Il recesso nelle s.r.l.

di Andrea Sergiacomo CommentaIn Commenti Giurisprudenza e Prassi

L’art 2473 del c.c. rubricato ” recesso del socio” pone una serie di condizioni che consentono il recesso di un socio da una società e nel merito analizziamo i diversi commi che compongono l’art 2473 del c.c..

Tale articolo al comma 1 enuncia ” [1] L’atto costitutivo determina quando il socio può recedere dalla società e le relative modalità. In ogni caso il diritto di recesso compete ai soci che non hanno consentito al cambiamento dell’oggetto o del tipo di società, alla sua fusione o scissione, alla revoca dello stato di liquidazione al trasferimento della sede all’estero alla eliminazione di una o più cause di recesso previste dall’atto costitutivo e al compimento di operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto della società determinato nell’atto costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti attribuiti ai soci a norma dell’ art 2468 c.c. quarto comma. Restano salve le disposizioni in materia di recesso per le società soggette ad attività di direzione e coordinamento”.

In via generale questa prima ipotesi di recesso riconosce al socio il diritto di recedere qualora la società si trovi a compiere operazioni che modifichino il sostanziale oggetto sociale, oppure in caso di fusione e scissione.

Rispetto a questo ultimo aspetto occorre rilevare che la manifestazione di recesso espressa dal socio si ha nel momento in cui si decide o meno di aderire a tali operazioni straordinarie, pertanto, in mancanza di adesione, di fatto, è come se si recedesse.

Tra le diverse ipotesi contemplate al comma 1, giova evidenziare quella riguardante l’eliminazione di una o più cause di recesso previste nell’atto costitutivo, infatti, tale previsione nel caso in cui i soci provvedano a maggioranza ad effettuare tale operazione, è offerta tutela al socio che, invece, non vuole che vengano apportate tali modifiche.

In ultimo il socio può recedere allor quando si modificano i diritti attribuiti a norma dell’art 2468 del c.c. quarto comma.

In merito alle tempistiche, il comma 2 dell’art 2473 del c.c. enuncia: “ [2] Nel caso di società contratta a tempo indeterminato il diritto di recesso compete al socio in ogni momento e può essere esercitato con un preavviso di almeno centottanta giorni; l’atto costitutivo può prevedere un periodo di preavviso di durata maggiore purché non superiore ad un anno.”   Il comma 2 del’art 2473 del c.c., ci è di grande aiuto quando dobbiamo stabilire le tempistiche per esercitare il diritto di recesso, a meno che l’atto costitutivo non imponga delle deroghe particolari, che comunque non possono superare 1 anno di tempo.

La inevitabile situazione di recesso conduce alla determinazione del valore della quota e pertanto il comma 3 dell’art 2473 del c.c. enuncia: ” [3] I soci che recedono dalla società hanno diritto di ottenere il rimborso della propria partecipazione in proporzione del patrimonio sociale. Esso a tal fine è determinato tenendo conto del suo valore di mercato al momento della dichiarazione di recesso; in caso di disaccordo la determinazione è compiuta tramite relazione giurata di un esperto nominato dal tribunale, che provvede anche sulle spese, su istanza della parte più diligente; si applica in tal caso il primo comma dell’articolo 1349.” La valutazione della quota del socio che recede deve trovare in un riscontro nel valore di mercato al momento del recesso. Una volta determinato il valore della quota la liquidazione deve avvenire in ossequio a quanto disposto dal comma 4 dell’art 2473 c.c. che enuncia: “-[4] Il rimborso delle partecipazioni per cui è stato esercitato il diritto di recesso deve essere eseguito entro centottanta giorni dalla comunicazione del medesimo fatta alla società. Esso può avvenire anche mediante acquisto da parte degli altri soci proporzionalmente alle loro partecipazioni oppure da parte di un terzo concordemente individuato da soci medesimi. Qualora ciò non avvenga, il rimborso è effettuato utilizzando riserve disponibili o in, mancanza, corrispondentemente riducendo il capitale sociale; in quest’ultimo caso si applica l’articolo 2482 e, qualora sulla base di esso non risulti possibile il rimborso della partecipazione del socio receduto, la società viene posta in liquidazione.” In ultimo è opportuno chiarire che a norma del comma 5 dell’art 2473 c.c. “ Il recesso non può essere esercitato e, se già esercitato, è privo di efficacia, se la società revoca la delibera che lo legittima ovvero se è deliberato lo scioglimento della società”.


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Andrea Sergiacomo

Andrea Sergiacomo, Dottore Commercialista e Revisore legale dei conti. Abilitato alla professione di Mediatore civile . Componente della Commissione Cooperative Odcec di Roma . Autore di diverse pubblicazioni per riviste specializzate ed esperto in operazioni di riorganizzazione aziendale. Relatore in convegni in materia di contabilità e bilancio di esercizio, con particolare riguardo alle operazioni straordinarie. E’ stato docente di economia aziendale presso istituti tecnici. Ha frequentato corsi di specializzazione in diritto fallimentare ed il corso avanzato sui principi contabili internazionali presso l’Università di Tor Vergata. Svolge attività professionale nel proprio studio di Roma dove fornisce consulenza in diritto societario, diritto fallimentare e pianificazione fiscale con particolare attenzione alla crisi di impresa.

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