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Speciale Pubblicato il 08/04/2021

Finanziamento per le imprese turistico-culturali del mezzogiorno: due opportunità

di dott. Giuseppe Arleo

Tempo di lettura: 2 minuti
turismo

Cultura Crea e Cultura Crea Plus due opportunità per le imprese turistico-culturali e per gli ETS del mezzogiorno. Invio delle domande ad aprile.

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In apertura la versione 2.0 dell’incentivo Cultura Crea di Invitalia, unitamente al nuovo bando Cultura Crea Plus gestito dal medesimo Ente. 

Il finanziamento, rivolto alle imprese turistico culturali operanti nel Mezzogiorno, promosso dal Ministero della cultura si rimodella attingendo ai nuovi fondi del Pon “Cultura e Sviluppo”

I due incentivi riguardano le imprese che hanno unità operative nelle aree definite come “Regioni in ritardo di sviluppo” individuate in: 

  • Campania
  • Puglia
  • Basilicata
  • Calabria 
  • Sicilia

Possono presentare le richieste di agevolazioni:

  • Micro, piccole e medie imprese 
  • Soggetti del terzo settore

1) Contributo a fondo perduto con Cultura Crea Plus

Con lo stanziamento di 30 milioni di euro dal 19 aprile 2021 si possono presentare domande di agevolazione di Cultura Crea Plus ottenendo un contributo a fondo perduto pari al 100% dell’investimento fino ad un totale massimo di 25.000,00. 

Il bando nasce per sostenere le imprese colpiti dall’emergenza Covid e attivE nel settore culturale e nel sistema dell’intermediazione turistica.

Possono presentare la domanda di agevolazione imprese ed enti attivi alla data del 01/01/2020 e al 31/12/2020 operanti con attività economica rientrante nei codici Ateco previsti, iscritte al registro delle imprese e costituite sotto forma societaria, non essere sottoposte a procedure concorsuali ed essere nel pieno esercizio dei propri diritti civili, non avere avuto aiuti illegali, con regolarità contributiva, edilizia e urbanistica, aver avuto una diminuzione di fatturato.

Sono ammissibili spese sostenute dopo il 23 luglio 2020 e rendicontate entro 6 mesi dalla data di concessione delle agevolazioni. 

Sono finanziabili, quindi, materie prime, canoni di locazione, utenze, prestazioni di servizi e consulenze professionali, costo del lavoro e spese per garanzie bancarie.

2) Incentivo Cultura Crea 2.0

L’incentivo Cultura Crea 2.0 invece il nuovo bando che sostituisce quello chiuso il 29/03/2021. 

Le domande si possono presentare a partire dal 26 aprile 2021.

Sono finanziabili i costi sostenuti per:

  • impianti, attrezzature, macchinari, arredi e mezzi mobili nuovi di fabbrica
  • Beni strumentali immateriali
  • Opere edili compresa l’impiantistica edile 
  • Capitale circolante quali materie prime, utenze, canoni di locazione, servizi, polizze, spese notarili, costo del lavoro 

L’entità dell’incentivo è suddiviso per titoli.

L’investimento massimo ammissibile per le nuove imprese operanti nell’industria culturale (TITOLO II DEL DECRETO) è di 400.000,00 euro. 

Le agevolazioni sono concesse per un importo non superiore all’80% della spesa ammissibile elevabile al 90% nel caso di impresa femminile, o giovanile o avente rating di legalità.

Il finanziamento agevolato, rimborsabile in 8 anni oltre ad 1 anno di preammortamento, è pari al 40% elevato al 45% nei casi in cui le agevolazioni arrivino al 90%. Stesse percentuali, quindi, riguardano il fondo perduto pertanto il 40% elevabile al 45% nel caso in cui le agevolazioni siano il 90%.

L’investimento invece per le imprese operanti nell’industria culturale e turistica (TITOLO III DEL DECRETO)ha un massimo ammissibile di 500.000,00 euro. 

L’agevolazione massima è pari all’80% elevabile fino al 90% nei casi sopra descritti. Il finanziamento agevolato ottenibile è al massimo del 60% elevabile al 65% e il contributo a fondo perduto pari al 20% elevabile al 25% nelle condizioni sopra dette.

L’investimento, infine, per i soggetti operanti nel terzo settore nell’industria culturale (TITOLO IV DEL DECRETO) può arrivare fino a 400.000,00 euro e l’incentivo ottenibile è esclusivamente a fondo perduto potendo arrivare fino all’80% elevabile al 90%.

La valutazione di merito è secondo i punteggi attributi dalla circolare unitamente ad un colloquio conoscitivo al fine di valutare adeguatezza, coerenza, elementi di innovazione, analisi di mercato e fattibilità economico finanziaria.


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