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LEGGE DI BILANCIO 2022: LE NOVITA' IN VIGORE DAL 1 GENNAIO PER LE IMPRESE

Legge di bilancio 2022: le novita' in vigore dal 1 gennaio per le imprese

Dopo la pubblicazione in Gazzetta entra in vigore la Legge di Bilancio: rifinanziata la nuova Sabatini, proroga plastic tax, revisione crediti industria 4.0, nuove aliquote IRPEF

La legge di Bilancio 2022 è stata pubblicata in Gazzetta il 31 dicembre, ultimo giorno utile.

Approvata il 29 dicembre 2021, dopo il voto di fiducia con 414 voti favorevoli e 47 contrari e  il si definitivo della Camera, la Legge Bilancio 2022 diventa legge portando misure per più di 36 miliardi di euro.

Per una panoramica delle novita' abbiamo preparato 

La Legge di Bilancio 2022, con interventi mirati, punta a rafforzare il tessuto economico e sociale, sostenendo la crescita e la competitività dell’economia italiana. 

La Legge che entra in vigore il 1° gennaio contiene tante novità per le imprese, tra queste:


Per approfondire ti consigliamo:

1) Legge di Bilancio 2022: rifinanziata la nuova Sabatini

A disposizione altri fondi per la “Nuova Sabatini". Ripristinato il meccanismo di funzionamento ordinario.

Vedi il tool: Sabatini Quater Beni Strumentali (excel 2021)

All fine di assicurare continuità alle misure di sostegno agli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese ai sensi dell'articolo 2 del dl 69/2013, aumenta l’autorizzazione di spesa per 240 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, e 120 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026 e 60 milioni di euro per l'anno 2027. La misura “Nuova Sabatini” viene considerata uno dei principali strumenti agevolativi nazionali. Operativamente a fronte della concessione di un finanziamento ordinario per la realizzazione di un programma di investimenti, il Ministero dello sviluppo economico concede un contributo in conto impianti parametrato a un tasso di interesse convenzionalmente assunto pari al 2,75 per cento annuo per gli investimenti ordinari ed al 3,575 per cento per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (c.d. investimenti 4.0).

Si prevede poi il ripristino del meccanismo di funzionamento ordinario della misura ante Covid. Torna quindi l’erogazione in un’unica soluzione, nei limiti delle risorse disponibili, per le sole domande con finanziamento di importo non superiore a 200.000 euro. 

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2) Legge di Bilancio 2022: plastic tax

Dopo quello deciso lo scorso anno c’è un ulteriore rinvio per l’entrata in vigore delle due imposte sulla plastica e sullo zucchero istituite dalla legge di Bilancio 2020 (legge 160/2019). 

In dettaglio si posticipa al 1° gennaio 2023 l’efficacia delle disposizioni istitutive dei Commi 634-658 della legge 160/2019 che hanno istituito e disciplinato l’imposta sul consumo di manufatti in plastica con singolo impiego (MACSI) che hanno o sono destinati ad avere funzione di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari, ad esclusione dei manufatti compostabili, dei dispositivi medici e dei MACSI adibiti a contenere e proteggere medicinali. 

Inoltre si fa slittare al 1° gennaio 2023 anche la sugar tax, ossia l'imposta sul consumo di bevande zuccherate prevista in misura di 10 euro per ettolitro nel caso di prodotti finiti e di 0,25 euro per chilogrammo nel caso di prodotti concentrati. L’imposta è disciplinata dai Commi 661-676 della legge 160/2019.

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3) Legge di bilancio 2022: revisione crediti Industria 4.0

Con le novità introdotte per gli investimenti effettuati dal 2023 al 2025 in beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0, il credito d'imposta è riconosciuto in misura variabile a seconda dell’ammontare dell’investimento. In dettaglio, si modifica il comma 1051 della legge di Bilancio 2021, che individua i beneficiari dell’agevolazione, al fine di eliminare il riferimento alla data di scadenza del credito d’imposta. 

Ti potrebbe essere utile il foglio di calcolo : Credito di imposta Ricerca e Sviluppo 2021

Si inserisce la disciplina dell’agevolazione a decorrere dal 1° gennaio 2023 e fino al 31 dicembre 2025, ovvero entro il 30 giugno 2026 se entro la data del 31 dicembre 2025 il relativo ordine sia accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione. Le nuove aliquote previste sono le seguenti:

  • 20 per cento nel 2022;
  • 15 per cento nel 2023;
  • 10 per cento nel 2024.

Si prevede la nuova scaletta di aliquote previste per gli investimenti aventi ad oggetto beni immateriali fino al 2025 nel limite massimo annuale di costi ammissibili pari a 1 milione di euro. In base a queste disposizioni le aliquote sono:

  •  20 per cento per l’anno 2023;
  • 15 per cento per l’anno 2024;
  • 10 per cento per l’anno 2025. 

Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute in relazione all'utilizzo dei beni mediante soluzioni con risorse di calcolo condivise e connesse (cosiddette “di cloud computing”), per la quota imputabile per competenza

In tutti i casi l’aliquota dell’anno precedente è riconosciuta per gli investimenti effettuati entro il 30 giugno dell’anno successivo a condizione che al 31 dicembre il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

Ti consigliamo:

4) Legge di bilancio 2022: credito d'imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo

Modificata ed estesa la disciplina del credito d'imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative. Agevolazione riconosciuta fino al 31 dicembre 2031.

Ti potrebbe essere utile il foglio di calcolo : Credito di imposta Ricerca e Sviluppo 2021

Si rimodula il credito per ricerca e sviluppo a seconda della tipologia di investimenti modificando per questi i commi 190 e seguenti art. 1 legge 160/2019. In particolare:

  • il credito d'imposta per investimenti in ricerca e sviluppo viene prorogato sino al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2031 con le seguenti modalità:
    • 20 per cento fino al 31 dicembre 2022 nel limite di 4 milioni di euro;
    • 10 per cento nel limite di 2 milioni di euro per gli anni dal 2023 al 2031.

Il credito d'imposta per le attività di innovazione tecnologica e di design e ideazione estetica è prorogato fino al periodo d'imposta 2025 con le seguenti modalità: 

  • 10 per cento per i periodi d'imposta 2022 e 2023;
    • 5 per cento per i periodi d’imposta 2024 e 2025. Resta fermo il limite annuo di 2 milioni di euro.
       Anche per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, il credito d'imposta è prorogato sino al periodo d'imposta 2025. In questo caso è riconosciuto in misura pari a:
    • 15 per cento per il periodo d'imposta 2022 nel limite di 2 milioni di euro;
    • 10 per cento nel limite massimo annuo di 4 milioni di euro per l’anno 2023;
    • 5 per cento nel limite di 4 milioni per gli anni d’imposta 2024 e 2025. 
  • Viene precisato inoltre che nel rispetto dei massimali indicati e a condizione della separazione analitica dei progetti e delle spese relative alle diverse tipologie di attività, è possibile applicare il beneficio anche per più attività ammissibili nello stesso periodo d'imposta.

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5) Superbonus: le proroghe della legge di Bilancio 2022

L'articolo 1, comma 28 lettere a)- e), g)-l) introduce una proroga della misura del Superbonus 110%, con scadenze differenziate in base al soggetto beneficiario. 

In sintesi:

  • per i condomini, 
  • le persone fisiche (al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arte o professione) 
  • le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale, 

viene prevista una proroga al 2025 con una progressiva diminuzione della percentuale di detrazione ossia

  • dal 110% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023
  • fino al 65% per quelle sostenute nell’anno 2025.

Visita il Focus dedicato al Superbonus dove troverai e-book e fogli di calcolo

In particolare, per gli interventi effettuati dai condomini e dalle persone fisiche (al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arte o professione) con riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche, compresi quelli effettuati dalle persone fisiche sulle singole unità immobiliari all’interno dello stesso condominio o dello stesso edificio, nonché quelli effettuati su edifici oggetto di demolizione e ricostruzione, la detrazione spetta anche per le spese sostenute: 

  • entro il 31 dicembre 2025, 
    • nella misura del 110 per cento per quelle sostenute entro il 31 dicembre 2023; 
    • del 70 per cento per quelle sostenute nell’anno 2024; 
    • del 65 per cento per quelle sostenute nell’anno 2025. 

Si proroga la possibilità di avvalersi della misura per le cooperative di abitazione a proprietà indivisa fino al 30 giugno 2023. 

Per gli stessi soggetti, qualora siano stati effettuati lavori (al 30 giugno 2023) per almeno il 60 per cento dell'intervento complessivo, la detrazione spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023 (analogamente a quanto già previsto per gli IACP). 

Si prevede anche che per gli interventi effettuati su unità immobiliari dalle persone fisiche, l’agevolazione fiscale spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 a condizione che alla data del 30 giugno 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30 per cento dell'intervento complessivo (senza più riferimento al valore ISEE). 

Viene stabilito che i prezzari individuati dal decreto del Ministro dello sviluppo economico del 6 agosto 2020 si applicano anche ad altri interventi di recupero edilizio e di riqualificazione energetica. 

Infine nel corso dell’esame al Senato sono state trasfuse nella legge di bilancio 2022 le norme del decreto-legge n. 157 del 2021 (decreto anti frodi) che: 

  • estendono l’obbligo del visto di conformità anche al caso in cui il c.d. Superbonus sia utilizzato in detrazione nella dichiarazione dei redditi, fatta eccezione per il caso in cui la dichiarazione è presentata direttamente dal contribuente, attraverso l’utilizzo della dichiarazione precompilata predisposta dall’Agenzia delle entrate ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale;
  • dispongono che per stabilire la congruità dei prezzi, da asseverarsi da un tecnico abilitato, occorre fare riferimento anche ai valori massimi stabiliti, per talune categorie di beni, con decreto del Ministro della transizione ecologica

Per altre novità leggi Bonus edilizi 2022: il calendario delle proroghe

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