.
La domanda per il riconoscimento della pensione di inabilità va presentata all’Inps solo telematicamente, direttamente dal cittadino mediante propria utenza telematica attivata presso l’Inps, oppure mediante gli intermediari (quali ad es. i patronati).
L’assegno mensile viene corrisposto per 13 mensilità.
L’importo dell’assegno mensile è stato equiparato a quello previsto per la pensione di inabilità.
Al compimento del sessantacinquesimo anno di età l’importo dell’assegno mensile viene adeguato all’importo dell’assegno sociale.
L’assegno mensile è incompatibile con qualsiasi pensione diretta di invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria, delle gestioni sostitutive, esonerative ed esclusive, nonché delle gestioni dei lavoratori autonomi, della gestione speciale minatori e delle altre casse e fondi di previdenza, compresi quelli dei liberi professionisti. L’assegno mensile è incompatibile con tutte le prestazioni pensionistiche ottenute a seguito di invalidità contratte per causa di guerra, di lavoro o di servizio (quindi anche con le pensioni dirette di guerra e con le rendite INAIL).
E’ data facoltà all’interessato di optare per il trattamento economico più favorevole.

Indennità di accompagnamento.
Trattamento economico corrisposto ai soggetti riconosciuti invalidi civili, con una invalidità totale e permanente del 100% ed in aggiunta: impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore ovvero impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e conseguente necessità di un’assistenza continua.
Il soggetto deve essere cittadino italiano e risiedere nel territorio dello Stato italiano. Inoltre l’indennità spetta per il solo titolo della minorazione, indipendentemente dal reddito e dall’età.
La domanda per il riconoscimento della indennità va presentate all’Inps solo telematicamente, direttamente dal cittadino mediante propria utenza telematica attivata presso l’Inps, oppure mediante gli intermediari (quali ad es. i patronati).
L’indennità non è incompatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa.
Sono esclusi dal diritto all’indennità di accompagnamento gli invalidi che siano ricoverati gratuitamente in istituto o che percepiscano un’analoga indennità per invalidità contratta per causa di guerra, di lavoro o di servizio, salvo il diritto di opzione per il trattamento più favorevole.
Per ricovero gratuito deve intendersi quello con retta o mantenimento a totale carico di un Ente pubblico, anche se a tale retta si aggiunga una contribuzione da parte di privati per ottenere un migliore trattamento. Di conseguenza l’indennità compete anche quando il contributo della Pubblica Amministrazione copra soltanto una parte della retta di ricovero.
L’indennità di accompagnamento concessa agli invalidi civili è compatibile e cumulabile con le pensioni e le indennità di accompagnamento per i ciechi totali e con le pensioni e le indennità speciali per i ciechi parziali (soggetti pluriminorati).

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Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

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