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DIGITALIZZAZIONE DEL FISCO CON AI: LE NOVITÀ 2026

Digitalizzazione del Fisco con AI: le novità 2026

Digitalizzazione dell'amministrazione finanziaria e intelligenza artificiale: le novità in Legge di Bilancio 2026

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La legge di Bilancio 2026 (l. 30 dicembre 2025 2025 n. 199) contiene disposizioni in tema di liquidazione iva nell’ambito del processo di digitalizzazione dell’amministrazione finanziaria.

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1) La transizione digitale dell’Amministrazione finanziaria: il ruolo della Legge delega 111/2023

Il percorso di digitalizzazione dell’Amministrazione finanziaria è stato tracciato nell’ultima Legge delega per la riforma fiscale (L. 9 agosto 2023, n. 111) la quale, ha consentito l’ingresso delle tecnologie digitali e delle soluzioni di intelligenza artificiale in campo fiscale. In particolare, tali strumenti sono destinati ad ottimizzare le attività di prevenzione, contrasto e riduzione dei fenomeni di evasione ed elusione fiscale (ex art. 2, comma 1, lett. b, L. n. 111/2023). 

I termini per l’attuazione della delega sono stati ulteriormente prorogati ad agosto 2026, mentre per l’adozione dei decreti correttivi ed integrativi c’è tempo fino ad agosto 2028. La legge delega ha rappresentato un punto significativo nel percorso di modernizzazione del sistema fiscale, introducendo strumenti tecnologici avanzati a supporto dell’azione dell’Amministrazione finanziaria. In questa direzione si inserisce anche la Legge di Bilancio per il 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) che conferma ed anzi espande il ricorso agli strumenti digitali con l’obiettivo di rendere l’azione amministrativa sempre più efficiente, tempestiva e mirata.

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2) Nuove procedure (automatizzate) per la riscossione dell’IVA

In particolare, l’art. 1 co. 111 legge 30 dicembre 2025 n. 199 sancisce importanti novità in tema di adempimenti IVA attraverso l’introduzione del nuovo articolo 54 bis.1 al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633. Secondo la nuova disposizione, a partire dal 2026, potrà essere ricostruita la posizione fiscale del contribuente la cui dichiarazione risulti omessa o tardiva, per poter procedere alla liquidazione automatica dell’IVA.

Grazie all’interoperabilità delle banche dati fiscali, l’Amministrazione finanziaria potrà procedere alla liquidazione dell’imposta anche in assenza della dichiarazione del contribuente: lo scambio e l’incrocio delle informazioni fiscalmente rilevanti consentiranno infatti di ricostruire automaticamente la posizione fiscale, tramite l’utilizzo di dati contenuti nelle fatture elettroniche emesse e ricevute tramite il Sistema di Interscambio, le comunicazioni delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE), i corrispettivi telematici trasmessi (il c.d. transato elettronico) nonché le dichiarazioni IVA relative agli anni precedenti, queste ultime particolarmente utili ai fini delle verifiche comparative nel tempo.

Con la Legge di Bilancio per il 2026 permane l’obiettivo di valorizzare il patrimonio informativo di cui gode l’Amministrazione per poterlo sfruttare a proprio favore, alla volta della riduzione dei tempi di lavoro e di un aumento dell’efficacia della riscossione. 

 

 

 


3) Ottimizzare la gestione degli archivi amministrativi

L’idea di valorizzare al meglio le informazioni contenute negli Archivi dell’Amministrazione finanziaria viene ripresa proprio dalla citata Legge delega n. 111/2023 che, per esempio, ha seguito il medesimo fine nella previsione dell’analisi del rischio.

Si tratta di una fase pre-istruttoria in cui all’Amministrazione è permesso servirsi dell’intelligenza artificiale per incrociare dati e informazioni di interesse fiscale già contenuti nelle proprie banche dati, con l’obiettivo di intercettare situazioni potenzialmente rischiose, riconducibili ad ipotesi di evasione o di elusione fiscale.

Quanto appena descritto rappresenta anche il funzionamento del software Ve.Ra. che impiega tecnologie di machine learning e altre soluzioni di intelligenza artificiale per l’analisi del rischio nei rapporti finanziari.

Tuttavia, l’utilizzo di tali strumenti richiede particolare attenzione poiché i sistemi di apprendimento automatico possono basarsi anche su informazioni non pienamente affidabili e, di conseguenza, generare o replicare i c.d. bias algoritmici, con possibili effetti distorsivi o discriminatori.

In ogni caso, l’impiego dell’intelligenza artificiale in tale fase è particolarmente vantaggioso, essendo in grado di ridurre sensibilimente i tempi di analisi, favorendo al contempo una gestione più ottimizzata delle risorse disponibili e un migliore coordinamento delle attività di controllo.

Tra l’altro, con l’atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2026-2028 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si prevede un ulteriore affinamento delle tecniche di analisi del rischio in materia di evasione e frodi fiscali, attraverso l’utilizzo di strumenti di analisi dei dati sempre più evoluti e che consentano di orientare i controlli in maniera più selettiva e mirata. 

4) I rischi insiti delle tecnologie digitali

Nel caso dell’analisi del rischio, la segnalazione di una fattispecie a rischio fiscale da parte dell’intelligenza artificiale non è sufficiente a determinare l’avvio di un accertamento, così come voluto dal principio di non esclusività della decisione algoritmica, ex comma 1, art. 22 GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati, Reg. UE 27 aprile 2016, n. 679), in base al quale deve sempre essere assicurato un controllo umano nei processi di decisioni algoritmiche (il c.d. human in the loop).

Nel caso delle liquidazioni automatiche dell’IVA è parimenti opportuno garantire una supervisione umana sugli output generati dall’automazione: i processi automatizzati non generano risultati certi e anzi non sono sempre precisi, poiché sarebbe sufficiente un dato errato ovvero un documento incompleto per la determinazione inesatta del quantum dell’IVA da versare.

La presenza di una supervisione umana nelle procedure automatizzate risulta quindi indispensabile, anche per prevenire possibili distorsioni già verificatesi in passato. Emblematico, in tal senso, è il fenomeno delle c.d. “cartelle pazze”, a seguito delle quali numerosi contribuenti si sono visti notificare cartelle di pagamento prive di fondamento, riferite a debiti già estinti oppure mai esistiti. Episodi di questo tipo evidenziano come eventuali disfunzioni dei sistemi possano determinare l’invio massivo di comunicazioni errate anche nei confronti di soggetti in posizione di regolarità fiscale e confermano l’importanza di garantire un adeguato controllo umano sui processi automatizzati.

Il vaglio umano non è però l’unico fattore che possa scongiurare risultati impropri, poiché l’affidabilità del risultato generato dipende direttamente dai dati che vengono utilizzati: in questo processo, è necessario che le banche dati siano aggiornate e complete per evitare elaborazioni imprecise o non pienamente aderenti alla situazione reale del contribuente.


5) L’importanza della supervisione umana

Per la disciplina sull’avvio e sul funzionamento dello strumento che verrà implementato per procedere alla liquidazione automatica dell’IVA occorrerà attendere il relativo provvedimento; tuttavia, si può già affermare che essa rappresenterà un altro passo verso la maggiore automazione e digitalizzazione dell’Amministrazione finanziaria.

Rimane imprescinibile per i funzionari dell’Amministrazione evitare un affidamento eccessivo, o addirittura esclusivo, sugli output generati dall’intelligenza artificiale ovvero generati da un’automazione, proprio per il loro rischio insito di potersi rivelare inesatti.

Il controllo umano così non rappresenterà soltanto una mera formalità, ma costituirà un presidio effettivo di legalità e di trasparenza.

L’assenza di un adeguato vaglio umano, d’altra parte, rischierebbe di generare zone d’ombra idonee a compromettere tanto la legittimità dell’azione amministrativa quanto le garanzie poste a tutela del contribuente.

Le nuove tecnologie per quanto possano evolversi e perfezionarsi anche nel breve termine devono pur sempre rimanere ausiliarie ai funzionari e subordinate ad una gestione consapevole e ad un impiego responsabile da parte dell’Amministrazione.

Fonte immagine: Foto di Gerd Altmann da Pixabay
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